Lorenzo Lonfernini sul decreto di modifica al Regolamento del Corpo della Gendarmeria

Lorenzo Lonfernini sul decreto di modifica al Regolamento del Corpo della Gendarmeria

Lorenzo Lonfernini
Oggi in Consiglio Grande e Generale si è proceduto alla ratifica del Decreto Delegato di modifica al Regolamento del Corpo della Gendarmeria.
Il consigliere Lorenzo Lonfernini è intervenuto sul tema, con un’analisi sulla situazione dei corpi.

Qualche breve considerazione sulla ratifica del decreto legge che va a modificare il regolamento del Corpo della Gendarmeria.
Anzitutto deve essere rilevato negativamente l’utilizzo dello strumento del Decreto Legge in una situazione che non so fino a che punto presentasse i caratteri dell’urgenza, o per meglio dire una situazione che se affrontata per tempo e con un po più di lungimiranza avrebbe potuto seguire il normale iter consigliare previsto dal regolamento, con tutte le condivisioni necessarie  e con il coinvolgimento di tutti gli attori che vengono chiamati in causa che avevano tutti il diritto di essere ascoltati, di sottoporre le loro osservazioni e di contribuire ad un miglioramento e ad un riequilibrio del provvedimento nel suo complesso.
L’opzione del Decreto Legge, che per sua stessa natura è divenuto immediatamente esecutivo, ha inficiato questo percorso virtuoso creando tensioni evitabilissime su un provvedimento unanimemente riconosciuto necessario.

Che il corpo della Gendarmeria (al pari di altri corpi di polizia) avesse la necessità di un nuovo regolamento è fatto arcinoto ed è uno degli elementi sui quali l’attuale comandante il Colonnello Faraone, al quale va tutto il nostro sostegno e apprezzamento, aveva accettato il suo incarico nell’ottica di una maggiore efficienza ed efficacia di funzionamento di un corpo militare al quale tutti i sammarinesi sono, a mio avviso, legati anche per ragioni storiche.

 

Una prima considerazione che è doveroso svolgere si basa proprio sul carattere militare del Corpo della Gendarmeria, una struttura militare che deve necessariamente inquadrarsi in delle Istituzioni Militari più ampie che hanno tradizioni millenarie e che non possono certo essere completamente estromesse dal processo di revisione regolamentare ma che devono poter continuare ad esercitare con opportune modalità il loro ruolo e le loro prerogative.

Si tratta di un delicato equilibrio che deve essere mantenuto fra una struttura militare di carattere volontario con connotazione fortemente sammarinese che ha il suo vertice nel Congresso Militare e nel Comando Superiore delle Milizie e un corpo a carattere professionale come quello della Gendarmeria a cui è affidato il mantenimento dell’ordine pubblico e che deve ovviamente essere gestito e organizzato con criteri manageriali e operativi sotto la piena responsabilità del suo comandate che è appunto un professionista a tutto tondo.

 

Non si tratta quindi della pretesa di ingerire sulle scelte organizzative del comandante della Gendarmeria ma piuttosto di mantenere vivo ed anzi alimentare il rapporto fra un corpo militare e le Istituzioni Militari nel loro complesso, rapporto dal quale tutti gli attori possono e debbono trarre giovamento.
Sarebbe d’altronde un controsenso pensare una Gendarmeria completamente avulsa dalla realtà militare sammarinese, tanto più se si considera il fatto che ormai da molti anni i corpi militari volontari collaborano con la Gendarmeria e la coadiuvano con grande dedizione e rispetto nelle sue prerogative in occasioni sempre più frequenti con grande e reciproca soddisfazione.

Lo stesso decreto che stiamo oggi ratificando prevede questa sinergia che va sicuramente continuata e e approfondita.

 Gli emendamenti che il Governo ha proposto all’articolato originario del decreto e che noi valutiamo positivamente vanno a nostro modo di vedere incontro sia pur parzialmente alle necessità appena espresse introducendo un coinvolgimento del Congresso Militare e del Comando Superiore nei passaggi più importanti pur lasciando ovviamente in capo al comandante la piena operatività e responsabilità sul Corpo della gendarmeria.

Occorre a nostro modo di vedere dare piena fiducia al comandante, ai risultati che la sua gestione sta raggiungendo, al lavoro che con grande intelligenza e dedizione sta portando avanti.

La strada che dobbiamo percorrere verso il traguardo di una sempre maggiore tutela dei cittadini, delle loro proprietà, della loro sicurezza è una strada ancora lunga nella quale il decreto che oggi portiamo in ratifica è senza dubbio un tassello importante.
Si tratta di procedere alle revisioni regolamentari anche per gli altri corpi di polizia civili o militari che siano allo scopo di concretizzare anche una sostanziale equità di trattamento e creare le condizioni affinché i vari corpi possano lavorare in maniera sempre più coordinata e serena all’unico obiettivo evitando per quanto possibile inutili sovrapposizioni, condividendo dotazioni tecnologiche e logistiche indispensabili come la Centrale Unica che deve al più presto vedere la luce ed eliminando o riducendo al minimo ogni possibile fattore di attrito e di contrapposizione.
Lavoriamo insieme per la sicurezza e l’ordine pubblico.

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