Fabrizio Perotto sulla nomina del nuovo Direttore di Banca Centrale dott. Capuano

Fabrizio Perotto sulla nomina del nuovo Direttore di Banca Centrale dott. Capuano

Il sistema finanziario e bancario è stato un pilastro dell’economia del Nostro Paese per decenni. Ha avuto il suo apice nella politica economica degli anni novanta.

Purtroppo il sistema sano ed a supporto della nostra economia, ha ceduto il passo ad un altro meno ortodosso e lungimirante, in cui a farla da padrona sono stati finanziamenti ad personam ,senza garanzie, ed una raccolta bancaria non sempre in linea con le direttive europee ed internazionali.

Questo modus operandi ha snaturato il nostro sistema economico reale, fatto di artigiani, piccoli imprenditori ed operatori del settore terziario. C’è chi poteva ricevere finanziamenti ed altri che avevano delle vere e proprie regalie finanziarie.

Ha snaturato oltremodo il modo di pensare, di operare e di rapportarsi col mondo esterno anche di molti sammarinesi. Il desiderio di molti ragazzi che uscivano dalle scuole superiori era il posto in banca, ben remunerato, senza particolari responsabilità.  Poi magari si avevano padri che avevano la tessera giusta ed erano amici di qualche Segretario di Stato, del solito Segretario di Stato, ed il gioco era fatto.  Si veniva assunti in banca, si iniziava in qualche sportello ad impratichirsi all’attività e magari, sempre per quella tessera, si faceva anche carriera. Un’escalation senza competenze diffuse ma con amicizie giuste.

San Marino ha vissuto nel 1920 la nascita degli istituti di credito storici e questa impostazione bancaria è rimasta in piedi anche dopo l’espansione economica degli anni settanta. Un quarto istituto nasce nel 1980. Arriviamo agli anni duemila. In questi anni, in pochi anni, il nostro mondo finanziario-che fino a quel momento si reggeva su quattro banche-vede la nascita di ben otto banche.

Vengono in molti casi, concesse ad avvocati od intermediari, sammarinesi e non, che improvvisamente spariscono dalla composizione societaria della banca.

Nessuna opera di magia, ma semplici prestanome che servivano al potere politico per intascare transazioni di denaro e per i reali beneficiari bancari per avere la licenza.

Addirittura la vendita di una banca servì a coprire i debiti di un’emittente televisiva e venne messa a bilancio della stessa banca.

Surreale la concessione delle ultime quattro banche. Vennero concesse in due differenti sedute del Congresso di Stato, sentito il parere paravento del Comitato Credito e Valute.

Era evidente ai più che erano più spartizioni politiche e partitiche che di interesse economico per implementare il bacino finanziario e bancario sammarinese. Era una spartizione egualitaria: metà ai democristiani e l’altra ai socialisti.

Questa voracità di transazione economiche ed ingordigia di potere hanno fatto implodere un sistema bancario e finanziario che per oltre un secolo aveva retto e finanziato un’economia reale, fatta di lavoro di piccole imprese, alcune anche a carattere familiare, il comparto industriale e turistico.

La follia politica di un sistema che stava andando in crisi ha voluto mettere al muro un Paese per poter sfruttare gli ultimi momenti di gloria.

Senza considerare la crisi, che determinati atteggiamenti avrebbero potuto produrre a livello di immagine interna ed esterna.

Questi soloni che oggi sono tutti iscritti nei registri del Tribunale Unico di San Marino, alcuni già condannati in primo appello, sono stati protetti, coperti e difesi fino all’ultimo dai partiti di riferimento.

Questi partiti che hanno lasciato spadroneggiare i loro capi carismatici sul sistema bancario e finanziario sono i maggiori responsabili della situazione in essere.

Hanno determinato concessioni bancarie per poi fare pagare alla collettività i fallimenti delle loro gestioni. Hanno messo le mani su tutte le gestione di Banca Centrale, mandando a casa i responsabili nel momento che non rispondevano ai loro diktat.

Veniamo ad oggi, la coalizione Adesso.sm, sapeva già in campagna elettorale che, sul sistema finanziario e bancario si sarebbe inscenato uno scontro politico, tra coloro che difendevano il vecchio sistema e Noi che avevano ed abbiamo in mente un nuovo sistema.

Un sistema fatto di regole uguali per tutti e che gli organismi di controllo di Banca Centrale fossero indipendenti dal volere politico.

Proprio ora, assistiamo agli attacchi più feroci provenienti da quella parte politica, che negli anni ha determinato lo status quo.

Chi ha concesso licenze a go-go può essere credibile nel criticare un sistema bancario odierno? Chi è stato complice di un sistema affaristico e tangentizio può fare la morale a chi cerca di rilanciare un diverso sistema bancario e finanziario?

Il governo e la sua maggioranza hanno ereditato una situazione difficile ed un sistema bancario con poche regole e con scarsi controlli ed in questo contesto, con impegno e serietà, abbiamo cercato di risolvere le problematiche più emergenti e progettare un comparto bancario diverso rispetto all’ultimo decennio.

E’ stato un percorso perfetto? Senza errori? Direi di no. Alcune situazioni probabilmente si potevano risolvere diversamente. Certamente l’input di cambiamento è stato avviato ed ora serve accelerare per rafforzare il sistema.

Oggi si voterà il gradimento al nuovo direttore generale di Banca Centrale, il dott. Capuano. Il curriculum non ha bisogno di commenti. Alto profilo istituzionale ed esperienziale.

La nomina del dottor Capuano soddisfa la richiesta che il governo e la maggioranza ha avanzato. Il profilo prevedeva un carattere istituzionale, che non fosse contaminato da rapporti particolari con il mondo bancario e finanziario privato.

Era oltremodo importante una comprovata esperienza nella gestione di strutture similari a Bc, per funzioni e competenze. E’ importante che la figura riconosciuta potesse fin da subito gestire e rapportarsi con autorità politiche ed istituzionali italiane, quali il ministero dell’economia e delle finanze e Banca d’Italia.

In quest’ottica la scelta del Direttivo di Banca Centrale rispecchia questa aspettativa.

Auguro al nuovo direttore un buon lavoro nell’interesse del Nostro Paese. Un lavoro proficuo per rilanciare il Nostro sistema creditizio e bancario. Un lavoro speso alla ricerca del dialogo con tutti gli operatori bancari.

Auguro un ottimo lavoro di imprinting per ripristinare, fin da subito un’adeguata fiducia nel nostro sistema finanziario e bancario.

Un lavoro che veda Bcs, al fianco dei nostri istituti di credito, per foraggiare la nostra economia verso nuove sfide. Una Bcs che possa ristrutturarsi nella nostra realtà.

Una Bcs che sia vicina alla nostra banca pivot, cassa di Risparmio-che  troppe gestioni del passato hanno cercato di minare la sua credibilità al nostro interno ed esterno.

Una Banca Centrale che sia collante con tutti gli istituti di credito per fare in modo che solo un sistema creditizio e bancario unito possa vincere le sfide che tutti attendiamo.

Annuncio il mio voto favorevole al gradimento del nuovo direttore. Grazie

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