RETE: come sempre manganelli, minacce e insulti

RETE: come sempre manganelli, minacce e insulti

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Prendiamo atto del sigillo messo da RETE sulla relazione della Commissione d’Inchiesta su Banca CIS, col quale cerca di ritrovare lo smalto dei tempi migliori quando con minacce, insulti e dileggi si è fatta largo sgomitando per avere una comoda poltrona di governo.

Se la Commissione d’Inchiesta, compresi i membri di Rete, aveva invitato tutti ad un atteggiamento costruttivo e propositivo in chiusura della sua relazione, ed a ragionare tutti assieme su come tutelare il sistema e come migliorare le norme affinché certi eventi non ricapitassero più, Rete – come sempre – se ne frega e preferisce tirare fuori la solita litania di false accuse al Governo di adesso.sm, e a Repubblica Futura in particolare, che invece il lavoro della Commissione d’Inchiesta ha clamorosamente smentito dopo una analisi di quel periodo seria e intellettualmente onesta.

Ed allora ecco nomi e accostamenti fatti su misura per gettare fango su Repubblica Futura e silenzio sugli imbarazzanti coinvolgimenti di politici alleati, alcuni tuttora presenti in Consiglio, che con Grandoni avevano rapporti politici ed economici strettissimi.

Curioso che nel bel mezzo del ritorno del COVID a San Marino, senza chiare decisioni su cosa accadrà nei prossimi mesi sia in termini economici che di sicurezza sanitaria, RETE, con la responsabilità politica di Interni e Sanità, abbia avuto anche il tempo lanciare il proprio anatema verso tutto e tutti: giudici, movimenti politici, testate di informazione e chi più ne ha più ne metta, senza analizzare neanche per un attimo cosa viene scritto nella relazione ma con la disonestà intellettuale di attaccare solo chi dissente dalla linea di Rete.

Repubblica Futura farà le proprie valutazioni in sede di dibattito in Consiglio Grande e Generale per rispetto dei lavori condotti dai commissari, anche quelli di RETE.

RF non ha amici da difendere, opera nelle istituzioni affinché lo stato di diritto si affermi e la giustizia e la divisione dei poteri siano effettive, la libertà di informazione sia sempre garantita soprattutto per le testate sammarinesi che rispettano le norme sull’editoria.

Respingiamo la politica dei manganelli e delle minacce che oggi, vestita in elegante velluto nero, tenta di darsi una dignità di governo insieme ai partiti alleati protagonisti – con alcuni loro esponenti passati e presenti – delle narrazioni della Commissione d’Inchiesta.

Sarà un caso che RETE ometta di menzionare un illustre esponente di maggioranza che, immaginiamo, partecipa insieme a RETE al disegno del sistema finanziario e della giustizia e progetta le scelte per il futuro della Repubblica?

RF si augura invece che nel dibattito si possano raccogliere gli auspici della Commissione in cui maggioranza e opposizione hanno trovato una sintesi espressa nel capitolo “alcune valutazioni e raccomandazioni finali”: la capacità di uscire dalla narrazione mendace raccontata per mesi ai cittadini, di cessare la strumentalizzazione su vicende rispetto alle quali il governo e la maggioranza di allora non hanno avuto nulla a che fare e la necessità di affrontare con lucidità il tema dei presidi al sistema finanziario nazionale per evitare che, spente le luci sulla relazione finale della Commissione e abbassati i polveroni usati solo a fini elettorali, non siano sempre e solo i cittadini a pagare il salato conto dell’ennesimo dissesto bancario.

Una conclusione in cui noi ci ritroviamo pienamente perché, pur sapendo di essere un partito che non ha mai avuto alcun suo rappresentante implicato in rapporti economici e d’affari con i poteri forti di questo Paese (ed anche questa relazione lo conferma ancora una volta), né alcun indagato o rinviato a giudizio (al contrario di Rete e degli alleati di Rete), e quindi pur avendo certamente titolo per sottolineare le responsabilità altrui (che invece ci sono e sono grosse), crediamo che sia tempo di guardare oltre e trovare gli antidoti giusti contro le degenerazioni del nostro sistema finanziario che oramai tre Commissioni d’Inchiesta e svariate indagini hanno fatto emergere.

Un sistema finanziario senza controllo, creato e foraggiato dagli attuali alleati di Rete che non lo hanno mai rinnegato, anzi, hanno continuato a piazzare i loro uomini in posti strategici, compresi Grais e Savorelli che certamente non saranno capitati a San Marino per caso.

Repubblica Futura si concentrerà su questo nel dibattito consiliare, sperando che tutti sappiano fare lo stesso. Perlomeno quei soggetti politici che non vivono con la bava alla bocca come Rete.

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