4 – Politica Estera: valorizzazione della sovranità nazionale e integrazione all’Unione europea

La politica estera e il ruolo che la Repubblica di San Marino può svolgere all’interno delle organizzazioni internazionali sono un enorme valore della nostra sovranità e sono strumenti chiave anche per lo sviluppo economico del Paese.

RF ritiene indispensabile continuare il lavoro iniziato nel corso della precedente legislatura, volto all’internazionalizzazione del Paese, al rafforzamento dei rapporti con i principali Paesi partner e alla valorizzazione del ruolo della Repubblica in seno alle organizzazioni internazionali.

Di seguito alcune delle direttrici principali della politica estera che RF intende proseguire:

  • Rafforzamento dei rapporti bilaterali con l’Italia: i rapporti con la Repubblica italiana, anche a seguito della visita ufficiale del Ministro per gli Affari Esteri Moavero Milanesi (dopo 10 anni dall’ultima visita di un Ministro degli Esteri italiano), sono ottimi e basati sulla piena comprensione reciproca. È necessario proseguire il dialogo costruttivo instaurato nel corso dell’ultima legislatura, al fine di arrivare a concludere intese che favoriscano uno sviluppo comune e concordato in settori di mutuo interesse. Il processo di Associazione di San Marino all’UE è fortemente supportato dall’Italia; è certo che una revisione della Convenzione di Amicizia e Buon Vicinato del 1939, che porterebbe enormi benefici alla Repubblica di San Marino, eliminando i vincoli oggi esistenti su tabacchi, carburanti, accise e casa da gioco, potrà essere realizzata solo una volta definito il quadro dei rapporti della Repubblica di San Marino con l’UE, visti i vincoli che già ad essa legano la Repubblica italiana. Un altro accordo fondamentale in corso di trattativa è quello relativo al riconoscimento dei titoli di soggiorno sammarinesi sul territorio italiano. Esso faciliterebbe enormemente la vita e la possibilità di movimento dei cittadini di paesi extra-Schengen residenti a San Marino.
  • Rapporti con i principali Paesi partner: RF ritiene fondamentale, accanto allo sviluppo dei rapporti con l’Italia, rafforzare i rapporti bilaterali con i principali paesi partner, ovvero con quelli che costituiscono dei punti di riferimento nello scenario globale. In particolare i rapporti con Stati Uniti d’America, Federazione Russa e Repubblica Popolare Cinese, nonché con altri paesi europei, devono essere rafforzati e dovranno essere raccolti i frutti degli sforzi messi in campo nel corso della passata legislatura.
  • Supporto del Multilateralismo: la Repubblica di San Marino da sempre sostiene il multilateralismo, ovvero il ruolo delle organizzazioni internazionali e sovranazionali nel mantenimento della pace, rafforzamento delle relazioni economiche e promozione della democrazia e dei diritti umani. Multilateralismo significa anche avere, al pari dei paesi più grandi, voce in capitolo e pari dignità nei consessi internazionali. Per un paese di piccole dimensioni territoriali questo principio è vitale e, in quanto tale, va difeso e supportato.
    Inoltre, considerata la tradizione di neutralità attiva della Repubblica di San Marino, devono essere continuati gli sforzi nel promuovere il Paese come sede di confronto e dialogo neutrale.
  • Diplomazia economica: nel corso della legislatura sono stati messi in campo enormi sforzi al fine di aumentare il grado di internazionalizzazione della Repubblica. Sono stati stabiliti nuovi rapporti diplomatici con decine di Paesi, elemento propedeutico per sviluppare i rapporti bilaterali anche a livello economico. Sono stati aperti decine di nuovi Consolati Onorari che possono supportare cittadini e imprese sammarinesi, oltre a promuovere il sistema-paese al fine dell’attrazione di investimenti e flussi turistici. RF considera indispensabile continuare tale processo e, in sinergia con l’Agenzia per lo Sviluppo Economico – Camera di Commercio, continuare la promozione del Paese all’estero.
  • Il corpo diplomatico e consolare motore dello sviluppo: un corpo diplomatico efficiente è da sempre una delle più grandi ricchezze della Repubblica di San Marino. Nei tre anni passati la Segreteria di Stato per gli Affari Esteri ha rafforzato il ruolo del corpo diplomatico di carriera, concentrando in esso gli incarichi nell’area europea e negli organismi multilaterali più strategici. Gli effettivi del corpo diplomatico di carriera vanno certamente aumentati, convinti che queste risorse sono tra le meglio finalizzate per consentire la tutela della nostra sovranità e lo sviluppo del nostro Paese, ciò tramite l’emissione di bandi di concorso e la normalizzazione delle posizioni di quanti all’interno del Dipartimento Esteri svolgono da tempo un ruolo diplomatico.
  • Programma di aiuti internazionali: gli aiuti internazionali tra Stati sono sicuramente una delle modalità per esercitare una politica estera efficace. La Repubblica di San Marino, pur non potendo disporre di risorse naturali o economiche ingenti, può sicuramente essere un modello relativamente a numerosi aspetti dell’assetto istituzionale, del bilanciamento tra i poteri pubblici e della tradizione democratica. RF propone dunque la creazione, in seno al Dipartimento Affari Esteri, di una unità responsabile di creare pacchetti di aiuti internazionali sotto forma di know-how e conoscenze negli ambiti in cui la Repubblica di San Marino ha le maggiori competenze e tradizioni. Tali aiuti potranno poi essere proposti ad altri paesi al fine di rafforzare la politica estera della Repubblica. Considerando la presente disponibilità di gran parte delle risorse, questa iniziativa avrebbe costi quasi irrilevanti. RF ha già predisposto il testo di legge, pronto per il confronto, che purtroppo a causa della fine anticipata della legislatura non si è potuto presentare.
  • Corpi civili di pace: RF propone l’istituzione di un Corpo Civile di Pace, sull’esempio delle attività di intervento civile già messe in campo dall’ONU, sotto forma di assistenza umanitaria, monitoraggio dei diritti umani, costruzione della fiducia, rimpatrio dei profughi, smobilitazione degli eserciti, ricostruzione amministrativa e dei servizi. Tale intervento potrebbe costituire un’opportunità di grande valore morale, civile e politico e un segnale importante di valorizzazione della storica vocazione pacifica e neutrale del nostro Paese anche dinnanzi alla comunità internazionale. Sarebbe inoltre l’utile riconoscimento del lavoro già svolto dalle tante associazioni di volontariato presenti in Repubblica e il migliore strumento di sinergia tra esse e lo Stato. La Segreteria di Stato per gli Affari Esteri aveva già avviato un importante confronto con i presentatori del Progetto di Legge di iniziativa popolare e si era trovata una sintesi valida, che purtroppo a causa della fine anticipata della legislatura non ha potuto compiere l’iter consiliare.

Sul fronte dell’Unione europea, RF intende proseguire con determinazione il percorso di Associazione intrapreso. Nell’ultimo triennio è stato dato un forte impulso al negoziato e, grazie a numerose iniziative messe in campo dalla Segreteria per gli Affari Esteri, si è giunti ad una fase decisiva. Se non ci fosse stata la fine anticipata della legislatura, probabilmente già nel primo semestre del 2020 si sarebbe potuto giungere alla conclusione dell’Accordo.

L’obiettivo che RF si prefigge di raggiungere grazie all’Accordo di Associazione all’Unione europea è duplice:

  • La piena integrazione all’interno del mercato unico europeo: l’equiparazione dei nostri cittadini, imprese, banche, professionisti a quelli dell’Unione europea è un vero e proprio punto di svolta per il nostro Paese. L’esperienza di tutti gli altri paesi che nel tempo hanno aderito all’UE o allo Spazio Economico Europeo mostra chiaramente come possa essere molto più forte, e sostenibile, il percorso di crescita economica e di ammodernamento del Paese.
    Numerosi sono ad oggi gli ostacoli che affliggono i nostri operatori economici proprio per il fatto di non essere operatori comunitari (come ad esempio il documento T2). Allo stesso modo i nostri cittadini, specialmente i giovani, hanno spesso difficoltà – e talvolta impossibilità – di fare esperienze di lavoro o di studio all’estero. Le nostre banche non possono operare al di fuori dei nostri confini e scontano condizioni competitive nettamente sfavorevoli che si ripercuotono sugli alti tassi di interesse e la difficoltà di accedere a forme di finanziamento da parte di imprese e cittadini. Tutti queste difficoltà saranno superate – o comunque drasticamente ridotte – grazie all’Accordo di Associazione all’UE.
  • La salvaguardia delle nostre specificità: il negoziato intrapreso è volto, allo stesso tempo, ad identificare e tutelare le specificità del nostro Paese. Come paese di piccole dimensioni territoriali l’Accordo dovrà prevedere in primo luogo un limite alla libera circolazione e allo stabilimento delle persone, ovvero alla possibilità da parte di cittadini stranieri di poter risiedere in territorio. Un sistema selettivo di quote è la soluzione ideale per il nostro Paese in modo da poter integrare gradualmente nel nostro corpo civico un numero limitato di nuovi residenti qualificati, ovvero che portino un contributo alla comunità. Altre salvaguardie temporali dovranno invece riguardare l’accesso al lavoro, tutelando i residenti in questo passaggio complesso della nostra economia.

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