Spending Review: l’intervento di Mara Valentini

Spending Review: l’intervento di Mara Valentini

Mara Valentini

Intervengo su questo comma riguardante il piano esecutivo pluriennale di revisione della spesa pubblica ampiamente illustrato dal Segretario di Stato Zanotti e mi complimento con lui e con il gruppo di lavoro per l’elaborazione di questa relazione che ci da una visione globale della razionalizzazione della PA e spero che il lavoro  prosegua nel migliore dei modi, perché  non sarà un impegno da poco e il lavoro è appena cominciato.

Ho letto molto attentamente la presentazione del piano pluriennale e l’insieme di interventi finalizzati alla spending review, interventi molto delicati e strategici.

Oggi dobbiamo convenire che è doveroso e indispensabile andare verso un modello di Pubblica Amministrazione volto a ridurre le spese  e riqualificare i ruoli del personale e  i servizi.

Io credo Colleghi Consiglieri, e ne  siamo tutti consapevoli, che lo sforzo più grosso è e sarà quello di cambiare la forma  mentis, il significato intrinseco di Amministrazione Pubblica,  publicus cioè per il popolo, per la collettività, dunque una nuova coscienza del significato del lavoro pubblico.

Una rivoluzione culturale e innovativa le cui fondamenta dovranno essere identificate in poche ma fondamentali punti cardine:  formazione, valutazione, meritocrazia, razionalizzazione, informatizzazione.

Per anni la Pubblica Amministrazione,e in partiolare il Contratto Privatistico sono   stati il contenitore per eccellenza  di consensi politici cosicchè si è creato uno stato patologico della struttura e dello stato sociale tutto generando a cascata malessere strutturale e anche umano.

Una discrepanza tra chi lavora nel sistema pubblico e chi invece è inserito nel privato che purtroppo va a discapito di lavoratori seri, preparati della PA consapevoli che la certezza del lavoro e della stabilità sia già di se oggi una prerogativa al benessere.

Si va oggi verso una Pubblica Amministrazione diversa perché quella odierna non rispondendo più al nuovo modello di welfare richiederà  nuove e urgenti modifiche e una razionalizzazione che, pur proteggendo i posti di lavoro dovrà  configurare alcuni nuovi settori unificati, una nuova gestione del personale volta ottenere una maggiore resa e maggiori risposte in termini economici e qualitativi.

E’ urgente procedere con l’ottimizzazione delle procedure con accorpamenti, riduzione degli organici funzionali e attraverso una maggiore razionalizzazione della distribuzione delle risorse umane e anche degli stessi materiali a disposizione della Pubblica Amministrazione.

La riduzione della spesa non dovrà incidere in alcun modo né sulla quantità né sulla qualità dei servizi erogati, anzi dovrà andare incontro al miglioramento dell’efficienza della PA

Razionalizzare gli assetti strutturali della PA mediante anche il riordino delle competenze degli uffici, l’eliminazione dei doppioni oltre che una unificazione delle strutture logistiche e strumentali  che risultano simili.

Un altro punto che ho apprezzato molto in questa accurata  analisi della rivisitazione della struttura amministrativa e del fabbisogno  sono la rivalutazione dei bandi di concorso interni e allargati,  che comunque ristabiliscono un serio approccio al posto di lavoro in base a titoli e meritocrazia, perché negli anni l’uso indiscriminato e utilitaristico politico della chiamata diretta aveva o meglio ha generato, soprattutto nelle giovani generazioni sconcerto e mancanza di fiducia negli organi predisposti non solo a quelli incaricati alla selezione ma purtroppo anche nelle Istituzioni in genere.

Molto spesso questo ha provocato la fuga dei nostri giovani all’estero  alla ricerca di risposte più eque e rispettose dei loro curricula e abilità professionali.

Anche questo fa parte di una nuova e giusta etica  che si vuole ripristinare , etica in cui il rispetto della persona deve essere al centro anche della vita pubblica, dove, per ottenere un diritto non si debba usare la prepotenza, o la minaccia di andare sui giornali, dove non si debba usare il modello clientelare e quindi essere sudditi di un partito per avere un posto di lavoro, ma regole chiare e selezioni attraverso bandi di concorso pubblici trasparenti

Sono consapevole che questa nuova riorganizzazione e revisione della struttura amministrativa richiederà tempo , intanto ho apprezzato molto le nuove prime  proposte di accorpamento: Ufficio Filatelico e Numismatico e Poste S.p.A, L’Ufficio di Statistica e il Controllo di gestione nel dipartimento Finanze e Tesoro. Il centro Naturalistico all’UGRAA.

Come ho riferito nell’intervento della settimana passata anche l’Istituto Sicurezza Sociale ha bisogno di essere rivisto in un ottica più efficiente sia in termini di struttura amministrativa che di servizi. Gli accorpamenti anche all’ISS sono indispensabili, perché mantenere piccoli centri di servizi non risponde più ai bisogni  e produce una spesa eccessiva che non possiamo più permetterci. E, devo anche dire che la struttura  per ciò che concerne le risorse umane comincia ormai a dare segni di malessere, anche chi lavora all’interno ha bisogno di efficienza , di riorganizzazione   dell’amministrazione, per dare pìù e migliori servizi.

Aspettiamo a breve l’ Atto Organizzativo dell’Istituto Sicurezza Sociale, entro il 31 di luglio sicuramente darà risposte adeguate non solo volte  alla riduzione della spesa  ma anche proposte e politiche sanitarie rivolte alla incentivazione e allo sviluppo di nuove entrate. L’aumento della spesa sanitaria costituisce un fenomeno generalizzato che caratterizza tutti i sistemi sanitari moderni  e le cause sono comuni, è dunque doveroso pensare a nuove forme di   forme di introiti economici , come non pensare a questo riguardo alla riorganizzazione del Servizio Farmaceutico, che da centro di costo  potrebbe diventare  un centro produttivo di entrate.

In ultimo  una riflessione che faccio suul’ISS, ma che vale per tutta la PA , sono queste organizzazioni che non possono prescindere dalla valorizzazione  delle professionalità presenti .

Il fattore umano è un elemento strategico che influisce direttamente sulla qualità e quantità dei servizi, quindi la politicadel personale deve offrire il riconoscimento professionale e il senso di appartenenza

Senza questo cambiamento culturale le strategie di rinnovamento e razionalizzazione potrebbero avere   difficoltà nella strategia della   messa in opera.

Grazie .

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