La legge sulle associazioni

La legge sulle associazioni

Mantenere la parola non è da tutti. Dovrebbe essere però un valore per gli uomini e le donne delle nostre istituzioni.

Per noi lo è, e se ci prendiamo un impegno, anche se siamo all’opposizione e potremmo operare esclusivamente in maniera strumentale nel tentativo di mettere i bastoni tra le ruote a maggioranza e Governo, quell’impegno lo portiamo a termine con serietà e con spirito costruttivo.

Per questo Governo, evidentemente, non è un valore la parola data, e non è la prima volta che ne dà prova. Quello che è accaduto ieri in Commissione Consiliare Permanente Affari Istituzionali, durante la discussione della legge sulle associazioni, quando abbiamo presentato i nostri emendamenti, ci lascia molto amareggiati.

Un pacchetto di emendamenti che prevede l’introduzionee il riconoscimento dell’istituto giuridico del Trust a fini solidali e sociali, un testo sul quale abbiamo lavorato con serietà anche con l’aiuto di vari professionisti che hanno dedicato il loro tempo ad un progetto che di fatto, a parole, aveva ricevuto l’avallo dei Segretari di Stato alle Finanze e alla Cultura, con i quali i Consiglieri di RF si erano confrontati in Aula durante l’ultima sessione del Consiglio Grande e Generale, e già dalla prima lettura del progetto di legge con il solo Segretario di Stato alla Cultura.

Ebbene, dopo aver lavorato al testo e, su richiesta degli stessi Segretari, fatto revisionare la bozza di emendamenti, ci siamo sentiti dire soltanto ieri durante i lavori della Commissione, ad emendamenti già depositati, che secondo il Governo, presenti i Segretari Ugolini e Belluzzi, sarebbe stato più indicato presentare questo pacchetto di emendamenti nella legge sul trust, che a quanto pare sarà oggetto di modifica e revisione nei prossimi mesi, “compatibilmente con la durata della Legislatura”, a sentire il Segretario di Stato alla Giustizia.

Sappiamo bene quanto le iniziative solidali siano diffuse in territorio e questo come sammarinesi ci deve rendere orgogliosi. Proprio per questo motivo riteniamo importante e utile inserire questo nuovo strumento, che andrebbe a semplificare e rendere più trasparenti tutte le iniziative benefiche avviate sotto questa tipologia di volontariato.

Per lo stesso motivo non possiamo non riconoscere l’importanza della legge sulle associazioni approvata dalla Commissione 1 e ora in attesa di seconda lettura, che finalmente va a sistemare alcune problematiche riscontrate in questo settore così importante per la nostra Repubblica, semplificando l’attività delle associazioni e migliorandone il funzionamento. Soprattutto ci rende particolarmente soddisfatti il riconoscimento dato alle associazioni di stampo sanitario e socio-sanitario, che finalmente riceveranno la dignità che meritano, vedendosi iscritte ad un registro separato dalle altre associazioni e tenuto presso l’ISS, interlocutore privilegiato e principale delle associazioni stesse.  

Nonostante questo aspetto vada riconosciuto e trovi la nostra soddisfazione però, ci sono alcuni aspetti della legge che non ci convincono perché lasciano spazio ad una discrezionalità che potrebbe creare distorsioni e ingiustizie ed è ciò che dobbiamo evitare.

Ad ogni modo, non è nel merito della questione che ci vogliamo soffermare, ma nel metodo. Perché non è possibile sentirsi presi in giro da un Governo che, ormai giunto a fine Legislatura, non ha ancora compreso che lavorare per il bene del paese significa anche avere un confronto costruttivo con le opposizioni, cogliere le proposte utili e, soprattutto, essere conseguenti quando si prendono, anche se “solo” a parole, degli impegni con i colleghi di opposizione,  che con serietà e massima correttezza cercano di migliorare le normative vigenti.

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