Ristori: meno dichiarazioni e più fatti

Ristori: meno dichiarazioni e più fatti

Comunicati Stampa, News

“Entro i primissimi giorni di Gennaio, emetteremo un Decreto per dare i necessari ristori alle attività economiche, ora che sono arrivati i soldi del prestito ponte”: così, parola più parola meno, diceva il Governo nella consueta sbornia di dichiarazioni di fine 2020. Sono passati 17 giorni e dei ristori neppure l’ombra, non c’è alcun confronto in atto con le categorie economiche e sempre più attività si trovano alle prese con una tremenda decisione: chiudere o continuare a perdere soldi? Interi settori economici sono stati completamente dimenticati dal Governo: ci riferiamo in particolare a tutto il comparto della ristorazione, i bar, gli alberghi, il commercio turistico. Per loro solo chiusure, più o meno estese, imposte per legge e zero aiuti. Le folli dichiarazioni e le avventate decisioni prese dal Governo da Ottobre in poi, hanno rovinato i rapporti con l’Italia e fatto piombare il paese in fascia C, mettendo subito in soffitta la strategia delle aperture giustamente praticata fino a lì e che andava difesa con ben altri atteggiamenti e attenzioni. Da Natale in poi questi settori economici sono stati completamente sacrificati, e le chiusure (per legge o di fatto, per mancanza di clienti) sono state già prorogate fino a inizio Febbraio. Non si intravede una luce! L’unico reale “aiuto” messo in campo in questi mesi dal Governo è stato la garanzia dello Stato sui prestiti bancari fatti alle imprese: quindi “aiuti” per aumentare l’indebitamento delle attività economiche! Tra l’altro con una garanzia solo al 70%, che ha comunque reso difficile per molte attività ottenere credito. Per il resto solo qualche lieve e corta dilazione di pagamento (tra l’altro accessibile soltanto ad attività con situazioni economiche particolarmente tragiche) ed un Decreto (quello del 31 Dicembre 2020) che prevede una “riforma” della Cassa Integrazione con un livello di burocrazia, per le attività che la vogliono richiedere, tale da far passare la voglia in partenza! Fine, nient’altro.

Repubblica Futura ha fatto proposte, tante, nell’ultima finanziaria. Per chi le vuole approfondire, le trova a questo link https://www.repubblicafutura.sm/per-un-uso-intelligente-delle-risorse- provenienti-dal-debito-le-nostre-proposte-per-aiutare-leconomia/: sono proposte che vanno dalla riduzione del costo delle utenze ad una estensione dell’uso della CIG (senza burocrazia), da un più facile utilizzo del Credito Agevolato fino ad agevolazioni sulle tasse (compresa la monofase) e sui contributi da pagare, da strumenti di sostegno al reddito fino ai ristori, dall’abolizione della tassa di licenza fino a contributi sull’affitto da pagare, da strumenti nuovi e concreti per l’incentivazione dei consumi in territorio fino alla garanzia del 100% dello Stato sui finanziamenti, e tanto altro. Proposte che avrebbero senz’altro consentito una ripartenza e un sostegno concreto alle attività, e invece nulla è stato accolto e nulla, finora, è stato fatto. Chiudiamo con le parole scritte da Osla e Usot nel loro recente comunicato, che condividiamo in pieno: “è imprescindibile l’adozione di misure urgenti a sostegno delle attività più colpite concentrando gli sforzi per far sopravvivere più aziende possibili e a salvaguardare quanti più posti di lavoro possibili, sostenendo in primis quelle aziende che hanno accumulato maggiori perdite nell’anno 2020 e che, secondo le nostre previsioni, registreranno ancora perdite impossibili da sostenere nel 2021 in assenza di interventi” Il Governo batta un colpo, faccia meno dichiarazioni e più fatti!

Articolo precedente
Sabrina Carattoni: i vaccini sono la speranza
Articolo successivo
Prestito ponte: contratto segreto?

keyboard_arrow_up