The Market: la Segreteria di Stato diventa un ufficio di collocamento?

The Market: la Segreteria di Stato diventa un ufficio di collocamento?

Comunicati Stampa, News

Oramai siamo abituati, come forza di opposizione, a venire a conoscenza delle cose soltanto quando ne parla la stampa. Alla luce dunque delle ultime notizie sul fronte The Market, il cosiddetto Polo della Moda, non possiamo esimerci dall’esprimere qualche considerazione.
La prima, ovvia e scontata: ci auguriamo che le istituzioni facciano di tutto perché l’apertura di The Market possa avvenire quanto prima: troppo importante questa attività economica per il nostro sistema turistico, per l’indotto che può generare e anche per le ricadute sul bilancio dello Stato in un momento così complesso.
La seconda: sono tornati in auge gli accordi occupazionali, quella vecchia abitudine (che nella scorsa legislatura avevamo eliminato) per cui la Segreteria di Stato diventa un ufficio di collocamento e decide, a seconda dell’impresa e dell’imprenditore, quante assunzioni di frontalieri e di sammarinesi può fare. Dopo l’abolizione della liberalizzazione delle assunzioni sta tornando in auge quel modello in cui, di fatto, si dice alle imprese che vogliono insediarsi a San Marino che devono andare a fare la processione dal Segretario di Stato se vogliono poter lavorare in maniera efficiente a livello di personale: l’esatto contrario di un sistema competitivo e con la certezza delle regole!
Terza considerazione. L’analisi della situazione dei disoccupati sammarinesi non è stata una invenzione dell’attuale Segreteria di Stato ma è un processo che è partito nella precedente legislatura, nel 2018, grazie alla collaborazione fra l’allora Segreteria di Stato, Dipartimento Economia e Ufficio Politiche Attive del Lavoro. Si era compreso che buona parte dei disoccupati sammarinesi disponibili a lavorare nel settore commerciale non aveva sufficienti competenze (in particolare a livello di conoscenza adeguata dell’inglese ma anche di approcci comportamentali ed altro) per poter lavorare da subito in una realtà dove ci si attende una clientela principalmente straniera e di alto livello. Proprio per questo, erano stati impostati precisi percorsi formativi per gli iscritti alle liste del lavoro ma anche, in generale, per chiunque volesse provare a occuparsi in questo nuovo progetto, con l’utilizzo di società abilitate a formare persone proprio per gli outlet di alto livello. La fine della legislatura ha bloccato l’avvio dei percorsi formativi (se si eccettuano alcuni percorsi legati alla conoscenza di base dell’inglese, che erano andati avanti) e non abbiamo nessuna notizia sul fatto che nel corso del 2020 si sia proceduto in tal senso. Se ciò fosse confermato, sarebbe una enorme occasione persa per formare (e quindi occupare) lavoratori sammarinesi e residenti all’interno del progetto Polo della Moda, di cui le responsabilità sono ben chiare.
Quarta considerazione. L’abolizione della liberalizzazione delle assunzioni, operata dall’attuale Segreteria di Stato, solo per questo progetto porterà lo Stato a dover rinunciare a circa 150.000€-200.000€ all’anno di introiti che sarebbero derivati dal pagamento del 4,5%, che certamente molte aziende del Polo avrebbero utilizzato pur di potere saltare tutta la burocrazia legata alla verifica nelle liste. E, come si vede, anche senza il 4,5% l’effetto è il medesimo: verranno assunti in gran parte frontalieri ma dopo la processione in Segreteria di Stato per fare l’accordo occupazionale e senza alcun introito per lo Stato.
Quinta e ultima considerazione: 139 persone avrebbero rifiutato di occuparsi all’interno del Polo, la maggior parte perché non interessata o perché non disponibile a lavorare nei festivi e a fare addestramento fuori territorio, riporta un servizio di Rtv. Domanda: qualora queste persone usufruiscano di ammortizzatori sociali, si è proceduto a cessarne l’erogazione, dato che non è possibile rifiutare occupazioni compatibili col proprio livello di esperienze e competenze?
Sarebbe molto utile, data la portata dell’investimento, avere un riferimento dal Segretario di Stato in Consiglio su tutte queste vicende, senza venirle a conoscere dai giornali. Ma sappiamo già che, visto il modus operandi di questo Governo, la nostra resterà una speranza vana.

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