Nicola Renzi: “Le parole chiave devono essere sviluppo e investimenti”

Nicola Renzi: “Le parole chiave devono essere sviluppo e investimenti”

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Occorre riformare Bcsm che non può essere un centro di potere burocratico sovradimensionato e consentire l’operatività delle banche nell’Eurosistema.

 

Il Segretario gli esteri uscente, Nicola Renzi, traccia un bilancio della legislatura e, allo stesso tempo, illustra alcuni punti del programma di Repubblica Futura.

Inizia ufficialmente oggi la campagna elettorale, Libera si è definita “l’unica forza che si può frapporre al conservatorismo, rappresentato dalla DC, ed al movimentismo”. Che ne pensa Rf?

“Guardi, il progetto di Rf è chiarissimo. Creare una forza che ha a cuore la tradizione ma che vuole innovare.

Una forza liberale e democratica che possa essere un punto di riferimento per molti Sammarinesi, per la concretezza, l’onestà e la progettualità. Riguardo a Libera, se il suo obiettivo era quello di opporsi all’asse Rete-Dc, perché mandare gambe all’aria in un sol colpo il progetto politico di Adesso.sm, l’unico progetto fino ad oggi che era riuscito a tenere all’opposizione tanto Rete quanto Dc?”

Insomma qual è il suo bilancio di questa legislatura?

“Per quanto riguarda la mia Segreteria, direi molto positivo. Certo i tempi della Politica Estera non sono quelli consueti di chi può da solo determinare le scelte, ma dipendono strettamente dai rapporti e dalle risposte degli altri paesi, istituzioni internazionali, ecc. Inutile dire che avrei voluto fare molto di più e inutile dire che senza i miei collaboratori e il Dipartimento Affari Esteri, nulla di ciò che abbiamo fatto sarebbe stato possibile. Poi c’è l’azione di Governo e maggioranza. Qui ho trovato persone motivate, coraggiose e leali e purtroppo altre che lo sono state meno. Ad ogni modo credo che il problema maggiore del nostro sistema istituzionale sia quello della collegialità delle responsabilità e della singolarità dei meriti. Mi spiego: credo sia necessario creare la figura di un Premier che possa scegliere le priorità, la propria squadra di Governo e rendere conto direttamente ai cittadini di ciò che ha fatto o non fatto”.

Ma oggi quali sono le priorità per il Paese?

“Per prima cosa il nostro sistema bancario e finanziario. Rf su questo ha le idee molto chiare. È necessario realizzare il progetto sulla gestione integrata degli Npl dell’intero sistema, magari anche utilizzando strumenti quali assicurazioni e riassicurazioni, il che ovviamente non vuol dire svendere i valori. Poi bisogna consentire l’operatività a banche, assicurazioni e finanziarie sammarinesi all’interno del mercato unico, attraverso l’Accordo di Associazione all’Ue e alla collaborazione con l’Italia. Bisogna creare un ufficio pubblico per le adeguate verifiche, in modo da rendere molto più snelle le procedure perché non è possibile da un lato parlare di crisi del settore bancario e dall’altro vedere mille ostacoli burocratici anche alla sola raccolta. Infine bisogna ridisegnare completamente la Banca Centrale che non può essere un centro di potere burocratico, non può restare totalmente sovradimensionata come è oggi e deve invece concentrarsi esclusivamente su una vigilanza indipendente e integrata con l’Eurosistema, oltre ad avere un Presidente sammarinese”.

Oltre al settore bancario, poi c’è il problema dei conti pubblici. È stata recentemente approvata la legge di bilancio per l’anno prossimo. Crede dia le risposte adeguate ai problemi del bilancio dello Stato?

“Devo essere molto sincero, e pur apprezzando il lavoro dello staff della Segreteria alle Finanze e degli uffici pubblici, credo proprio che questa legge sia stata il grimaldello per mettere fine all’esperienza di Adesso.sm.

Ricordate l’ordine del giorno che è stato votato dal Consiglio con l’obiettivo di fare partire il tavolo istituzionale? Quello è stato il momento che ha sancito la fine di una coalizione, di una maggioranza, di un Governo, barattati per un tavolo istituzionale. Quel tavolo ha prodotto un deficit di 30 milioni, una quindicina di decreti delegati, insomma più che una finanziaria un programma di Governo. Rimarco poi che sull’istituzione del cosiddetto tavolo quadripartito, quello che doveva sancire la concordia universale, Rete e Dc hanno votato contro. Insomma, valeva veramente la pena, se questi sono i risultati, porre fine alla legislatura? Io credo proprio di no”.

E lei quali proposte ha per mettere in sicurezza il bilancio dello Stato?

“Io credo che le parole chiave debbano essere sviluppo e attrazione degli investimenti. Dobbiamo sburocratizzare il mercato del lavoro, realizzare la comunicazione unica d’impresa per avviare immediatamente un’attività imprenditoriale demandando i controlli ex post, prevedere la possibilità nei settori non sensibili di avviare un’impresa con 1 euro di capitale sociale, ridurre gli oneri di costituzione delle società, abolire i minimi contributivi… tutte cose che stanno gravando sui giovani che vogliono fare impresa. Poi bisogna continuare a ricercare investimenti dall’estero. Infine credo che vadano aboliti anche i divieti per i pensionati di esercitare un’attività lavorativa saltuaria. Oggi la vita si sta allungando e non vedo perché una persona di 60 anni, dopo aver maturato il proprio diritto alla pensione, non possa, pur percependo la propria pensione, svolgere lavori occasionali e saltuari pagandoci sopra le tasse dovute”.

Nel vostro programma c’è un punto dedicato al Progetto Davos. Può spiegarci che cos’è?

“Certamente. Parte da una valutazione: tante volte parliamo della possibilità di organizzare meeting internazionali, conferenze di alto livello, convegni a San Marino. E io credo proprio che con la nostra storia e la nostra vocazione al dialogo, San Marino avrebbe molte carte da giocarsi in questo campo. Purtroppo però la mancanza di infrastrutture adeguate rende impossibile cogliere queste opportunità. Il Progetto Davos è quindi un grande progetto infrastrutturale, perché se da un lato vanno incentivati gli operatori già esistenti in Repubblica, dall’altro vanno ricercati nuovi investitori internazionali che in partnership con lo Stato possano realizzare importanti strutture ricettive. Inutile dire che questo cambierebbe veramente il volto del nostro Paese, anche dal punto di vista dell’attrattività turistica”.

Ma non c’è il rischio che queste rimangano solamente delle belle idee elettorali e che non vengano realizzate?

“Guardi, fa questa domanda a chi per realizzare il Polo della Moda, non solo ha fatto tante battaglie in parlamento ma poi ha anche vinto un referendum convincendo i sammarinesi sulla sua bontà. Ne ho sentite veramente tante negli anni, tutte voci di cassandre che sostenevano che non si sarebbe mai realizzato. Oggi credo che chiunque passi davanti al cantiere possa vedere che siamo veramente ad un passo dall’apertura. Con questo trascorso alle spalle posso dire molto serenamente che il Progetto Davos non solo è realizzabile ma che, in questa fine di legislatura, avevamo già trovato vari gruppi interessati, insieme allo Stato, a realizzarlo”.

Un ultimo tema che le sta a cuore?

“L’abolizione del precariato. L’ho vissuto sulla mia pelle e vedo che ancora oggi in due settori strategici per il Paese, come scuola e sanità, esso è ancora presente.

Nel programma di Rf potrete trovare una risposta concreta e fattibile per mettere fine una volta per tutte a questa ingiustizia”.

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