1 – Stabilizzazione e rilancio del sistema bancario

La stabilizzazione del sistema bancario è il vero nodo che deve essere assolutamente risolto per immaginare un nuovo percorso di sviluppo; chiunque parli di grandiosi progetti o di rivoluzionarie politiche, senza spiegare come intenda risolvere le problematiche del sistema bancario e finanziario, sta semplicemente raccontando delle belle storie.

Durante la passata legislatura è stato avviato e portato a termine un processo di conoscenza della reale situazione del sistema bancario, per troppo tempo sottaciuta, che ha condotto a conclusioni critiche.

Ora che conosciamo il reale stato delle cose, è tempo di focalizzarci sulla stabilizzazione e il rilancio del sistema bancario che, ad oggi, necessita di radicali interventi.

Repubblica Futura su questo ha le idee molto chiare.

Ecco i principali ambiti di intervento:

  • Rilancio del sistema finanziario: è necessario costruire un nuovo modello, dotato di servizi evoluti per imprese e cittadini, conforme ai più elevati standard internazionali, affinché le banche con l’aumento della raccolta possano tornare a produrre utili. E’ necessario pertanto un piano, condiviso con tutti gli stakeholders, di riorganizzazione del sistema attraendo a San Marino le migliori professionalità a livello internazionale. Tale piano, in una prima fase, deve considerare con attenzione l’eventuale reperimento di risorse finanziarie presso primarie istituzioni multilaterali quali EBRD (European Bank for Reconstruction and Development), BEI (Banca Europea degli Investimenti), CEB (Council of Europe Development Bank). In una seconda fase prevedere le modalità di attrazione dei principali player internazionali del settore, promuovendo anche accordi bilaterali con autorità di vigilanza di altri paesi.
  • Azioni di responsabilità: qualora sia provata la mala gestione di una banca, i protagonisti del dissesto devono essere chiamati a rispondere dei danni provocati. Nel corso dell’ultimo decennio, in numerose occasioni lo Stato è dovuto intervenire a tutela dei risparmiatori. Repubblica Futura, pur condividendo che in ultima istanza i risparmiatori devono essere garantiti e che lo Stato debba fare la propria parte, è tuttavia convinta che debbano essere percorse tutte le strade utili a minimizzare l’intervento dello Stato. A tal proposito, oltre a fare chiarezza sui motivi di tutte le crisi bancarie (l’istituzione della Commissione di Inchiesta sull’intero sistema bancario-finanziario è stata fortemente voluta da RF), siamo convinti che, qualora emergessero responsabilità in capo a proprietà o management delle banche in dissesto, questi dovranno essere chiamati a rispondere delle proprie azioni, risarcendo i danni provocati.
  • Cassa di Risparmio: una valutazione particolare va fatta per CARISP che, oltre ai fenomeni che hanno colpito anche le altre banche, è stata fortemente penalizzata dalla vicenda Delta e che oggi necessita di una importante ricapitalizzazione. Per CARISP proponiamo di agire in due direzioni.La prima riguarda i vari contenziosi aperti con l’amministrazione italiana relativi al caso Delta. In quest’ottica riteniamo opportuno continuare i tavoli già aperti a livello bilaterale con l’Italia per trovare una conclusione di mutua soddisfazione, in modo da riportare a CARISP parte delle risorse perse.In secondo luogo riteniamo fondamentale la definizione di un solido piano industriale, in grado anche di trovare un partner internazionale che, oltre ad apportare parte del capitale necessario per il rilancio dell’istituto, possa fornire l’adeguato know-how e le esperienze per supportare il rilancio di CARISP e progressivamente ridurre il ruolo dello Stato nel patrimonio della banca.
  • Totale ristrutturazione di BCSM: BCSM si è dimostrata nel tempo non un organismo di regolamentazione del sistema, ma un centro di potere, incapace di fornire soluzioni alla crisi, di prevenire i dissesti bancari e di gestirli, un problema costante per il Paese nelle ultime legislature. Inoltre la struttura della Banca Centrale non è in linea con le esigenze del sistema bancario. Mentre il sistema ha subito una diminuzione dei volumi del 60% e dei soggetti vigilati, l’organico di BCSM non ha subito alcuna significativa variazione.
    RF propone quindi una riorganizzazione delle competenze di BCSM, prevedendo lo scorporo di alcune funzioni non proprie di una banca centrale e la conseguente loro attribuzione a un Dipartimento del Tesoro.BCSM si dovrebbe focalizzare maggiormente sulle attività di vigilanza e con un numero di addetti realisticamente rapportato alle dimensioni del sistema finanziario, riducendo gli oneri per i soggetti vigilati. Peraltro nell’ottica dell’accordo di associazione alla UE, tale vigilanza dovrebbe essere integrata a quella dell’eurozona. Importante inoltre il mantenimento di un buon servizio di gestione finanziaria delle disponibilità liquide della BCSM e dell’attività di “prestatore di ultima istanza”. Dunque una drastica riduzione dei costi è necessaria e verrà realizzata.Banca Centrale ha bloccato nel tempo iniziative imprenditoriali senza esplicitare chiaramente le motivazioni e non è soggetta a tempistiche precise nel fornire riscontro alle istanze ad essa indirizzate. Inoltre non sta portando significativi contributi per lo sviluppo del sistema bancario.I provvedimenti di vigilanza sono adottati senza possibilità di ricorso, se non in Tribunale; occorre dunque definire i parametri oggettivi affinché una iniziativa imprenditoriale nel settore bancario possa avviarsi e garantire una efficace vigilanza ex post, introdurre un organo di ricorso immediato contro i provvedimenti di vigilanza e di diniego di autorizzazione della BCSM, introdurre l’obbligo di motivazione delle scelte adottate, oltre ad un principio di silenzio assenso entro un tempo definito.Infine nella radicale revisione dello statuto di BCSM, RF vuole che la Presidenza, ovvero la massima rappresentanza dell’istituto, sia ricoperta da una persona almeno residente nella Repubblica di San Marino o, meglio ancora, di cittadinanza sammarinese.
  • Progetto NPL: il grande ammontare di crediti non performanti (NPL) presenti nei bilanci delle banche è una zavorra che frena lo sviluppo del settore.È prassi ormai consolidata in tutto il mondo, ed anzi è anche una raccomandazione di quasi tutte le banche centrali, quella di incentivare gli istituti di credito a cedere i propri NPL a soggetti specializzati. Tuttavia la realtà sammarinese presenta alcune specificità di cui dobbiamo tener conto. Per questo riteniamo che lo Stato debba essere coinvolto, non per colmare i buchi ma come garante degli interessi pubblici.A questo proposito uno dei primi interventi della prossima legislatura dovrà necessariamente essere l’approvazione di una legge speciale per la gestione degli NPL e la conseguente creazione di un veicolo pubblico.Le banche saranno incentivate affinché i propri NPL abbiano ottime performance in fase di recupero e rimarranno comunque responsabili qualora la gestione degli NPL non dia i risultati attesi.Sarà possibile utilizzare uno schema assicurativo, come avviene già in diversi paesi, per annullare il rischio in capo allo Stato, completamente esentato da ogni responsabilità.

    In questo modo sarà possibile liberare i bilanci delle banche dall’enorme peso degli NPL, attirare nuova liquidità nel nostro sistema bancario, mettere le banche in grado di tornare a far credito all’economia reale e dunque supportarne lo sviluppo, mentre il veicolo si focalizzerà sulla migliore gestione – con una struttura capace ed efficiente – degli NPL conferiti utilizzando le professionalità interne al sistema finanziario fino a oggi poco valorizzate.

  • Passporting unico europeo bancario, finanziario e assicurativo e aiuti dell’Eurosistema: una volta stabilizzato, il settore bancario dovrà essere riportato nuovamente su una traiettoria di sviluppo. RF ritiene necessario ampliare il mercato di riferimento attraverso l’accordo di associazione all’UE e, contestualmente, rilanciando i rapporti con Banca d’Italia, punti entrambi sui quali molti passi avanti sono stati fatti duranti gli ultimi tre anni dal governo. L’obiettivo è quello di ottenere il passporting unico europeo, ovvero il diritto per i nostri operatori bancari (ma anche finanziari ed assicurativi) di operare in tutta Europa, cosa
    Lo stesso vale per istituti finanziari e assicurativi, che potranno attirare nuovi business anche in questi settori grazie alla totale operatività sul mercato europeo.Infine, grazie all’Accordo di Associazione all’UE, Repubblica Futura ritiene fondamentale ottenere le stesse misure di tutela previste nell’Eurosistema, come le iniezioni di liquidità della BCE, che permetterebbero di ridurre il costo del denaro per imprese e famiglie.
  • Fintech, Family offices e trust: altra traiettoria di sviluppo è sicuramente il fintech (ovvero i servizi finanziari innovativi) che, al contrario di quelli tradizionali, sono in forte crescita e risentono di minori vincoli. Il lavoro avviato da SM Innovation relativo all’utilizzo della tecnologia blockchain potrà essere collegato allo sviluppo di nuovi business per il settore bancario, considerando la velocità e la facilità con la quale la normativa può essere aggiornata e mantenuta al passo con gli sviluppi tecnologici.L’operatività finanziaria tramite blockchain, l’emissione e lo scambio tra token e valute fiat, l’operatività in criptovalute e le conseguenti gestioni di portafogli in criptovalute, gestioni patrimoniali da remoto, gestione dei pagamenti da remoto e tramite App, gestione dei servizi da remoto, devono essere incentivati e normati, coniugando attrattività e competitività con il rispetto dei migliori standard internazionali, anche in materia di antiriciclaggio.Infine il settore dei family-office, ovvero di società di servizi che gestiscono i grandi patrimoni di famiglie straniere, dovrebbe essere implementato in Repubblica, facendo leva sui vantaggi fiscali, sulla maggiore velocità delle istituzioni e su una legislazione che sarà emanata ad hoc. L’istituto sammarinese del trust, che è una vera eccellenza nel mondo, è un utile strumento all’attrazione di capitali anche in questo ambito.
  • Istituto per lo Sviluppo: la Repubblica di San Marino detiene, come proprio patrimonio, innumerevoli beni, alcuni di valore assai rilevante. Riteniamo utile la creazione di un Istituto per lo Sviluppo, simile alla Cassa Depositi e Prestiti italiana, ma totalmente detenuta dall’Eccellentissima Camera, al quale affidare parte del patrimonio pubblico non strategico. In questo modo l’Istituto per lo Sviluppo potrebbe valorizzare il patrimonio che oggi è detenuto dallo Stato e che non viene in alcun modo messo a valore.
  • AIF e antiriclaggio: occorre definire un progetto per adeguare costantemente l’Agenzia ai propri compiti e renderla più autonoma, semplificando le procedure. Va regolamentata l’adeguata verifica da remoto con firme digitali o Pec, per evitare che l’operatore economico debba presentarsi ogni volta agli sportelli; va creata una check list di documenti equivalenti per quegli operatori provenienti da paesi che non producono la documentazione tradizionalmente diffusa in Italia (es.: dichiarazione dei redditi, certificati penali, ecc.), vanno previste forme di interpello preventivo all’AIF da parte dei soggetti designati in caso di dubbi.
  • Formazione del personale: deve essere approntato un piano di formazione delle risorse umane rispetto alle nuove traiettorie e direttrici, su cui lo Stato può dare un contributo utilizzando le risorse per la formazione che ha a disposizione e concertando un piano d’azione formativo con l’Università.

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