Repubblica Futura ha depositato oggi i suoi emendamenti al progetto di legge di iniziativa legislativa popolare in materia di “fine vita”, facendo seguito ad un grosso lavoro di approfondimento interno e di confronto sia con i proponenti del progetto di legge di iniziativa popolare sia con il movimento politico Rete, che aveva depositato in precedenza un suo progetto di legge in materia.
Il tema del fine vita rappresenta una delle questioni più delicate e complesse che una società democratica sia chiamata ad affrontare. Esso coinvolge numerose dimensioni profondamente umane, quali la dignità della persona, la libertà di autodeterminarsi, il valore della vita, il ruolo della medicina e la responsabilità delle istituzioni, che richiedono un rapporto equilibrato e rispettoso delle diverse sensibilità etiche, religiose e culturali della nostra comunità.
Per questa ragione avremmo auspicato che su una normativa così importante e significativa per ogni componente della nostra comunità – in quanto suscettibile di toccare indistintamente, prima o poi, la vita di tutti – la maggioranza si aprisse ad un confronto ampio con tutte le forze politiche presenti in Consiglio, anche per facilitare il dibattito e le conclusioni in sede di commissione prima dell’approdo del testo in aula consiliare per la seconda lettura. Ciò non è avvenuto e ce ne dispiace, perché pensiamo che in tal modo la politica non abbia reso un buon servizio alla nostra comunità.
Abbiamo apprezzato da parte dei proponenti la volontà di definire un quadro normativo chiaro che assicuri certezza giuridica, rispetto della volontà del paziente e responsabilità condivisa tra cittadini, medici e istituzioni. Così come riteniamo importante offrire una cornice normativa alle cure palliative e alla creazione di un hospice, aspetti fondamentali e necessari per dare dignità e sostegno alle ultime fasi della vita, perché la vita vale la pena di essere vissuta con dignità fino all’ultimo respiro.
Quanto alle cure palliative, esse sono una risposta complessa e articolata ai bisogni delle persone in fase terminale e si basano sulla competenza clinica, sull’umanità e sul rispetto della dignità umana in ogni fase dell’esistenza. Esse devono essere un diritto fruibile per tutti i cittadini che ne abbiano necessità.
Nel contesto sanitario moderno l’hospice rappresenta una filosofia di cura. Non è il luogo dove si va a morire, ma uno spazio dove si è accompagnati a vivere il tempo che resta nella maniera più dignitosa e confortevole possibile. Non è un luogo di abbandono ma di cura attiva e attenta, che rispetta e accompagna con dignità fino alla fine il paziente ed i suoi familiari. In un’epoca in cui la sanità spesso si concentra sulla guarigione e sul prolungamento della vita, l’hospice ci ricorda che prendersi cura significa anche saper accompagnare, alleviare la sofferenza e onorare la vita fino al suo termine. Vogliamo dunque essere fiduciosi che dopo l’accoglimento dell’istanza d’arengo e la promessa del governo che l’hospice avrebbe rapidamente visto la luce, ciò avvenga davvero.
Quanto ai minori ed alle persone incapaci di decidere per sé stesse, abbiamo proposto modifiche finalizzate a salvaguardare i diritti del paziente, all’interno di un ambito ove diritto, medicina ed etica dialoghino per garantire decisioni giuste e sempre rispettose della dignità umana di ogni componente della nostra comunità.
Abbiamo inteso infine affrontare con equilibrio anche il tema del fine vita nelle donne in gravidanza, che rappresenta una delle questioni etiche, mediche e giuridiche più complesse della medicina poiché si devono affrontare decisioni difficili che riguardano due vite. Ogni caso deve essere valutato individualmente tenendo conto delle condizioni cliniche, della volontà espresse dalla donna nel momento in cui era in grado di assumere decisioni e della possibilità di sopravvivenza del feto.
Gli altri emendamenti sono di portata minore. Alleghiamo il testo degli stessi, così da renderli fruibili a tutti:
