Bocciato il Progetto di Legge sulla incompatibilità degli incarichi

Bocciato il Progetto di Legge sulla incompatibilità degli incarichi

Nella giornata di oggi la Commissione Consigliare Permanente Affari Istituzionali e Costituzionali ha esaminato il progetto di legge proposto dal gruppo consigliare di Repubblica Futura: “Incompatibilità dei Direttori di Dipartimento e del personale politico in seno alle Segreterie di Stato”.
La proposta di RF, depositata oltre un anno e mezzo fa, era mirata a rendere incompatibili i membri degli staff delle Segreterie di Stato, con chi riveste incarichi elettivi in altri Stati.
Nel corso della corrente legislatura infatti un sindaco di un comune limitrofo è stato nominato Segretario Particolare del Segretario di Stato Rossano Fabbri, generando sconcerto nella popolazione, ma il progetto di legge in esame voleva regolamentare in maniera complessiva anche le incompatibilità dei Direttori di Dipartimento e degli addetti di segreteria, che rivestono un’importanza sempre maggiore nell’amministrazione.
Le censure della maggioranza, in evidente imbarazzo nel respingere una norma di buonsenso e condivisa in larga parte della cittadinanza, sono state perlopiù di carattere formale affermando come la norma fosse volta a colpire solo una persona.
Gli stessi scrupoli però il governo non se li è posti quando ha respinto la nomina di Andrea Zafferani a membro dell’Autorità Garante per la Protezione dei dati Personali, né quando ha proposto di modificare i requisiti per i membri della Commissione di Controllo per la Finanza Pubblica, sempre per escludere le stesse persone sgradite.
Repubblica Futura dal canto suo invece ha ribadito con forza l’attualità della propria proposta. “Questa proposta non ha un intento punitivo ma vuole regolamentare il regime delle incompatibilità a fronte di casi che hanno suscitato clamore nella popolazione” ha detto Maria Katia Savoretti, mentre Enrico Carattoni ha sostenuto che “E’ logico estendere le incompatibilità dei membri degli staff delle Segreterie anche a chi ricopre incarichi elettivi all’estero e non solo dentro la Repubblica”.
Al termine dei lavori poi la maggioranza ha approvato un ordine del giorno che, come al solito, vuole spostare in avanti i problemi che non riesce a risolvere, impegnando il governo a depositare una propria proposta entro dicembre. A questo punto però ci chiediamo, non era meglio approvare, magari con qualche emendamento, il progetto di legge in esame, invece che perdere ancora tempo rispetto ad un tema così sentito?
Evidentemente per la maggioranza ed il governo no.

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