Tra Conto Mazzini, caso Titoli e festini

Tra Conto Mazzini, caso Titoli e festini

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È oramai evidente che Governo e maggioranza stanno puntando tutto sull’oblio e sulla dimenticanza circa il “festino” di Via Gino Giacomini, tra le giustificazioni francamente imbarazzanti di qualche degustatore occasionale o di chi era lì, per caso, solo per 10 minuti. È veramente sorprendente come alcuni fatti appaiano all’attenzione di tutti e deflagrino nell’agenda della politica, per poi sedimentare. E il caso del festino non è l’unico. Ve ne sono altri sui quali vorremmo ridestare l’attenzione di tutti.
Il primo è il cosiddetto caso titoli. Nella passata legislatura non si parlava d’altro, in questa, guai a chi osa fare domande! Da gennaio, da quando il Commissario Morsiani decise archiviazioni e rinvii a giudizio, Repubblica Futura ha fatto una richiesta precisa e francamente semplicissima: ha chiesto cioè di poter vedere quegli atti prodotti dal Tribunale, al fine di svolgere su di essi le più opportune considerazioni politiche. Lo abbiamo chiesto in tutte le sedi (Ufficio di Presidenza, Consiglio Grande e Generale, Commissione per gli Affari di Giustizia) e lo abbiamo chiesto principalmente perché crediamo interessi alla cittadinanza. La risposta è stata un muro di gomma. Prima si è cercato di accampare presunte riservatezze o segreti (il segreto va molto di moda in questa legislatura, addirittura sui fatti del festino!); poi il Segretario Tonnini ha dovuto chiarire che non si può accampare proprio nessun segreto su questi atti. Ci si sarebbe aspettati allora di poterli avere: nulla! Dopo quattro mesi siamo ancora in attesa… Intanto il Governo attraverso mandati all’Avvocatura dello Stato e forse anche a legali privati sta facendo… cosa? Anche questo non è dato saperlo… ancora segreti.
Poi l’altra grande vicenda giudiziaria, il Conto Mazzini. Anche su quella è calato un silenzio assordante. A che punto è questo procedimento? Tra ricusazioni, tentativi grossolani di bloccarne l’iter nella passata legislatura, attraverso una miriade di ostacoli frapposti dall’ attuale maggioranza alla nomina dei giudici di appello, quello che veniva chiamato il processo del secolo, si sta perdendo nella nebbia.
Ma anche in questo caso: guai fare domande. Oggi l’unica cosa che si può dire è che il Tribunale va benone! Situazione idilliaca, tutto risolto. Da ultimo, -lo citiamo solo per rendere conto di come la realtà possa essere letta sotto vari punti di vista-, pare che il nuovo Dirigente del Tribunale, vi passi in presenza circa due giorni a settimana, (chissà se accompagnato dall’auto di Stato?). Sia chiaro, per Repubblica Futura questo tempo può essere assolutamente congruo, così come ci pare addirittura normale che il Dirigente del Tribunale possa avere per i suoi spostamenti la possibilità di utilizzare un’auto dello Stato. Certo in passato non era così! Ed anche queste due semplici questioni sono state usate per gettare discredito sull’operato del precedente Dirigente.
In fondo dobbiamo abituarci: per questa maggioranza e per questo Governo esiste chi può e chi non può, sia che si parli di Tribunale, che di segreti che di festini…
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