Emmanuel Gasperoni sulla mozione di sfiducia al Segretario Celli – CGG del 17.07.17

Emmanuel Gasperoni sulla mozione di sfiducia al Segretario Celli – CGG del 17.07.17

Ho notato che in questo periodo politico è diventato virale avere uno slogan, un brand. Quindi anche io ne ho scelto uno mio:

“FÌDATI MA VERIFICA”

E Questo motto lo vorrei condividere con ogni cittadino sammarinese.

Mi spiego provando a farlo con un tono ironico e dissacrante. Ma costruttivo e con taglio politico sul finale.

E mi spiego iniziando col citare uno stralcio di articolo apparso su un giornale qualche settimana fa:

“quando fallisce un’ AZIENDA i proprietari perdono tutto ma i creditori possono tentare di rifarsi liquidando ciò che resta.

Per una BANCA è diverso poiché il buco di un dissesto è generalmente molto più grande del capitale:

come dire qualcun altro deve colmare la differenza. Generalmente la differenza è stata colmata dal contribuente con interventi dello Stato più o meno dissimulati. La conseguenza è la perdita di fiducia dei clienti,  con le banche che vedono una emorragia di capitali complessiva di svariati miliardi”.

Ecco.

Ora.

Qualche nostro concittadino ora si starà chiedendo: “che strano, questo articolo non me lo ricordo sui nostri giornali locali…”

Per forza!

Perché non è un articolo apparso sui giornali di San Marino, ma su “La Stampa” il giornale a tiratura nazionale di Torino.

E la banca a cui si riferisce non è certo Asset Banca S.p.A ma sono le due banche venete: Banca Popolare di Vicenza e Veneto banca!

Mi si chiederà: e quindi? Cosa significa?

Ciò che è accaduto e sta accadendo al nostro sistema bancario-finanziario, non è nulla di diverso da ciò che può accadere anzi È Già ACCADUTO, al sistema bancario a noi limitrofo, quello italiano, e certamente anche su scala internazionale, con le dovute proporzioni.

Nulla di lunare, nulla per cui strillare, nulla di trascendentale o inspiegabile per cui stracciarsi le vesti in un melodramma napoletano cui assistiamo da mesi e che a tratti ha sconfinato in un “terrorismo mediatico”. Che impaurisce immotivatamente i sammarinesi, specie quelli non tecnici o non esperti appassionati di finanza.

Bene.

Vorrei provare a rivolgermi a quei cittadini sammarinesi.

A quella “maggioranza silenziosa”, come la chiamava il presidente Nixon alla fine degli anni 60. A Quella parte di popolazione che pur non partecipando attivamente alla vita politica ne segue attentamente gli avvenimenti.

Fidatevi ma verificate!

In una fase politica in cui le informazioni vengono immesse sui media a raffica, siamo come in un fast-food: notizie pre-confezionate, talora anche pre-digerite, incellophanate, con delle belle confezioni: magari colorate di un logo o segno distintivo politico, condite con qualche attacco frontale, con qualche urlo, qualche parolone:

“…’CHE comunque se sei un po’ cattivo e un po’ contro il sistema hai sempre molto fascino…”

Dicono.

Tale tipo di  informazioni attira l’avventore affamato, che non ha voglia di cucinare.

Di cucinarsela, la notizia.

In un mondo che corre sempre a 200 all’ora, con mille cose da fare, con un po’ di acido lattico cerebrale,

Fa comodo a molti far ingoiare la notizia senza chiedersi nulla sulla notizia stessa!

I social media, ma purtroppo spesso anche i più vellutati media tradizionali, riempiono questi distributori automatici di notizie.

Fidatevi ma prima verificate.

È un dovere morale e civile.

MA È ANCHE UN VOSTRO DIRITTO!!!!!

Prima di assumere una sacrosanta posizione.

Anche perché, credo, in un clima socio-politico così intricato,

Talora complicato ad arte, ne sono certo,

Serpeggiano e si insinuano facilmente dubbi e sfiducia,

Che montati anch’essi ad arte,

Fermentano in rabbia e astio,

Che portano talora a dire no o a dare contro senza nemmeno aver capito bene e fino in fondo il perché.

Mi rivolgo quindi alla maggioranza silenziosa, affinché faccia quello sforzo, anche noioso e apparentemente inutile,

MA VITALE,

Per verificare e controllare sempre, prima di fidarsi.

Verificate tutto! Ciò che vi racconta l’opposizione ma anche la maggioranza!

E ho l’ardire anche di rivolgermi ai vari yes-men che scrivono continuamente e di ogni cosa sui social, caricati con la molla dietro la schiena dall’uno o dall’altro schieramento politico: continuate a farlo, ma prima verificate, approfondite anche voi ciò che vi viene fornito!

Ciò detto, veniamo all’argomento, cioè la mozione di sfiducia.

Mozione di sfiducia che temporalmente è soltanto l’ultimo epifenomeno di un sistema, di un marchingegno che da più parti, da mesi,

più specificamente dalla mezzanotte del 5 dicembre (cioè il giorno dopo il ballottaggio) è stata montata e dipinta di concerto (termine non peregrino visto il recente concerto musicale di sabato) da più parti politiche.

Talora, parrebbe proprio, congegnato assieme.

Fantasioso sistema che ora vorrei provare a spiegare.

In parte smontandolo e ritinteggiandolo.

Tranquillizzo subito tutti, che per questi lavori di demolizione non ho utilizzato nessuna società facente capo al noto imprenditore che ultimamente è di moda su social, giornali volantini e vignette!

Il cacciavite e il pennello che sto usando sono i miei!

Dunque.

Da una parte, alla sinistra delle Loro Eccellenze, i complottisti.

Coloro che, (per carità avendone diritto) strillano a tutti e dappertutto che San Marino è vittima di complotti, macchinazioni, sotterfugi, intrighi di palazzo con l’unico scopo di vendere il paese a chissà chi (genericamente ” potentati”), ma soprattutto perché dovremmo? Per quale motivo dovremmo funestare il nostro piccolo Stato? Esiste un vero motivo? Un motivo plausibile? Un movente?

Una ricerca dell’agenzia Ansa evidenzia come nel parlamento italiano la parola più pronunciata nel 2016 è: vergogna  declinata anche in vergògnati, vergognatevi!

Detta in un anno 916 volte. Un’esortazione collettiva a vergognarsi. A turno!

Ci si scambiano  poi qualifiche di corrotti, criminali e fascisti, con la noncuranza di uno sbadiglio. La ricerca ansa non riguarda il consiglio grande e generale, ma sono sicuro che,

se ci aggiungiamo il binomio  “alleanza popolare”,

Anche da noi queste sono le parole più usate.

E questa mozione è un’ulteriore riprova del continuo tentativo di inasprimento ed esasperazione del momento. In questo clima politico, di questi sei mesi, le parole hanno perso la loro forza semantica, il loro significato: nemmeno offendono più.

ma “se la parola non ha più un peso, che peso può avere la parola data?”

E le proposte dopo le parole? E i progetti dopo gli strilli?

Per carità, qualche progetto è stato avanzato, anzi ripetuto a ciclostile sui social:

però si sa,

Il diavolo resta nel dettaglio. Come dire: facile sparare proclami e progetti e vaporizzarli capillarmente nell’aria della Repubblica, o tramite araldi;

poi però le difficoltà arrivano quando vai a far domande nel particolare del progetto, nel concreto..

E tutto velocemente sfuma, come un’aspirina nell’acqua.

A destra della Reggenza invece non siedono i complottisti.

Ma i controfattuali.

Costoro scelgono un altro metodo: non gridano al complotto.

Loro negano.

Sostengono che certe cose non siano davvero accadute.

Un po’ come quando si dice che l’uomo in realtà non sia andato sulla luna o che Marilyn Monroe o Elvis Presley in realtà siano ancora vivi e felici chissà dove.

Per loro Il governo in carica da sei mesi è responsabile di ogni cosa.

Punto.

Il resto non è mai esistito.

In sei mesi di lavoro banca centrale e il governo hanno raso al suolo volontariamente il sistema bancario, fino al 4 dicembre fiorente e prospero.

Il resto non è mai accaduto.

Va bene che il cervello umano tende a ricordare ciò che reputa più funzionale, va bene fare leva sulla memoria corta di qualche cittadino, va bene tutto.

Però forse così è davvero troppo. E diversi concittadini, sui social e nei luoghi reali lo stanno scrivendo e pensando.

Per carità: È sicuro che qualche errore in questi mesi sia stato compiuto da maggioranza e governo.

Probabilmente è vero che negli ultimi mesi il sistema bancario-finanziario sia divenuto asfittico e affannato, poiché l’ossigeno si è molto rarefatto.

Ma penso di poter affermare senza timore che lo stesso sistema bancario avesse un sacchetto di plastica in testa già da anni per non dire decenni!!

Fidatevi ma prima verificate.

“la qualità di una democrazia si misura dalla qualità delle opposizioni”, scrive Feltri su La Stampa.

Ma non è il tempo delle polemiche aride né degli orpelli.

È il tempo di costruire.

Veloci.

Cosa che il SDS Celli sta indiscutibilmente facendo.

Il nostro sistema economico è gravato da una atavica fragilità:

qualcuno l’ha chiamato il NON-sistema san marino. Perché non hai mai camminato realmente con le proprie gambe. Mai un vero progetto economico di sviluppo: la barca ha beneficiato dello scarroccio del vento della Riviera, di un’economia senza motore,

del mordi e fuggi che ha portato per carità anche anni di vacche grasse. Vento di un manifatturiero con valore immediato ma di scarsa prospettiva

Vento del commercio guasto e irregolare..

I fatturifici ..

e siamo ancora al commercio del souvenir.

Mai un progetto economico di valore strategico nazionale.

Poi la grande trovata: issiamo e spalanchiamo tutte le vele al vento della finanza:

La finanziarizzazione dell’economia nel momento peggiore,

 

quando da una parte si stava volando nella finanzia spazzatura  e dall’altra ci si stava accorgendo che bisognava mettere dei paletti in questo mondo inquinato. San Marino si è buttato (col vizio genetico del favoritismi) alla moltiplicazione di banche e finanziarie. Proprio nel momento in cui non avevamo un sistema giuridico di protezione o comunque era fragilissimo, senza avere personale pubblico né strutture istituzionali preparati nel mondo della finanza.

Aggiungiamo la malapolitica degli anni passati. Aggiungerei l’ubriacatura collettiva di fronte a un benessere creduto invincibile,

benessere di cui tutti abbiamo goduto, cittadini, imprese, politica.

Tutto questo è accaduto nei primi 6 mesi del 2017?

Dobbiamo sfiduciare un SDS in carica da 7 mesi per tutto questo?

Ora però, ricostruito il quadro generale economico è inutile urlare e giocare allo sfascio.

Tale ricostruzione richiederà tempi lunghi e sacrifici, che dovranno PER FORZA essere equi ed efficaci. Non c’è altra via d’uscita. Questa è l’ottica del governo, questa è l’ottica di Adesso.sm. Questa, sono sicuro, è l’ottica del segretario di stato Celli.

Andando a concludere:

Io credo che la realtà sia solo una: la coperta è diventata troppo corta.

Questo è un presupposto imprescindibile. Inconfutabile.

Oggettivo.

Ogni soluzione è tale solo parzialmente o settorialmente

e lascia per forza zone scoperte

e presta il fianco a strumentalizzazioni e attacchi biechi e sterili.

Credo che le nostre manovre dovrebbero essere protese al futuro del quale questi interventi, parlo degli ormai tre famosi decreti d’urgenza sono solo la partenza ancorché non risolutivi

di una crisi con mille tentacoli.

Perché i soldi nelle casse nello Stato scarseggiano

e perché le banche è tempo che paghino le tasse, recuperino tempestivamente gli NPL anche e soprattutto dagli Amici degli amici

senza più sconti (e qui indubbiamente servono riforme per agevolare le attività di recupero);

I Cda sconsiderati è tempo che paghino per i danni cagionati (actio ex lege Aquilia da parte dello Stato) e le medesime banche ricomincino a “sostenere” l’economia.

Quando arriva in terapia intensiva un paziente grave, con difficoltà respiratoria, lì, in quei momenti, gli interventi devono, DEVONO essere grossolani ma efficaci, purché assicurino subito un risultato, il respiro, LA SOPRAVVIVENZA.

salvo poi aggiustare il tiro e affinare gli atti medici in un momento successivo, in acque più calme, usciti dall’allerta meteo.

Qui però non siamo in un attrezzato reparto ospedaliero ma più o meno in un accampamento militare in mezzo al deserto.

La soluzione ottimale non c’è e di questo ne sono convinto:

per cui tutti i grandi oratori depositari della verità farebbero bene a fare ammenda perché loro non farebbero certo meglio (E dico: purtroppo).

Nessuno può dirci di essere totalmente dalla parte giusta, e che ciò che stiamo facendo sia il meglio e sia perfetto per San Marino.

MA NESSUNO può nemmeno dirci di essere sempre e comunque dalla parte totalmente sbagliata.

Ed è follia, follia pura che una vasta parte politica continui a sgonfiare il gommone su cui tutti noi stiamo navigando. E che abbia iniziato a bucarlo già all’alba del dopo ballottaggio, quando il gommone nemmeno era uscito dal porto nè aveva ancora impostato la rotta.

Uso un ultimo minuto rivolgendomi direttamente al SDS Celli.

Segretario:

E continuo con le metafore marinaresche e nautiche, vista la stagione.

Di sicuro il vento si è alzato,

O meglio è stato alzato.

È un vento che spira teso, produce onde frangenti e viene da una direzione ben precisa (tanto è vero che 8 consiglieri di opposizione non hanno firmato la mozione). È un vento a tratti con raffiche sopra 35 nodi. E in questa raffica, oggi, si è trovato in mezzo lei. Ma non si preoccupi. Basta aggiustare le vele, non è così semplice rovesciare una barca a vela. Anche quando stia navigando poggiata su un lato. Anzi: il bello comincia lì.

Specie con un equipaggio unito e affiatato. E dico questo poiché

Personalmente vedo questa mozione come un attacco di branco.

E il branco, come si vede nei documentari, attacca solo chi è solo.

Le Rinnovo la mia solidarietà e il mio sostegno.

E le rimarco con netta forza la mia fiducia.

 

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