Non c’è limite al ridicolo!

  1. Home
  2. chevron_right
  3. News
  4. chevron_right
  5. Non c’è limite al ridicolo!

Non c’è limite al ridicolo!

News

Ora è ufficiale: per questo governo non esiste limite al ridicolo!

Come commentare diversamente le ultime uscite del Segretario alle Finanze relativamente al rating appena emesso da Fitch in cui San Marino resta classificato BB+ con outlook negativo? In soli 3 giorni, infatti, Marco Gatti è stato protagonista di una escalation trionfalistica vicina all’allucinazione.

Non più tardi di sabato scorso commentava che “ci saremmo aspettati un outlook differente, un giudizio più lusinghiero”, dimostrando quanto viva sulla luna (pensare che fosse possibile migliorare l’outlook del Paese quando stiamo per caricarci sulle spalle un debito assolutamente insostenibile per San Marino, non può che essere la prova che Gatti non abita sulla Terra). Ieri ha sparato un comunicato ancora più assurdo, quasi demenziale.

Ha parlato di “reazione straordinaria” al Covid, ma nessuno ha capito a cosa si riferisse, almeno dal punto di vista economico: il FMI, proprio ieri, ha stimato un calo del PIL per San Marino nel 2020 dell’11%, una recessione record a livello europeo, e lo stesso Gatti ha confermato un calo delle entrate previsto al 10%, se basterà; del resto, non poteva essere diversamente, visto che l’economia è stata lasciata al suo destino senza mezza misura di sostegno post Covid.

Ha sottolineato che “determinanti” sarebbero state le scelte del governo per impostare interventi significativi in settori strategici e riforme, e nessuno ha capito quali siano. Forse l’emissione obbligazionaria?

Osserviamo che l’arrivo dei 300 milioni era dato per buono in luglio, poi in agosto, infine a settembre… e non si sa ancora nulla, mentre rimangono top secret gli stratosferici compensi a JP Morgan e Rothschild (che nei corridoi di palazzo vengono definiti “milionari”).

Ma Marco Gatti ha un progetto in testa o è vittima della classica sindrome democristiana del “tirare a campare”?
Tuttavia la parte più divertente, e tragica nello stesso tempo, è il passaggio del comunicato in cui Gatti elenca in pompa magna quattro interventi che, a suo dire, sarebbero stati decisivi per il giudizio di Fitch, prendendosene ovviamente i meriti. 
Peccato che tre interventi fra i quattro citati non siano assolutamente figli di questo governo ma siano progetti impostati e avviati nelle precedenti legislature: il Polo della Moda e il progetto Fibra Ottica (legislatura 2012-2016), il progetto di sviluppo del settore turistico legato al wellness (legislatura 2016-2019).
Sul Polo della Moda il Segretario alle Finanze dimentica di essere al governo con i nemici storici (RETE) di questa iniziativa imprenditoriale e nasconde i tentativi decisamente poco eleganti fatti nella passata legislatura dal suo partito per impedirne la realizzazione; mentre il progetto benessere, nato e sviluppato per merito del tanto vituperato Augusto Michelotti, pare ora avere raggiunto credibilità grazie a Gatti (ma i cognomi, a volte, fanno la differenza!).
Resta oscuro, invece, cosa intenda per i “nuovi investimenti nel settore dei giochi”. 
È vera la voce dell’arrivo di una multinazionale americana fortemente caldeggiata da una parte del governo? La gestione dei giochi diventerà privata? Dopo le innumerevoli abdicazioni sull’altare della Dc, RETE cederà anche al fascino oscuro della roulette?
A Gatti – come al celebre zio, quello della “terra da ceci” tanto per capirci – piace scherzare col fuoco, affrontando temi complessi con totale superficialità. La stessa superficialità con cui sono stati annunciati i progetti di rilancio di Carisp e degli NPL mentre non sappiamo dove sia finito il piano AQR per il sistema bancario oppure quando lo Stato rileverà Banca Nazionale Sammarinese o a che punto sia il memorandum con Banca d’Italia su cui zio e nipote puntano tanto.

E le riforme? Piccoli e grandi argomenti di cui non c’è traccia nel comunicato trionfalistico di Gatti.

La realtà è che Fitch continua a guardare con preoccupazione alle criticità di questo Paese, che stanno aumentando grazie all’azione dell’attuale governo.

E grazie al fatto che non c’è mezza idea per risollevarne le sorti, come dimostra il comunicato della Segreteria Finanze che identifica solo progetti passati senza una idea di qualcosa per il futuro.
Fortunatamente al Paese rimangono alcuni punti di forza che ci “salvano” da giudizi più negativi. Speriamo che il Governo non faccia piano piano sparire anche quelli.
Articolo precedente
Una brutta pagina della storia istituzionale del Paese
Articolo successivo
Due pesi e due misure

Menu