Operazione miliardaria senza trasparenza

Operazione miliardaria senza trasparenza

Sarà il grande amico JP Morgan a salvare la Repubblica e toglierla dalle secche della trattativa sull’accordo di associazione con l’UE e sul Risiko per il futuro del sistema bancario?
A leggere l’articolo dell’autorevole quotidiano finanziario Milano Finanza pare di sì.
Sempre scarse le informazioni su cosa accade nelle banche sammarinesi in patria, molto più informati oltre confine in cui si sanno nomi, cognomi e indirizzi di chi gestirà un’operazione finanziaria miliardaria.
Repubblica Futura, al netto dei giudizi sull’operazione – le notizie sono troppo scarse per esprimersi – auspica che almeno per ciò che riguarda Cassa di Risparmio, società di proprietà al 100% dello Stato, vi sia la necessaria trasparenza e soprattutto non siano fondate le voci di un ritorno alla Direzione Generale della banca di un ex direttore protagonista della stagione degli NPL e di “sfortunate” operazioni che hanno lasciato Cassa con il cerino in mano.
Forse alla UE o al FMI non farà piacere ritrovarsi al tavolo fra poche settimane chi allegramente ha concesso crediti a go go all’estero garantiti poi da Pantalone, cioè noi.
A nostro giudizio le banche private sono libere e hanno pieno titolo di decidere su come gestire i propri NPL, purché non siano danneggiati i cittadini. Invece, tutto ciò che rientra nel perimetro pubblico, con proprietà e garanzie, dovrebbe avere maggiore trasparenza.
Non ci piace fare demagogia o andare in Tribunale come qualche forza politica era solita fare, ma in una fase di transizione politico-istituzionale come questa, sarebbe auspicabile la più ampia disponibilità di informazioni.
Ma niente paura. L’amico anglo americano JP Morgan veglia sulla Repubblica e a quanto pare ci salverà con i nostri soldi: nostri sono gli NPL, nostre sono le garanzie, nostri saranno i denari che studi legali, banche, professionisti percepiranno per un’operazione miliardaria.
Certo, con i tanti consulenti del governo sulla comunicazione, una gestione migliore della vicenda sarebbe doverosa. Abbiamo delle obbligazioni piazzate sui mercati esteri e l’immagine dell’articolo di Milano Finanza è quasi da operetta: siamo descritti come una nazione gestita e salvata da una serie di soggetti italiani e esteri.
Forse sarà come dice l’esperto di finanza di Mercatino Conca: a San Marino non abbiamo competenze e quelle che arrivano con spirito caritatevole dall’Italia le paghiamo poco.
Ma in prossimità della festa di fondazione della Repubblica notiamo come si sia smarrito il senso di sovranità del Paese e delle sue articolazioni economiche; come regni uno strano silenzio su operazioni che avranno un costo a carico dei cittadini. Qui non è come mettere la carta nel contenitore per la differenziata la mattina e aspettare che il furgone la porti via. C’è e ci sarà un conto da pagare.
A al netto della giaculatoria che i soliti recitano ogni volta che RF esprime giudizi su quanto accade nel settore finanziario, sarebbe necessario avere un piano condiviso sul futuro del settore bancario nazionale. Un piano che tenga conto delle capacità del sistema di gestire le crisi bancarie: a che punto sono i fondi di garanzia dei risparmiatori o la riserva obbligatoria? Il futuro di Cassa di Risparmio sarà ancora pubblico o sarà ceduta magari a qualche sceicco arrivato dal deserto? BCSM e AIF hanno gli strumenti per garantire il controllo del sistema e in prospettiva l’accordo di associazione, sostenere lo sviluppo e magari lo stabilimento di nuovi player?
Piccole, grandi domande che magari non sono necessarie perché c’è chi – da Roma – con tre Whatsapp ha già pensato a tutto e deciso tutto per noi sammarinesi sprovveduti.
Domande a cui riteniamo che, in modo istituzionalmente corretto, non solo il governo, la maggioranza e i poteri medio-forti del Paese, ma anche l’opposizione dovrebbe essere resa edotta.
I costi li paghiamo tutti e alla fine, se le cose andranno male, chi a Roma è infastidito dalle nostre posizioni dirà che la colpa è solo dei sammarinesi, aiutati in questo frangente dal grande amico JP Morgan.

Repubblica Futura
Membro dell’Associazione dei Liberali e Democratici Europei (ALDE)

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