Il Governo e il Monopoli

Il Governo e il Monopoli

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A San Marino c’è qualche mattacchione che sta giocando a Monopoli?

È proprio il caso di chiederlo, data l’insistenza di voci di negoziati in corso per cedere immobili da decine di milioni di euro ad alcuni azionisti e dirigenti di una banca al centro di controversie giudiziarie.
Probabilmente si tratterà solo di voci, alle quali sarà il caso di dare poco peso e di porre solo un po’ di attenzione, qualora davvero il Governo volesse iniziare a giocare a Monopoli.

In più c’è l’annuncio, pare fatto dal Governo in zoommata, di essere intenzionato a chiudere la partita NPL – ossia i famosi crediti non performanti – in tempi brevissimi (si parla di settimane). Partita al cui centro ci sono immobili del valore di decine di milioni di euro -e non solo- in pancia al sistema finanziario.

C’è poi il controverso tema di un istituto di credito che ha iniziato la procedura di risoluzione nel 2019. Oggi, dopo mesi, naviga a vista, bruciando milioni, lasciando a piedi i dipendenti e mettendo serie ipoteche sul futuro del denaro dei risparmiatori, sacrificato in una operetta, messa in piedi per giustificare una crisi di governo.

Ultimo punto del Monopoli: il dominio sul più antico istituto del Paese. Qui si ricomincia da dove si è terminato nel 2016. Affiorano i vecchi saggi, sul cui ruolo attivo, e sui quali, ritornano a farsi fitte delle voci non molto positive.

Il Governo su questo tema tace.

Non una parola su quali intenzioni abbia, circa il rilancio o la ristrutturazione dell’istituto, se abbia in mente piani di aggregazioni o altro, su cosa dica -se dice qualcosa-, in merito, Bcsm, (sprofondata, a quanto pare, in un sopore placido ed euforico dopo le elezioni).

Neppure sul tema dei licenziamenti il Governo ha preso posizione.

Anzi, prima, per bocca di un suo membro, ha dichiarato che non sarebbero mai avvenuti, poi, tramite le dichiarazioni di un altro suo membro, ha scaricato tutto sul Cda della banca, cercando di far credere che, su un tema così delicato, strettamente connesso alla vision complessiva sul futuro dell’istituto, il Congresso di Stato, socio unico della banca, non abbia voce in capitolo, non abbia il dovere di esprimersi.

Evidentemente sono finiti i “bei” tempi in cui in Consiglio Grande e Generale si sapeva in tempo reale l’andamento dei consigli di amministrazione e c’era qualche buontempone che fisicamente andava anche in banca a urlare improperi e minacce all’indirizzo degli amministratori; imprese epiche, per le quali oggi proprio quei buontemponi dovrebbero essere giudicati dal Tribunale, frettolosamente messo in quarantena dall’altrettanto “eroico” Segretario alla Giustizia.

Certo, il Monopoli è un gioco piacevole, soprattutto se c’è solo un giocatore e se a pagare – senza limite – sono i cittadini (il 27 maggio 2020: con la tassa dei pensionati, la rata del TFR e i dipendenti pubblici ancora a stipendio ridotto; per non dire dell’intero settore privato, lasciato all’abbandono e senza alcun sostegno, in una situazione così difficile!).

Repubblica futura pretende un chiarimento per rispetto dei Cittadini, trasparenza verso il Paese e le componenti sociali.

Il Governo deve dire chiaramente se ha un progetto per il settore finanziario, per la sua stabilizzazione ed il suo sviluppo.

Se ci siano trattative per cedere immobili del valore di decine di milioni di euro e se, in carenza assoluta di informazioni e di un progetto complessivo, intenda riaccendere il progetto NPL, basato sul patrimonio immobiliare in pancia alle banche.

Repubblica Futura giudica pericolosa la politica economica del Governo. Mano destra protesa alla caccia di finanziamenti di centinaia di milioni, mano sinistra impegnata a spendere decine di milioni di euro in progetti bancari non ben esplicitati e protesa magari a concedere qualche prebenda.

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