Telecomunicazioni ferme e oscure

Telecomunicazioni ferme e oscure

Ci preoccupa il perdurare delle criticità nel settore delle telecomunicazioni e in particolare nel radiomobile considerato che il 14 luglio 2015 con delibera n.23 era stato deciso di avviare le opportune procedure amministrative per realizzare il c.d. Piano Polab  al fine di  superare tutte le problematiche attuali della telefonia mobile a San Marino.

Ci si domanda a che punto sia l’iter di costruzione delle nuove antenne e se e quando finalmente si potranno superare le difficoltà che ogni giorno incontriamo nell’utilizzare i nostri telefoni cellulari. Il piano di sviluppo e miglioramento della copertura radiomobile commissionato due anni fa alla società fatica a vedere la luce. Cosi come tutto tace nella procedura di assegnazione delle frequenze 4G.

Tutto sembrava già pronto per risolvere i problemi della telefonia mobile, eppure anche questa volta è intervenuto un blocco.

Eppure c’era il tempo per dare risposte alle esigenze del Paese in un settore così strategico quale quello delle telecomunicazioni, essendo tra l’altro terminate le procedure autorizzative e lo stanziamento dei fondi per l’installazione delle prime 4 antenne, strategiche per un miglior funzionamento dei cellulari. In questa fase di ordinaria amministrazione il Governo avrebbe dovuto dare seguito a quanto già adottato e deliberato e invece nulla sembra essere  avanzato. Forse ci sono altri obiettivi, interessi e altre strategie da parte di chi ci governa? Una risposta sarebbe dovuta se non altro per trasparenza verso il Paese.

Continua invece, a piccoli passi, l’opera di cablaggio del territorio con una nuova rete a fibra ottica. La porta avanti l’AASS che sembra essere sempre più un operatore di telecomunicazioni. Sicuramente lo fa per dare un servizio al Paese ma del progetto ancora si sa ben poco, gli stessi uffici preposti e gli operatori del Paese non conoscono gli sviluppi. Anche in questo caso un minimo di condivisione e trasparenza sarebbe stata utile, magari per vedere se le decine di milioni di euro investiti potranno avere un ritorno per le casse dello Stato.

Se nel progetto Socrate i soldi per cablare il paese non erano dello Stato, in questo caso si investono soldi pubblici e capire come, dove e perché sarebbe molto utile e necessario in un momento di difficoltà finanziaria in cui le risorse sono limitate e contese tra pensioni, sanità, lavoro, etc.

Inoltre si viene a conoscenza dai giornali che vengono prese nuove decisioni, con delibere nascoste e non pubblicate, senza nessuna discussione sui programmi e piani di telecomunicazioni, tutto in gran segreto.

Ci risulta che gli organismi rappresentanti del settore non sono stati coinvolti.

Questi sono progetti che vanno discussi in Consiglio Grande e Generale, vanno informati gli uffici preposti alle Telecomunicazioni e va sentito il parere della nuova Agenzia Digitale. In due settimane, a Consiglio sciolto, si è ipotecato lo sviluppo delle TLC dando tutto in mano all’AASS. Cosa si nasconde dietro a tutto ciò? Speriamo che non succeda come in passato quando il settore tlc è stato oggetto di finanziamenti poco chiari.

La Legge sulle telecomunicazioni afferma che le telecomunicazioni sono un monopolio dello Stato per cui risulta evidente che senza una strategia chiara, precisa e trasparente, soprattutto trasparente, l’avanzamento delle telecomunicazioni a San Marino che tutti auspichiamo non potrà esserci.

Nicola Selva

Repubblica Futura

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