Uno spettacolo avvilente

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Uno spettacolo avvilente

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Ricordate le dichiarazioni di inizio legislatura?

Condivisione, confronto, dialogo, capacità di fare scelte (anche impopolari, perché no?!) e soprattutto: risolvere i problemi in poche mosse e portare San Marino a…”stare bene di nuovo”!
Forze politiche così diverse – si diceva – sarebbero riuscite nell’epica impresa non solo di andare d’accordo ma anche di maturare una visione comune del paese per rimetterlo in carreggiata, nel giubilo generale.
Peccato però che a vedere la mattinata di martedì 3 novembre in Consiglio Grande e Generale, in cui si è discusso l’assestamento di bilancio, le premesse (anzi: le promesse) siano state tutte disattese.
Questo Consiglio ha sancito una sola cosa: le forze politiche della maggioranza dei 44 (gatti) stanno insieme solo per pochi reali motivi:
  • fare terra da ceci in Tribunale,
  • controllare i vari gangli nodali del paese,
  • tentare di aumentare i propri consensi,
  • cercare di distruggere l’avversario politico ad ogni costo, anche fornendo letture distorte e di comodo delle risultanze della Commissione d’Inchiesta su Banca Cis.

Non hanno una visione comune e un minimo accordo su nient’altro.

E lo si vede chiaramente al primo banco di prova politico, quello dell’assestamento di bilancio. In aula solo 30 presenti, con la minoranza che garantisce il numero legale (come spesso accade).
Così si inizia l’analisi degli articoli e degli emendamenti.

Spettacolo mai visto!

A fronte di tanti emendamenti presentati da maggioranza e Governo (e già questo è strano, di solito gli emendamenti vengono concordati prima e poi li presenta il Governo), ci si trova davanti al veto incrociato del Governo verso la maggioranza da un lato e dei partiti della maggioranza verso il Governo dall’altro: così un numero significativo di emendamenti viene ritirato.
Qualcuno si chiederà quale fosse il tenore di tali emendamenti, magari delle piccole sciocchezze?
Non è così: le proposte erano le più disparate.
Dalle modifiche alla LISF, la nostra legge madre sul sistema bancario e finanziario, fino alla regolamentazione dell’approvvigionamento del gas per le aziende sammarinesi, in cui è stato sostanzialmente annullato negli effetti ciò che aveva proposto RETE (tutto è stato infatti rimandato a un futuro Decreto senza impegni). Oppure, ancora, nuove forme di indebitamento del paese proposte sempre da Rete, con l’emissione di nuovi titoli di Stato per cifre di 200/300 milioni, che sono state ovviamente ritirate.
Così però il dubbio emerge e si concretizza:
  • sul debito, questo Governo e questa maggioranza dove vogliono trovare la liquidità necessaria?
  • Che strumenti vogliono mettere in atto?
  • Bond sui mercati, il FMI, emissioni di titoli riservate a sammarinesi che abbiano capitali fuori dal territorio, emissioni riservate ai soli cittadini e residenti, oppure con i “titani”?

Non si capisce più nulla, ed i richiami di associazioni di categoria come OSLA, USOT, ANIS, ma anche la dura lettera inviata oggi dalla Csu a tutti i consiglieri, dimostrano tutta la loro drammatica veridicità.

Sulle politiche industriali, come quella legata agli approvvigionamenti energetici, il Governo e la maggioranza che linea hanno?
Aiutare le imprese sammarinesi a stare sul mercato e a provare a farlo nella Repubblica di San Marino o complicare loro la vita costringendole, magari, a investire all’estero?
Assistiamo ad un Governo confuso, in balia di una maggioranza divisa ed incapace di fare sintesi. Tutto ciò mentre il momento delle scelte sarebbe davvero pressante…

Ed in attesa di soldi che non arrivano, questo assestamento si chiude con quasi 100 milioni di disavanzo (quasi il 7% del nostro PIL) sulle spalle della collettività, come ha candidamente ammesso il Segretario Gatti in risposta ad una nostra precisa domanda: c’è poco da stare allegri!

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