Una brutta pagina della storia istituzionale del Paese

Una brutta pagina della storia istituzionale del Paese

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La seduta del Consiglio Grande e Generale di ieri è stata l’ennesima occasione persa dal governo e dalla maggioranza per fare ammenda rispetto ai giganteschi errori commessi sulla giustizia.

Non ci aspettavamo certo che la maggioranza scaricasse il Segretario di Stato per la Giustizia, né che – con i numeri bulgari di cui dispone e il voto palese – potessero nascere incrinature. Troppi gli interessi e forte la voglia di archiviare un dossier che ha lasciato qualche mal di pancia in maggioranza per la veemenza con la quale è stato resettato il Tribunale.

Il gruppo consiliare di RF, insieme a Libera, ha posto in essere l’iniziativa istituzionale più logica e sensata in queste condizioni e non perché siamo frustrati, come annunciato con il petto gonfio da una consigliera di maggioranza. Frustrata sarà lei che ha sognato e sogna giorno e notte di approdare alle poltrona di pelle bianca ora occupata da Roberto Ciavatta.

Né ci dobbiamo vergognare come ha detto l’avvocato dei vip, colui che lega il suo successo professionale alla politica e che quando si parla di giustizia – anziché tacere per i suoi conflitti di interesse – si muove con la leggiadria di un elefante in un negozio di cristalli.

Siamo distanti e, lasciatecelo dire, rimasti attoniti di fronte alle ricostruzioni dei fatti da parte di alcuni membri di governo e consiglieri di maggioranza, più frutto di insonnia notturna che di eventi reali avvenuti di giorno, in cui hanno anche dimenticato cosa avevano detto e fatto PDCS, RETE, PS e PSD nella scorsa legislatura.

Quando si compie un delitto perfetto i colpevoli devono avere un alibi a prova di bomba: il delitto perfetto della distruzione del sistema giudiziario sammarinese, opera di Massimo Andrea Ugolini, del suo governo e della maggioranza che lo sostiene, è stato meschinamente mascherato dietro la foglia di fico del nuovo dirigente del Tribunale Unico per indorare la pillola di atti politici e istituzionali indecenti, studiati scientificamente a tavolino per riportare antichi status quo, compiere vendette e bloccare processi scomodi.

Non è stata ieri una bella pagina nella storia istituzionale del Paese.

Un membro di governo e un consigliere rinviati a giudizio, nonché gli avvocati difensori della maggiore beneficiaria delle azioni poste in essere sulla giustizia, sono intervenuti in un dibattito consiliare al quale, in un Paese normale, non avrebbero dovuto prendere parte.

Il Segretario di Stato Ugolini, oggetto della mozione di sfiducia, ha usato la tecnica della “palla lunga e pedalare” evocando le riforme da fare. Chissà se la signora che cambia le serrature in Tribunale sarà d’accordo?

Repubblica Futura continuerà a prestare la massima attenzione su questo tema poiché lo riteniamo centrale in un sistema democratico e alla base di ogni ragionevole progetto di sviluppo economico.

Repubblica Futura, spinta da tanti cittadini che ci hanno espresso in vari modi vicinanza, valuterà nei prossimi giorni le iniziative politiche e istituzionali più adeguate per manifestare il nostro dissenso e monitorare ogni atto che il Segretario di Stato per la Giustizia Massimo Andrea Ugolini farà.

Nel frattempo, diamo appuntamento all’iniziativa “60 minuti” di giovedì 15 ottobre, alle ore 18.30, presso la sede di Repubblica Futura e in diretta streaming sulla nostra pagina Facebook, in cui spiegheremo quanto è accaduto e ancora sta accadendo in Tribunale.

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