Riforme vicine allo zero, debito superiore al miliardo

Riforme vicine allo zero, debito superiore al miliardo

Questo purtroppo è il bilancio di questa legislatura che non si vuole fare finire. Passi per il Governo, preso dalla voglia di raccogliere almeno qualche risultato (sui quali peraltro siamo molto pessimisti), ma la maggioranza davvero pare vivere su un altro pianeta. Sforna comunicati di lodi e giubilo, poi appena si discute in Commissione Finanze il Programma Economico (è successo in queste ore), seppure a fatica, emerge la verità.
Così un consigliere della Democrazia Cristiana ammette al microfono quello che tutti sappiamo, cioè che il deficit del nostro paese per l’anno in oggetto è di circa 60 milioni. Insomma non è più solo Rete a confermarlo, dopo che noi di RF lo abbiamo sempre detto, ed evidentemente l’avanzo primario di 10 milioni tanto sbandierato dal Governo (omettendo semplicemente una parte delle spese, quelle in conto capitale), sbiadisce e va letto sotto tutta altra luce, quella, appunto, dei 60 milioni reali di sbilancio.
E la dinamica del debito, descritta nel Programma Economico, lo dimostra: il debito “gestionale” del Paese (quello al netto del debito che è stato necessario fare per far fronte alla situazione di Cassa di Risparmio, della ex Banca Cis, ecc.), è passato dai circa 343 milioni al 31/12/2019 a 735 milioni al 31/12/2022: quasi 400 milioni in più, solo per fare fronte a esigenze gestionali dello Stato.
Complessivamente, tenendo conto di tutti i debiti, San Marino ha, a fine 2021, un rapporto debito/Pil di quasi l’82%, più alto di tanti altri piccoli Stati europei, e questo preoccupa.
Come preoccupa il fatto che gli investimenti delle imprese negli ultimi 4 anni si siano fermati: normale in epoca Covid, ma anche superato il Covid gli investimenti non sono ripartiti, e lo dimostra chiaramente il rapporto di Anis sulle imprese associate: se le imprese non investono, è difficile pensare che l’economia possa sostenere una crescita nel medio termine, e cosa accadrà quindi alle entrate dello Stato quando l’inflazione si fermerà?
Tenuto conto di queste dinamiche economiche, si può dire che questa, che doveva essere la legislatura decisiva per risolvere i problemi del Paese, li ha invece aggravati.
Nessuna riforma, salvo quella delle pensioni e quella del lavoro, che difficilmente si possono chiamare riforme. Assunzioni a go go nella PA – arriveremo probabilmente a circa 250 unità in più alla fine della legislatura. Tutto sostenuto con debiti crescenti.
Insomma, seppure nel programma economico sono contenute enunciazioni di principio condivisibili, è assai impensabile che questa maggioranza ormai giunta al capolinea possa fare qualcosa, tranne tirare a campare.
Occorrerebbe ben altro metodo per affrontare le sfide ormai soverchianti che il Paese ha davanti ed esso non può prescindere da una analisi seria della situazione attuale e di alcune prospettive. Solo su queste si possono affrontare dialoghi seri per creare nuove maggioranze e nuovi governi. Se invece si vorrà continuare con il teatrino della politica, allora saranno guai per tutti, anche e sopratutto per chi vuole continuare a raccontarla ai Sammarinesi e non pensa ad altro che a come superare lo sbarramento.
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