Bail-in in salsa sammarinese

Bail-in in salsa sammarinese

La passata legislatura si è conclusa con l’ordalia contro il Cis e contro i grandoniani. Allora Repubblica Futura osò sostenere una posizione politica che era quella di cercare di risolvere la questione Banca Cis attraverso una cessione ad un potenziale investitore. Sarebbero state necessarie in quel frangente iniziative tempestive da parte, da un lato di Banca Centrale per individuare con chiarezza se gli investitori che si erano presentati fossero seri, dall’altro della politica per trovare condizioni reciprocamente sostenibili. Purtroppo mancarono entrambe e noi fummo accusati ancora una volta di voler fare gli interessi di qualcuno. Ovviamente allora, ed oggi, nessuno ricorda che la condizione che RF aveva posto era che fosse salvaguardata la possibilità delle azioni di responsabilità nei confronti della precedente gestione di Banca Cis, altrochè interessi di qualcuno. Ma il mantra era solo uno: Banca Cis va chiusa e annientata.
È seguita una legge sulle risoluzioni che fin da subito ha mostrato vari punti deboli ed anche la evidente impossibilità da parte dello Stato di onorare le scadenze di rimborsi nei confronti dei correntisti, cosa che oggi appare finalmente evidente a tutti. Lo dicemmo e non fummo ascoltati. Sarebbe interessante anche capire cosa sia successo nei tre anni di commissariamento di Banca Cis, ormai diventata BNS: crediamo che questo sarebbe da approfondire così come le responsabilità della precedente gestione, ma guai a dirlo! Oggi gli effetti del bail-in alla sammarinese sono però purtroppo sotto gli occhi di tutti. I correntisti che avevano in Cis somme superiori ai 100.000 euro rischiano seriamente di non vederli mai più, con la beffa che ancora il Governo grida ai quattro venti che si è evitato il bail-in. Cosa si trovano nelle mani gli ex correntisti Cis? Grazie all’ultima legge varata da questo Governo, la 94 del 2022 (artt. 3 e 4), obbligazioni dello Stato liquidabili tra 10 anni, con un interesse dell’1 percento lordo (in un periodo di inflazione quasi al 10!).
Insomma purtroppo a San Marino il Governo non riesce a fare con serietà neppure il bail-in, o meglio: dice di non volerlo fare e intanto lo fa, come hanno capito assai bene i correntisti della Banca Cis. Forse se qualcuno al momento giusto ci avesse ascoltato, saremmo riusciti tutti insieme a dare risposte più utili, non a questo o a quello, ma all’intero sistema del risparmio della Repubblica, forse.
Il risultato attuale, certamente, non soddisfa nessuno: nè la credibilità dello Stato, evidentemente non in grado di rispettare le scadenze assunte (con una gravissima ricaduta reputazionale e di fiducia anche sui mercati), nè quei cittadini che avevano i soldi in Cis e che si stanno chiedendo con sempre maggiore preoccupazione se li rivedranno mai più.
Articolo precedente
Il Segretario Ugolini è l’avvocato di Canzio?
Articolo successivo
Continuano le capriole del mega dirigente

keyboard_arrow_up