La seconda ondata

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La seconda ondata

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Ci si consenta qualche veloce commento circa la conferenza stampa del Congresso di Stato di oggi.

Continuiamo ad essere un po’ interdetti da come questioni così delicate vengano gestite dal Governo, che sembra più preoccupato dagli annunci che non dall’effettività di certe decisioni e dall’efficacia delle sue azioni.

Basti, a tal proposito, ricordare gli annunci in pompa magna dell’estate scorsa, in cui è stato frettolosamente proclamato San Marino come Paese Covid-free, sono stati eliminati tutti gli elementi di prudenza comportamentale (obbligo di mascherine, divieti di assembramenti), sono stati organizzati eventi da parte dello Stato stesso ad altissimo tasso di assembramento, ecc…. azioni che certamente non hanno aiutato a creare nella cittadinanza una consapevolezza della situazione ed un senso di responsabilità che invece, oggi, sarà essenziale ricercare con forza.

È notizia di oggi, infatti, che il Governo ha scelto, davanti all’aumento forte dei contagi anche da noi, di puntare sostanzialmente sulla responsabilità dei cittadini.

Di fronte a quanto sta accadendo in Italia, con l’arrivo di un sostanziale lockdown settoriale, il Governo sammarinese sceglie di lasciare tutto aperto e puntare sui comportamenti individuali delle persone, aumentando i controlli sul rispetto delle buone pratiche da tempo rese note (e completamente dimenticate, in primis dal Governo, in estate).

In linea di massima non abbiamo obiezioni rispetto a queste determinazioni. Già nella prima ondata del virus avevamo apprezzato la scelta di non chiudere tutto, mantenendo aperti ampi settori della nostra economia.

Oggi è ancor più doveroso permettere alle attività economiche, che hanno compiuto cospicui investimenti per adeguarsi alle prescrizioni dettate dalle autorità fra Maggio e Giugno, di continuare a lavorare (ovviamente in sicurezza): anche perché, vista l’assenza di misure di sostegno messe in campo dal Governo nella prima fase, evidentemente una nuova chiusura non si potrebbe reggere e provocherebbe la fine di tante attività.

Tutto questo vale se, però, i controlli funzioneranno davvero, se saranno efficaci ed anche “duri” nei confronti di chi, ancora, violerà le norme di comportamento dettate ed oramai note.

Questo dipende strettamente dal Governo e dal mandato che darà alle forze dell’ordine sul punto: non possiamo più permetterci assembramenti, non possiamo più permetterci persone senza mascherine tutte attaccate nei locali, non possiamo più permetterci una scarsa attenzione a queste prescrizioni se vogliamo continuare a tenere aperto.

Da forza di opposizione responsabile, soprattutto su tematiche così decisive per il futuro del nostro Paese, continuiamo a renderci disponibili al confronto sul da farsi. In un Paese normale queste informazioni le apprenderemmo non dalle conferenze stampa o dai comunicati, ma direttamente dal Governo in apposite sedi di confronto: ma qua sembra che sia chiedere troppo, ed il Governo preferisce agire a colpi di annunci, ancora una volta.

I dati sui contagi non fanno ben sperare e se i controlli annunciati non funzioneranno, temiamo che si possa piombare in una fase decisamente tragica per il Paese. In questo caso non faremo alcuno sconto, perché è responsabilità dei decisori politici che tutto funzioni al meglio.

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