Pediatria: “Cosa accadrà domani, se il reparto Covid dovrà tornare attivo?

Pediatria: “Cosa accadrà domani, se il reparto Covid dovrà tornare attivo?

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In mezzo ai disastri vari compiuti nell’ultimo periodo nella sanità dal binomio Comitato Esecutivo – Segreteria di Stato, è passata un po’ sotto silenzio la situazione che ha vissuto fino a ieri la pediatria. Il Comitato Esecutivo (uscente?) ha pensato bene, nell’ultimo periodo, di gestire le necessità di personale infermieristico nel reparto Covid “depredando” interamente la dotazione di infermiere del reparto di Pediatria. Questo ha creato l’impossibilità effettiva di effettuare ricoveri in quel reparto, obbligando i bambini a spostarsi in altri reparti (chirurgia, ortopedia o, spessissimo, ginecologia). Non solo un problema logistico, ma anche e soprattutto sanitario: è facile capire il rischio sanitario, infatti, di una “commistione” fra bambini con patologie e neonati con sistemi immunitari ancora non formati, in un reparto delicatissimo come quello di ginecologia. Senza contare, infine, la necessità per gli infermieri dei reparti dove erano stati collocati i bambini di contattare, spessissimo, le infermiere del reparto di pediatria dirottate nel reparto Covid per le esigenze operative dei piccoli pazienti (che necessitano di dosaggi specifici, approcci particolari, ecc. certamente non facili da conoscere per infermieri abituati a ben altre necessità). Di fatto, con queste scelte cervellotiche la pediatria (ed i medici del reparto, compreso il primario di alto livello, la dott.ssa Viola, che recentemente è stata chiamata a dirigerlo) è stata ridotta al solo ambulatorio, senza poter dare risposta adeguata ad esigenze più complesse. Questo ha, in almeno un caso, obbligato a ricoveri oltre confine che si sarebbero facilmente potuti evitare, con spese ingenti per la struttura sanitaria e disagi per le famiglie. Ora il reparto Covid è stato chiuso e, di conseguenza, quello di Pediatria è stato riaperto. Ma cosa accadrà domani, se il reparto Covid dovrà nostro malgrado tornare attivo? Quale logica gestionale c’è dietro questo approccio che depreda interamente un reparto e crea tutti questi disagi inutili? Non era meglio gestire il reparto attraverso la creazione di un “pool” infermieristico proveniente da vari reparti, che evitasse di portare alla chiusura di un intero servizio? Se in estate i numeri dei ricoveri sono bassi, cosa potrebbe accedere in autunno quando, ragionevolmente, ci potrebbe essere maggiormente necessità di ricoveri nel reparto di pediatria nel momento in cui ricominceranno le scuole e, con esse, le malattie dei bambini? È questo il disinteresse che il Comitato Esecutivo (ed il Direttore Sanitario in particolare) ha per la pediatria ed i bambini? Domande che restano purtroppo senza risposta. Noi pensiamo che serva massima trasparenza nei confronti della cittadinanza rispetto a queste scelte, che non devono mai essere prese alla chetichella, quasi fossero da tenere nascoste. La cittadinanza ha il diritto di sapere cosa succede in Ospedale, specie in un reparto così particolare. Registriamo dunque l’ennesimo fallimento di questo Comitato Esecutivo, la cui responsabilità non può che ricadere, ancora una volta, sulla Segreteria alla Sanità che li ha scelti e premiati, di recente, per il raggiungimento degli obiettivi. Quali, non si è ancora capito.

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