Informazione e media: Repubblica Futura per una proposta di revisione normativa

Informazione e media: Repubblica Futura per una proposta di revisione normativa

Enrico Carattoni e Antonella Mularoni Consiglieri di Repubblica Futura e avvocati, Roberto Chiesa Presidente e Antonio Fabbri Segretario della Consulta Informazione, Matteo Selleri Presidente dell’Unione Sammarinese Giornalisti, Elia Gorini Presidente dell’Associazione Sammarinese Stampa Sportiva e Luciano Fraschetti Consigliere dell’Autorità Garante per l’Informazione hanno partecipato martedì 28 aprile all’evento promosso da Repubblica Futura in occasione della Giornata Internazionale per la libertà di stampa 2026.

L’evento ha permesso di svolgere alcune riflessioni sullo stato dell’informazione e dei media e di fare il punto sulla normativa vigente.
Da parte dei relatori è emersa la necessità di porre in essere una serie di interventi di legge per rivedere l’assetto organizzativo di un settore in cui interagiscono vari organismi – Autorità, Consulta e Segreteria di Stato con delega all’Informazione – e istituendo anche a San Marino l’Ordine dei Giornalisti, organismo ormai imprescindibile anche per l’accreditamento dei giornalisti sammarinesi in Italia.
Appare quanto mai necessaria l’introduzione di un contratto per gli operatori dell’informazione che oggi agiscono in piccole realtà con bilanci limitati e spesso con evidenti difficoltà economiche dovute anche alla crisi generale dell’editoria, non solo a San Marino.
C’è da ponderare il ruolo dello Stato che nel sistema San Marino è egemone fra gli editori, con la proprietà al 50% della San Marino RTV; egemone per quanto riguarda la raccolta pubblicitaria, egemone dal punto di vista delle risorse erogate dallo Stato sotto forma di pubblicità o sovvenzioni, direttamente o attraverso società partecipate o controllate.
In tutto questo c’è anche l’anomalia, tutta sammarinese, di comunicatori esteri che operano e interagiscono con l’opinione pubblica e i media senza soggiacere alle norme sull’editoria e al codice deontologico degli operatori dell’informazione senza la trasparenza negli assetti proprietari e nelle entrate derivanti dalla pubblicità, che in molti casi arriva dallo Stato o da soggetti allo stesso riconducibili.
Il Consigliere di Repubblica Futura Enrico Carattoni ha esaminato vari punti critici della normativa e ricordato che “anche dal punto di vista di alcune vicende giudiziarie che hanno riguardato operatori della stampa, il governo ha assunto posizioni contraddittorie. La normativa attuale presenta evidenti criticità che devono essere superate attraverso un ragionamento complessivo”.
Il Consigliere di Repubblica Futura Antonella Mularoni ha rilevato come “il Consiglio d’Europa e la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nella loro attività hanno sempre considerato centrale difendere l’autonomia dei giornalisti, ritenendo la stampa “il cane da guardia della democrazia”. Per godere della protezione dell’art. 10 della Convenzione Europea dei Diritti Umani, tuttavia, i giornalisti sono tenuti a rispettare le leggi ed i codici deontologici. E non si possono confondere i giornalisti con soggetti che non hanno tale qualifica professionale, che non rispettano alcuna regola e non si occupano di accertare la verità prima di scrivere. Nel nostro Paese assistiamo ad una deriva molto preoccupante, con il governo che si disinteressa di quanto stabilito da decenni dalla Corte di Strasburgo e dal Consiglio d’Europa – che condannano con rigore ogni incitamento all’odio, alla violenza ed alla discriminazione – e che presta ben poca attenzione alle esigenze di chi opera nel pieno rispetto delle norme professionali, etiche e di trasparenza societaria”.
Marco Podeschi, Coordinatore di Repubblica Futura, ha ringraziato i partecipanti per il contributo, le idee e le proposte scaturite dal dibattito. “Repubblica Futura intende presentare entro il prossimo mese di giugno una proposta di revisione della norma su media e informazione. Ci sono sfide da affrontare, una su tutte l’accordo di Associazione con l’Unione europea, il tema dell’innovazione tecnologica con l’uso dell’intelligenza artificiale e contraddizioni di fondo rispetto alle quali sono necessari interventi normativi. C’è poi l’aspetto desolante di un comparto in crisi, anche rispetto alle risorse economiche che i cittadini destinano ad esso, in cui scorrazzano soggetti esteri che non rispettano le norme professionali e deontologiche e sono anche beneficiari di risorse pubbliche. L’atteggiamento del governo è biasimabile rispetto a quanto sta accadendo e per le ripercussioni dirette e indirette che tale situazione ha sull’intero settore dell’informazione”.

Articolo precedente
Nuova emissione titoli: ogni cittadino avrà 10 mila euro di debito sul groppone

keyboard_arrow_up