L’esito dell’inchiesta su Banca CIS e i tanti vuoti di memoria della maggioranza

L’esito dell’inchiesta su Banca CIS e i tanti vuoti di memoria della maggioranza

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L’esito dell’inchiesta su Banca CIS è finito come deciso da tempo dal tribunale interno della loggia Dc-Rete-Berti, peraltro già ampiamente preannunciato al congresso della Dc da Giancarlo Venturini, che evidentemente sapeva già come sarebbe finita la discussione in Consiglio.
La sentenza è che il Governo di Adesso.sm è colpevole di avere (citiamo il testo della maggioranza) “protetto nel tempo il disegno messo in atto dalla proprietà e dalla dirigenza di Banca CIS in collegamento con il gruppo Confuorti, con il commissario Alberto Buriani e attraverso gli organi apicali tempo per tempo vigenti ed in particolare la dirigenza di Grais, Savorelli e Siotto in Banca Centrale”.
Riportiamo alla lettera il disposto votato dalla maggioranza di PDCS – RETE – Motus Liberi-NPR ed ispirato da tale loggia perché, con poche parole, ha gettato nella spazzatura la relazione della Commissione d’Inchiesta e riscritto pro domo sua la storia dell’ultima legislatura.

Dopo avere battuto Repubblica Futura, Civico e SSD alle elezioni, la loggia è passata alla fase due: azzoppare l’opposizione, indurre qualche esponente dell’opposizione a recarsi con il capo cosparso di cenere verso i sicuri lidi della maggioranza e mettere in sicurezza l’alleanza di governo con una patente di moralità che non le appartiene, perché riunisce partiti e persone che negli ultimi 15 anni hanno lautamente banchettato al tavolo del sistema bancario, Banca CIS compresa.

  • Le pressioni di Marco Gatti sul Procuratore del Fisco?
  • La strana acquisizione di Cis da parte di Banca Partner e di Eurocommercial Bank da parte di CIS, sancita con crediti d’imposta senza limiti nel 2013?
  • Le strane operazioni della vigilanza Gumina?
  • Le richieste di assunzione di persone a lui vicine, fatte a Grandoni da parte di Marco Gatti?
  • Le sponsorizzazioni costanti di Banca Cis alla Festa dell’Amicizia?
  • Le partecipazioni societarie cedute gratis da Grandoni all’attuale consigliere della maggioranza Denise Bronzetti?
  • L’incredibile nomina di Grais e Savorelli fra il 2015 e il 2016 e quindi l’avvento in quegli anni del sistema di potere di Confuorti?
Tutto ciò era presente nella relazione unanime della Commissione di Inchiesta, ma tutto è sparito nei deliberati della maggioranza, fra vuoti di memoria, tanti, e molti omissis, in cui ha brillato come sempre l’avvocato dei Vip – quello che si trova sempre nel posto giusto al momento giusto per giustificare come “errori giovanili” le magagne della sua parte politica.
Per capire che l’equazione Banca Partner+CIS+ECB fosse prodromica a un disastro bancario non era necessario uno stregone.
Stupisce che il Consiglio Grande e Generale abbia sorvolato sulle responsabilità di BCSM nell’autorizzare le due fusioni.
Completo black-out anche sull’anno cruciale che ha acceso la bomba a orologeria di Banca CIS (2012 – 2013) in cui in tanti – politici, media, organizzazioni sindacali – hanno festeggiato i salvataggi della piccola e molto discussa Banca Partner che in 15 mesi trovò risorse economiche e umane per costruire un gruppo bancario 10 volte più grande delle sue dimensioni e a cui tanti chiedevano e ottenevano sponsorizzazioni (PDCS, federazioni sportive, enti benefici). Tutti lì, in coda, a chiedere soldi senza nessun problema e paura.
Francesco Confuorti al tempo esisteva?
Nessuno nella politica o nelle autorità di vigilanza aveva contezza che mentre gruppi esteri disinvestivano dal sistema finanziario un altro iniziava un lento take over che l’avrebbe portato a entrare nella stanza dei bottoni della finanza sammarinese?
E poi: Giancarlo Venturini, al governo dal 2008 al 2016, dov’era?
Conoscendo la sua nota meticolosità e iperattività stentiamo a credere che non si sia mai accorto di nulla.
Seguendo la tesi del suo nuovo idolo Roberto Ciavatta, è un incapace o un corrotto?
Non c’era anche lui nel Congresso di Stato che cacciò Caringi?
Non c’era anche lui nel Congresso di Stato – Segretario di Stato per gli Affari Interni – che licenziò il decreto salva ECB a favore del CIS? Che concesse a Banca CIS, caso unico fra tutti i crediti d’imposta concessi, un credito d’imposta senza limiti e scontabile dai contributi previdenziali che provocò anche un contenzioso con l’ISS?
Non c’era sempre anche lui all’atto della selezione e nomina di Grais e Savorelli e alla domanda di residenza di Siotto, accolta senza battere ciglio dalla Segreteria Affari Esteri del tempo?

Non era il partito guidato da Marco Gatti e Giancarlo Venturini ad avere orgogliosamente come sponsor Banca CIS durante le calde serate della festa dell’Amicizia?

Non era il governo, sempre lo stesso governo degli incontri con investitori ungheresi, in cui sedevano Giancarlo Venturini, Teodoro Lonfernini, Francesco Mussoni, che portò disgrazia ad Andrea Vivoli?
Il licenziamento di Giuliano Battistini non avvenne per mano della BCSM plasmata dal governo di Giancarlo Venturini & soci?
E non era ancora quel governo lì, in cui Venturini era anche Segretario di Stato per la Giustizia, che fece sparire Rita Vannucci dagli schermi radar del Tribunale per trasferirla alla Fondazione di Banca Centrale con un lauto e blindato stipendio; fondazione liquidata poi per gli stipendi da nababbo erogati ai vertici di BCSM?

Ci sarebbero tanti episodi da citare per onestà intellettuale rispetto a quanto accaduto e per rispetto del lavoro dei membri della Commissione d’Inchiesta, dei quali prendiamo atto che il Consiglio ha disconosciuto il lavoro provocando la legittima reazione di alcuni membri di maggioranza.

Il Consiglio Grande e Generale ha censurato il Congresso di Stato senza nemmeno che la Commissione ascoltasse Podeschi, Santi, Michelotti, nemmeno menzionati nella Relazione finale. Per inciso, ora che i lavori sono terminati, Marco Podeschi ci ha comunicato che ha chiesto per due volte di essere ascoltato dalla Commissione senza essere stato convocato.
La politica nell’epoca del coronavirus e della pandemia economica, come l’ha definita il capo del Governo Ciavatta, è questa: seppellire l’avversario con squallide accuse, protetto dal microfono del Consiglio Grande e Generale, ucciderlo dal punto di vista della reputazione; sputare con veemenza e aggressività – di chi dalla politica ottiene lo stipendio e vergognosi “omissis” sui suoi precedenti penali – enormi falsità nelle quali si scoprono le frequentazioni con il Commissario della Legge Alberto Buriani (di Ciavatta, non di altri).
Ma lui può, lui capisce, lui corregge, lui punisce; se poi le persone non fanno ciò che ordina (è noto nel movimento il vizietto di registrare i colloqui) scatta la punizione implacabile. Chiudere i giornali che non riportano le veline del governo, minacciare i giornalisti e le persone vicini ai partiti di opposizione.

Repubblica Futura ha voluto presentare un ordine del giorno in linea con i risultati della Commissione d’Inchiesta.

Abbiamo raccolto lo spirito finale della Commissione, certi che il plotone di esecuzione già pronto con il colpo in canna in Consiglio Grande e Generale ne avrebbe sovvertito esiti e analisi.
Il nostro è stato un documento propositivo, per chiudere le criticità sistemiche e stigmatizzare comportamenti di soggetti privati nella gestione di attività bancarie e soggetti pubblici – non sammarinesi – che impunemente possono relazionarsi con i servizi segreti, tessere ragnatele politiche per ribaltare governi, accordare consulenze strapagate a persone amiche e ricevere incredibilmente il plauso dal parlamento della Repubblica di San Marino.
Parlamento guidato dai due partiti che hanno trovato e nominato Grais e Savorelli e gestito la Segreteria di Stato per le Finanze ininterrottamente dal 2001 al 2016.
Ma tutto questo, capiamo, era meglio non dirlo alla gente…
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