Strampalate verifiche agostane

Strampalate verifiche agostane

Comunicati Stampa, News
Come un fulmine a ciel sereno, qualche settimana fa, su richiesta – ora lo si sa con certezza – di Rete, è partita la verifica di Governo (o di maggioranza?) più strampalata della storia. Intanto perché a voce, da parte di tutte le forze politiche della maggioranza, nonostante vari inconvenienti capitati in Consiglio Grande e Generale – di cui la questione delle alienazioni di terreni pubblici in favore di aziende in espansione è stato solo un esempio – veniva diffuso ottimismo e sostenuta piena armonia di intenti.
Insomma, un po’ tutti, compresi molti Consiglieri di maggioranza, si sono chiesti cosa stesse succedendo. È partito il teatrino della politica: dichiarazioni democristiane tese a gettare acqua sul fuoco, precisazioni retine tese a mantenere alta la tensione, fino al comunicato stampa che avrebbe dovuto sancire la pace.
Peccato però che proprio alla festa dell’Amicizia, abbiamo assistito ad un “uno-due” tra Gian Nicola Berti e Zeppa che la dice lunga su quale sia lo stato della maggioranza. Il primo ha infatti sostenuto che la verifica è chiusa (con profitto!?), il secondo, a stretto giro, ha fatto capire chiaramente che la verifica è più aperta che mai, anzi è permanente!
Se non ci fossero in ballo le sorti del Paese, bisognerebbe scoppiare a ridere davanti a questa farsetta grottesca. Peccato che il Paese non possa attendere che Zeppa, Berti, la DC e Co. si mettano d’accordo! E mentre loro si accapigliano, non c’è traccia, nel prossimo Consiglio, della nomina di un nuovo Comitato Esecutivo dell’ISS, dopo le dimissioni della Bruschi, e neppure delle pratiche di alienazione dei terreni che le aziende attendono da tempo; evidentemente questi ed altri nodi sono ben lontani dall’essere stati risolti nella ridicola verifica di agosto.
Quello che c’è, invece, e sul quale non si discute, sono i provvedimenti per continuare con la “terra da ceci in Tribunale” e la tanto ambita, da qualche potentato, normativa sugli NPL (troppo grossi gli interessi in ballo per farsi sfuggire questa ghiotta opportunità!).
Allora perché è nata la verifica? Purtroppo non bisogna essere dei maghi per capirlo. La maggioranza sta esplodendo, tra le convulsioni della lista NPR (che non si capisce più da quante correnti o da quanti gruppetti sia composta, ognuno in cerca di uno strapuntino) da un lato, e la celere agonia di Rete, dall’altro. Una forza politica, Rete, che dopo aver fatto proposte forti come la Reggenza di garanzia, le presidenze delle Commissioni Consiliari all’opposizione, le dirette streaming del Congresso di Stato, la gratuità delle cariche pubbliche, la trasparenza nella gestione della PA, il Consiglio composto da 30 membri… oggi si trova a dover portare le Commissioni Consiliari a 18 componenti (con un consistente aggravio dei costi) solo per non perdere un posticino, dopo che ben due Consiglieri hanno salutato, sbattendo la porta, il loro gruppo parlamentare.
Davanti al disastro dei loro Segretari di Stato, quello alla Sanità (l’Iss nel caos, il green pass italiano diventato ormai una chimera, la medicina di base ai minimi termini, le spese sempre in aumento…) e quello agli Interni (PA fuori controllo, pastrocchi sui concorsi pubblici, il vuoto pneumatico su tutto il resto); davanti allo sgretolamento del movimento con fughe schifate di Consiglieri e aderenti; dopo aver provato ad ammucchiarla un po’ – senza successo – con le solite paroline magiche (Confuorti, Grandoni, Banca Cis…), Rete ha aperto la verifica!
La verifica più strampalata di sempre perché non si capisce su quali temi e per quali obiettivi (formali) sia stata aperta. Sono lontani i tempi della democrazia diretta se il buon Zeppa, davanti alle richieste di sapere i contenuti della verifica, davanti alle richieste di rendere pubblici tali temi, ha fatto capire che questi sono “cosa loro”, evidentemente come le consulenze da 60.000 mila euro che Zeppa ha voluto elargire – in gran segreto – ad un tale avvocato milanese di nome Preziosi.
Così, ai contorcimenti ed all’agonia di Rete, purtroppo, fa il paio l’agonia di un Paese sgovernato e precipitato, senza idee e senza misura, nella spirale di un debito che, è certo, tutti – prima o poi – saremo chiamati a ripagare… con buona pace di Rete e della trasparenza, ormai morta e sepolta.
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