Le trovate del Segretario al Turismo… per il turismo

Le trovate del Segretario al Turismo… per il turismo

Comunicati Stampa, News
Ci risiamo. Il Segretario di Stato per il Turismo è caduto vittima del solito vizietto del governo: gli annunci ad effetto. In un week end in cui l’allentamento delle restrizioni permette ai turisti di frequentare di nuovo San Marino, Federico Pedini Amati lancia la bomba per l’estate 2021.
Light festival: costo 400.000 euro di cui metà li mette pantalone, cioè lo Stato, l’altra metà imprecisati soggetti privati. Giochi di colore, coreografie a tema dantesco per illuminare le notti del mese di agosto con effetti speciali visibili fino da Rimini (e magari anche dalla vicina Croazia).
Che dire? Anche se Pedini Amati sta trattando con governo, maggioranza e categorie economiche (i giochi di luce però non erano presenti nell’elenco di istruzioni che ANIS ha presentato al governo); anche se  il Segretario di Stato con delega all’Expo e al Natale delle meraviglie è uomo abituato ad andare controcorrente, come i salmoni, ci permettiamo alcune piccole osservazioni. Visto il momento così delicato della ripartenza e alla vigilia dell’apertura di una importante iniziativa commerciale al confine del Paese, ci saremmo aspettati un piano articolato per sostenere e rilanciare il settore turistico.
Intorno a noi, in questi mesi, tutte le realtà italiane si sono mosse a livello di regioni, comuni, APT e singoli territori con pubblicità, iniziative rivolte alla clientela, operazioni per dare sicurezza agli ospiti in epoca di COVID e rilanciare le destinazioni come mete turistiche.
Da noi tutto appare confuso, in divenire, e – ci scusi il Segretario di Stato per il Turismo e il suo governo – notiamo approssimazione e idee poco chiare. Non si ha la percezione di un progetto complessivo, non si capisce se ci saranno investimenti, non è dato sapere se il settore dei bar e della ristorazione, che in tempi di chiusure italiane ha avuto momenti ruggenti, sarà sostenuto per migliorare anche in tempi normali la sua capacità di attrazione di clientela, soprattutto a favore del centro storico.
Non si capisce se San Marino continuerà ad essere il Paese in cui il monte è Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco o se diventerà una meta stile Dubai con giochi di luce notturni, discoteche e movida, oppure una meta del turismo culturale o religioso (Pedini Amati, nel 2020, aveva promesso anche questo prima di farsi distrarre dalle ultime trovate), o una destinazione del benessere e dello sport (come ogni tanto prova a dire il suo collega Lonfernini quando non è impegnato a lanciare missili via social). Dante ha una sua suggestione ma – lingua italiana a parte – cosa ci azzecca con San Marino? In più cosa ne pensa l’altro collega di partito e di governo di Pedini, cioè il Segretario di Stato “con delega per caso” alla cultura?
Insomma non è chiaro se ci sia un piano pluriennale con investimenti adeguati oppure un minestrone di cose in cui il governo, come in un rodeo, prova a lanciare il “lazo” alla passione del momento. Se questo modello poteva essere un limite già in tempi normali, lo riteniamo totalmente inadeguato nell’attuale momento storico.
Superata l’euforia degli annunci e delle inaugurazioni, il rischio è che resti poco al Paese con l’unico risultato di bruciare risorse economiche senza pianificazione, progettualità e visioni a lungo termine. Per fare un esempio: cosa c’entrano le trovate di questi giorni con gli obiettivi dell’Agenda 2030 a cui il governo dice di volersi rifare?
Ai cittadini e a chi vive di turismo piacerebbe avere qualche risposta per capire se la resilienza del settore permetterà di avere un futuro senza fossilizzarsi sulla discussione del costo dell’evento. Questo lo lasciamo ai contabili della maggioranza a cui suggeriamo di costruire una bella fontana luminosa a raggi laser anche in via Gino Giacomini, luogo sacro della movida governativa dopo il festino del primo aprile.
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