Il re è nudo

Il re è nudo

Comunicati Stampa, News

In una lettera che la stessa RTV definisce “inusuale” il Segretario Ciavatta riesce a dare il meglio di sè, compiendo in un solo scritto una sfilza interminabile di autogol che resteranno negli annali della politica. Per prima cosa dimostra con chiarezza lo stato penoso in cui sono ridotti i lavori del Congresso di Stato e i rapporti della maggioranza. Quando si arriva a cercare i corvi, si finisce infatti per trovare le carogne, magari di governi ormai decomposti (peccato che in questo caso in ballo ci sia la salute dell’Istituto per la Sicurezza Sociale e con essa di tutti i sammarinesi). ISS che il Segretario Ciavatta dimostra di non riuscire a governare se deve arrivare addirittura alle lettere aperte per parlare con ciò che resta del Comitato Esecutivo. Ancora più strano è che i paladini della trasparenza oggi si scagliano contro giornalisti che fanno solamente il loro mestiere: cercare e dare notizie (ma anche a questo siamo abituati, visto le tendenze e le derive del Congresso di Stato al segreto, alla censura, se non alla vera e propria “persecuzione” giudiziaria di chi osa fare il proprio mestiere, appunto il giornalista).
Ancora: dalla lettera di Ciavatta, chiunque mastichi un po’ di politica capisce che il Congresso di Stato è ormai un colabrodo, o – se si preferisce – un campo di battaglia piuttosto che una squadra, in cui non ci si può fidare di chi ti siede accanto. Questo almeno ci pare voglia comunicare Ciavatta insieme alla realtà di un settore ingovernabile in cui le ingerenze di qualche partito – con nomine ad hoc – hanno commissariato il direttore generale ed hanno determinato le sue dimissioni.
Per questo, ciò che ha scritto (se lo ha scritto) la Bruschi nella sua lettera di addio non può rimanere un pensierino da tenere riservato. Noi crediamo che sia una cosa che tutti i sammarinesi devono conoscere (e un tempo lo avrebbe creduto anche il partito di Ciavatta). Purtroppo è ormai chiaro che l’ISS è una zattera alla deriva, comandata da molti capitani senza titolo che non si capisce in quale direzione remino. Riprova ne è che, dopo la fuga della Bruschi, assisteremo probabilmente ad una misera guerra di potere per le nomine, fatta di corvi, di spie e, purtroppo, di un “cadavere”, quello figurato ma concreto, dell’ISS che si regge ormai solo sulla professionalità e sulla abnegazione della maggioranza degli operatori, nonostante i tanti capitani che si fanno la guerra.
Se poi Ciavatta volesse parlare apertamente delle ingerenze che il suo partner di governo, la Dc, sta mettendo in atto nell’Iss, allora lo faccia e noi non mancheremo di valutare questi fatti.

Articolo precedente
Fabbisogno del settore pubblico allargato
Articolo successivo
Carisp: come buttare i soldi dello Stato

keyboard_arrow_up