Articolo Tina Meloni in difesa di Ingrid Casali

Articolo Tina Meloni in difesa di Ingrid Casali

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Ho letto la lettera di Ingrid Casali, inviata ai giornali il 13 di questo mese di aprile 2023.

Ingrid è una conoscente da una vita, una collega, una cara amica, alla quale oltre alle indiscutibili doti professionali, alla moralità pubblica e privata dimostrate in una vita intera, riconosco oggi anche il coraggio di avere messo in piazza quello che le sta accadendo. So infatti per certo che questa vicenda le ha creato molto turbamento e sicuramente avrebbe preferito viverla nel suo privato, evitando pubblicità e commenti.

Proprio perché amiche di lunga data, fin da subito, appena ricevuta la comunicazione giudiziaria, me ne ha parlato e così, insieme a lei ho seguito l’iter di tutto il procedimento nei suoi confronti.

Ero con lei anche il giorno dell’udienza del 25 gennaio di questo anno; per la prima volta, come lei, sono entrata in un’Aula di Tribunale e ho seguito con attenzione lo svolgersi dell’azione processuale.

Ingrid era accompagnata dal suo avvocato difensore; il querelante, il Segretario Roberto Ciavatta dai suoi due avvocati.

Alle conclusioni degli avvocati di difesa e accusa, è seguito l’intervento del procuratore del Fisco che chiedeva l’assoluzione dell’imputata.

Il Giudice si è quindi ritirato in camera di consiglio per l’immediata decisione.

Dopo una buona mezz’ora, il Giudice è rientrato in Aula e ha emesso la sentenza: quattro mesi di prigionia, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e legali e 1000 € di provvisionale liquidata in favore del querelante a titolo di risarcimento per il danno subito; concedendo all’imputata il beneficio della sospensione condizionale e della non menzione.

Le sentenze non vanno giudicate, soprattutto da chi, come me, non ha alcuna competenza in ambito giuridico. Mi pare però che in passato tutte le querele presentate da politici e contro i politici venissero fatte cadere. Era tacitamente accettato che l’uomo che entra nell’agone politico sappia in partenza che ogni sua parola o azione presente o passata può essere utilizzata per essere giudicato, alle volte anche in maniera malevola, dalla gente. Deve “abbozzare”, fa parte del gioco.

Rilevo che invece in questa legislatura si sono moltiplicate le querele e le azioni giudiziarie nei confronti di cittadini che osano dire la loro. Basta ricordare la vicenda per “esercizio abusivo della professione”, originata da un esposto sempre del Segretario Ciavatta il 3 marzo 2021, con il quale venivano accusati otto cittadini, rei di avere scritto e inviato ad un giornale i loro commenti critici verso l’operato del governo.

C’è una maggiore suscettibilità da parte dei politici odierni, soprattutto di quelli di maggioranza e di governo che dimenticano che la critica può essere a volte aspra, che l’onorabilità si dovrebbe acquisire con i comportamenti, con lo stile di vita, non ha bisogno di venire confermata dalle sentenze di tribunale.

E la “coscienza collettiva”, come scrive Ingrid nella sua lettera al giornale, come si palesa rispetto a tutto questo? Immagino, anzi so per certo, che in tanti le hanno già manifestato la loro vicinanza, ma quanti avranno la voglia di esprimersi pubblicamente comunicando il loro sconcerto e il loro turbamento? Si è insinuato nel Paese il timore di esporsi? Non voglio pensare che sia già presente la paura del “manganello” preconizzata dal Segretario Ciavatta, naturalmente prima che rivestisse i suoi attuali panni istituzionali.

A Ingrid è stata comminata una pena detentiva di quattro mesi per un commento su facebook ove si permetteva di mettere in dubbio l’opportunità del conferimento di un premio per l’attività svolta contro la violenza alle donne ad un Segretario di Stato che in passato aveva posto in essere atti caratterizzati da violenza.

Forse Ingrid ha sbagliato a scrivere “un premio ad un uomo che ha subito un processo proprio per violenza contro una donna” invece che “per violenza contro una persona”: ma questa inesattezza può legittimare una pena talmente grave come quattro mesi di prigionia? In nessuna considerazione è stato tenuto conto lo sfogo del momento, dettato dalla situazione di forte emozione per un dolore personale, come lei stessa ha testimoniato durante la deposizione presso la Gendarmeria. Né il fatto che mai nella sua vita fosse stata sfiorata da alcun tipo di azione giudiziaria e nemmeno da sospetti per il suo stile di vita.

FORZA INGRID! FORZA SAN MARINO!

 

Tina Meloni

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