Rete e il Polo della Moda

Rete e il Polo della Moda

Comunicati Stampa, News

L’annuncio della prossima apertura del Polo della Moda deve avere mandato fuori di senno Rete, in passato furiosa oppositrice di questo investimento e che ora, invece, in un comunicato bolla come diffamazione il ricordo dei suoi attacchi contro i promotori dell’iniziativa con il relativo campionario di insulti a carico del governo di allora (2012-2016), parte del quale oggi è alleato con Rete.

I fatti, come tutti sanno, testimoniano che Rete fece di tutto perché il Polo non nascesse, promosse un referendum per distruggere il progetto e poi, perso il referendum, raccontò in lungo e in largo che il Polo non avrebbe mai aperto e sarebbe rimasto una cattedrale nel deserto. La realtà è che Rete mastica amaro: la sconfitta referendaria brucia ancora e la notizia dell’imminente inaugurazione ha gettato nello sconforto i “duri e puri” delle retrovie ciavattiane che tentano miseramente di far passare la bufala che raccontare questa storia di ordinaria follia (di Rete) è “un esercizio per manipolare l’opinione pubblica”.

Il racconto di Rete è più sconclusionato che mai. Cita episodi del 2007 quando il Polo della Moda non era nemmeno nella mente di Dio; afferma che sul Polo della Moda è nata l’alleanza di Adesso.sm e allora non si comprende perché di quella alleanza non abbia fatto parte la Dc che è sempre stata favorevole al Polo; dedica un passaggio anche alla Commissione d’Inchiesta su Banca Cis omettendo naturalmente il fatto che Banca Cis era sponsor della Festa dell’Amicizia, che l’attuale Segretario alle Finanze Marco Gatti chiedeva via sms a Marino Grandoni di assumere certe persone in banca, che Antonella Mularoni fu l’unico esponente del governo 2012 – 2016 che manifestò la sua contrarietà alla designazione di Grais quale Presidente di Banca Centrale e che sempre in tale governo la stessa collaborava, a cominciare dalla realizzazione del Polo della Moda, con i colleghi Giancarlo Venturini, Teodoro Lonfernini, Francesco Mussoni, Pasquale Valentini e Iro Belluzzi.

Nel governo della legislatura 2012-2016 venne appunto avviato il progetto di The Market e Dc, Psd, Alleanza Popolare gettarono le basi affinché un gruppo di imprenditori esteri scegliesse la Repubblica di San Marino per un investimento del valore iniziale di 100 milioni di euro. Un merito di quel governo e di quella maggioranza, in seguito validato dal referendum del 2016 quando i cittadini valutarono positivamente l’iniziativa, che avrebbe visto in caso di esito contrario l’approdo in altri lidi, a noi vicini, senza arrecare alcun effetto positivo alla economia del nostro paese.

E’ un onore dare alla sola Antonella Mularoni il merito della realizzazione del Polo della Moda ma non è così. Fu un lavoro corale del governo e della maggioranza Dc-Psd-Ap e va riconosciuto che anche alcune forze di opposizione, come Unione per la Repubblica, Civico 10 e Sinistra Unita, ebbero un atteggiamento costruttivo in alcuni passaggi consiliari, in campagna referendaria e negli incontri promossi dagli investitori con le forze politiche. E proprio in occasione di uno di questi incontri Rete, alla mail di invito di The Market, rispose con una mail di insulti, tanto per rimanere in linea con il proverbiale disprezzo di quel movimento nei confronti di imprenditori che con capacità, caparbietà e pazienza sono riusciti a portare a compimento il loro progetto attraverso tre legislature, un referendum e una crisi bancaria (Banca Cis) che comportò lo stop ai cantieri per alcuni mesi.

Se per dare un tonico a un movimento, ormai diventato la caricatura di se stesso e la cui caduta di consensi è verticale, serve un comunicato strampalato come quello sul Polo della Moda, ne prendiamo atto.

Ci saremmo aspettati almeno parole di apprezzamento per imprenditori esteri che in piena pandemia aprono un’attività con un investimento finanziato in proprio (non dallo Stato!) di almeno 100 milioni di euro e con un’opzione di espansione per altri 50 milioni nei prossimi anni. E che già in questi anni hanno dato lavoro a tante imprese sammarinesi, che forse senza quel cantiere avrebbero chiuso i battenti.

Indichiamo le cifre per dare le dimensioni di un progetto, cifre che sono di poco inferiori a un terzo del valore delle obbligazioni emesse dal governo di cui Rete è parte e che non sappiamo come saranno investite. Ma il modello di sviluppo, al quale fa vagamente riferimento un giovane virgulto retino, è quello delle piantagioni di cannabis ad uso ludico?

Repubblica Futura ha sempre avuto un atteggiamento favorevole allo sviluppo dell’economia attraverso l’attrazione di investimenti esteri. E abbiamo condiviso con gli alleati tutte le iniziative su questo versante, a cominciare dal Polo della Moda.

Il resto lo lasciamo alle chiacchiere di Rete che ogni tanto diffonde comunicati di puro folklore e si guarda bene dal ricordare i tempi delle arance per festeggiare l’arresto di qualche esponente democristiano, i tempi di appoggio ai “no vax”, delle manifestazioni di piazza e delle incursioni in Cassa di Risparmio con relativi procedimenti penali stoppati una volta raggiunto il potere; i tempi della decrescita felice e del giornale di partito dove si tuonava contro gli attuali colleghi di governo e di maggioranza, oggi alleati di ferro di una Rete al guinzaglio.

Ricordi ormai lontani per chi ha dimostrato e dimostra una capacità di governare prossima allo zero e un rispetto inesistente verso cittadini e imprenditori.

E anche una certa dissociazione fra il dire e il fare: invitiamo infatti i virgulti del Movimento e chi scrive i suoi comunicati stampa ad andarsi a leggere la delibera del Congresso di Stato n. 58 del 29 dicembre 2020 (per fortuna non secretata, come invece purtroppo in questa legislatura avviene per molte altre delibere che sarebbero di pubblico interesse!!!) e di andare a vedere chi sono i soci e chi è il legale rappresentante della società da cui il Governo ha recentemente deciso di acquistare una porzione di terreno a Rovereta. Forse i rappresentanti di Rete al governo il 29 dicembre 2020 dormivano o si stavano preparando ai festeggiamenti di Capodanno, nonostante la pandemia…

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