Fabbisogno del settore pubblico allargato

Fabbisogno del settore pubblico allargato

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Nel comunicato della Direzione Generale della Funzione Pubblica del 17 settembre scorso si esprime soddisfazione per la ratifica del Decreto Delegato 15 luglio 2021 n. 132, avente ad oggetto il secondo fabbisogno generale del settore pubblico allargato, e si evidenzia che l’intervento normativo è scaturito da un confronto svolto in due fasi.

La prima sarebbe frutto – si legge – di un approfondito confronto con le dirigenze delle unità operative, dei dipartimenti e delle articolazioni organizzative degli Enti, mentre la seconda avrebbe coinvolto le parti sindacali.

Alla nostra forza politica, e non solo, sono giunte – invece- diverse segnalazioni da parte delle Dirigenze, dei Sindacati e del personale che denunciano la totale assenza di confronto ed un ridimensionamento del personale tout court senza una preventiva analisi dei processi.

Risulta infatti che molti dirigenti abbiano evidenziato in più occasioni alla DGFP, carenze di personale ed abbiano avanzato ipotesi organizzative che sono state completamente ignorate dalla DGFP.

Risulta anche che, nell’ambito delle assemblee sindacali condotte dalle diverse Confederazioni, queste abbiano palesato apertamente la totale mancanza di un confronto sulla bozza di fabbisogno e abbiano evidenziato l’impossibilità di incidere concretamente sulle proposte formulate rassegnandosi ad un laconico “tirano dritto senza concertazione”.

Quindi è evidente che si tratta di una proposta calata dall’alto e ritagliata non sulle reali esigenze di funzionalità della pubblica amministrazione, ma sulla, consueta e oramai desueta, modalità di conformare la pubblica amministrazione alle esigenze assai esecrabili di collocazione di amici e congiunti e con l’unico obiettivo della riduzione di spesa; a discapito ovviamente dei dipendenti senza santi in paradiso e della funzionalità dell’amministrazione.

La strategia seguita dalla DGFP sembra sia elaborare regole farraginose alle quali poi derogare con circolari ad hoc; procedere ad assegnazioni in staff, assegnazione in Enti, entrate ed uscite dalla lista dei sovrannumerari, cambi di PDR; provvedere ad accordare subitanei rientri o fuoriuscite dai posti di appartenenza e dagli incarichi politici per accaparrarsi il posto ambito o un magico aumento di livello, in barba alla maggioranza dei dipendenti che il più delle volte si vedono opporre alle loro legittime richieste dinieghi cavillosi.

E quale è il momento più propizio per portare a compimento queste “strategie”? Adesso, in costanza della redazione del provvedimento Generale di Assegnazione.

Considerate quindi le astute strategie manageriali poste in campo dalla DGFP, ed ormai svelate, ispirate alle strategie care ai lontani anni 90 del secolo scorso più che alle moderne dottrine aziendalistiche, Repubblica Futura ritiene doveroso e non più rinviabile porre particolare attenzione alla ricopertura delle posizioni previste dal fabbisogno in capo alla DGFP avendo il coraggio di azzerarne uno staff non più al passo con i tempi e assegnando personale individuato sulla base di acclarate professionalità.

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