Consulenze agli amici, rimborsi ai consiglieri e decreti folli: la nuova cultura di governo

Consulenze agli amici, rimborsi ai consiglieri e decreti folli: la nuova cultura di governo

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E’ stata una settimana tribolata per il governo che, massacrato dalle polemiche delle feste a Borgo Maggiore e dopo una settimana con la testa sotto la sabbia, è riemerso venerdì scorso con il solito decreto legge.

Restrizioni per tutti, residenti e non, e nuove spese per i gestori dei locali che, se vorranno rimanere aperti dopo l’una, dovranno pagare la sicurezza di tasca propria, dalle ore 23.
Questo dopo che il redivivo Segretario di Stato per il Turismo annuncia il successo dei voucher-vacanza con centinaia di prenotazioni (ma il centro storico continua ad essere deserto), prenotazioni – fra l’altro – che c’erano sempre state in questo periodo con la differenza che non eravamo noi a pagarle. Successo anche sul terreno del turismo vaccinale, con centinaia di telefonate in cui tutti vorrebbero venire a San Marino.
Insomma, un godimento infinito testimoniato da Segretari di Stato che gironzolano sui circuiti di formula 1 (Montecarlo), da consiglieri di maggioranza che sfrecciano su motoscafi a Venezia (in occasione della biennale di Architettura) e da un pezzo di governo che rivendica la sovranità attraverso il solito decreto del venerdì, toppa tardiva e sgangherata di un percorso improvvisato di volta in volta.
Se questa è la nuova “cultura di governo” che si sta imponendo all’attenzione del Paese, siamo certi che avrà scenari di sviluppo e ricadute unici ed originali.
Il governo vara decreti legge estromettendo puntualmente il Consiglio Grande e Generale e poi – quando i provvedimenti arrivano in Aula per la ratifica – mette insieme una serie imbarazzante di figuracce.
Prima col decreto Canti, un grande successo come lo ha definito lo stesso protagonista, l’uomo della “plastic free” e delle acque limpide e pure. Che, col successivo comunicato pieno zeppo di IO, IO, IO, raggiunge un delirio di grandezza del tutto ingiustificato rispetto a ciò che ha dimostrato di non saper fare.
Poi con il decreto per l’emergenza COVID, con cui il governo ha sfiorato il patetico. Impaurito dai fischi e dalle contestazioni della piazza, ha tentato per la prima volta di coinvolgere l’opposizione per distribuire le responsabilità. Questo zig zag politico non ha prodotto nulla: il rifiuto dell’opposizione ha consigliato un governo in piena confusione a non ratificare il decreto che rimane in vigore così come è stato scritto.
Il gran finale nella giornata di venerdì. Rete non vota l’alienazione di terreni per lo sviluppo di alcune aziende, alienazione decisa dal Congresso di Stato in cui Rete, lo ricordiamo, è presente con i Segretari di Stato Tonnini e Ciavatta. Solita sceneggiata: il provvedimento passa con i voti anche di Repubblica Futura perché per noi lo sviluppo è fatto di scelte e assunzioni di responsabilità. Rete mette in piedi un cervellotico comunicato per spiegare la sua cultura di governo: concessioni di 99 anni. Piccolo dettaglio: non stiamo parlando di miniere o di giacimenti di petrolio ma di terreni sui quali le aziende faranno investimenti che sono parte di progetti imprenditoriali di cui anche la proprietà immobiliare è un asset per lo sviluppo dell’azienda.
Ma questo sfugge a chi ha una “cultura di governo” in cui concede consulenze agli amici, rimborsi spese a propri consiglieri per andare in motoscafo a Venezia anziché stare in Consiglio Grande e Generale, luogo di elezione per decidere le politiche migliori per fare uscire il Paese dalla crisi.
Repubblica Futura prende atto di questa condizione in cui aleggia anche la voce di un imminente rimpasto di governo, necessario per sedare le liti all’interno dei gruppi consiliari di maggioranza.
Evidentemente sono finiti i tempi cui governo e maggioranza andavano d’amore e d’accordo come sulla distruzione del sistema giudiziario. Ora, di fronte alle diverse questioni sulle quali emerge impreparazione, superficialità ed assenza di progetti sensati e condivisi, c’è solo il tentativo di legittimare una leadership inconsistente con foto celebrative, minacce e un’ondata di denunce contro tutto e tutti per alzare polveroni e nascondere l’inadeguatezza di gruppi dirigenti bravi solo a chiacchierare, a spendere e indebitarsi. Tanto pagherà chi verrà dopo di loro.
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