I problemi reali del Paese

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I problemi reali del Paese

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Alle ore 18:30 di Domenica 3 maggio, momento in cui scriviamo questo comunicato, non abbiamo ancora nessuna notizia sul Decreto Legge che verrà, il quale dovrà regolare la “fase 2” del contrasto all’epidemia, consentire la riapertura di attività economiche, permettere alle persone di tornare a muoversi di casa, definire le regole con cui fare tutto questo in sicurezza.
“Dovrà”, o meglio “dovrebbe”, perché mancano 29 ore alla scadenza dell’attuale Decreto e tutto tace.
Non abbiamo avuto nessuna notizia su come il Governo si è mosso rispetto a questo delicatissimo passaggio, chi ha coinvolto, con chi si è interfacciato, che tecnici ha utilizzato nel decidere “chi”, “come”, “quando” e “con quali precauzioni” fare aprire.
Non sappiamo nulla, ma leggiamo ben 4 comunicati stampa (di Usot, Osla, Movimento Imprenditori Sammarinesi e Unas in ordine cronologico) che chiedono “lasciateci aprire, fateci lavorare” e giustamente sottolineano la necessità di aiuti concreti da parte dello Stato per evitare il deserto economico fra qualche mese, dopo che diverse centinaia di attività hanno già sospeso la licenza.
Ma anche qua, tutto tace.
Il Governo sinora non ha messo in campo nessuna misura concreta; su quelle poche cose che ha fatto ci sono gravi ritardi e non ci risultano iniziative ulteriori.

Non capiamo se il Governo non si renda conto della situazione, se non abbia consapevolezza dei rischi che si corrono, o semplicemente si stia dimostrando incredibilmente incapace di agire.

Nel frattempo si vocifera di svariate cose: dalle diatribe fra congressisti fra chi vuole aprire a colpi di dirette Facebook e chi vuole tenere tutto ancora sotto controllo (sulla base di presunte indicazioni sanitarie che sconsiglierebbero una riapertura), ad incontri con le associazioni dove si propongono cose e poi le si eliminano, fino ad un preoccupante backstage riguardante la gestione dell’Ospedale.
Si perché su quest’ultimo tema si staglia qualche ombra nera su cui servirebbe chiarezza, in particolare riguardo alla fuga di professionisti.
Oltre al dott.Romeo, primario di pediatria, e al dott.Cruciani, consulente in ambito oncologico, pare proprio che se ne andrà anche il Commissario Straordinario Arlotti, colui che era stato chiamato per gestire il Covid ed aiutare l’Ospedale ad affrontare la sfida.
Sono vere queste notizie? Quali sono le cause? 
È vero, come si sente dire, che ci sarebbero motivi politici dietro la dipartita di Arlotti, il quale sarebbe irritato per il fatto che qualche barone dell’Ospedale, molto ben appoggiato da importanti componenti della maggioranza, non vuole che qualcuno metta le mani nel proprio reparto?
Se fosse così, come pensano di sostituire una professionalità così conosciuta e così importante in questa fase 2, in quanto unico infettivologo presente nell’Ospedale?
Attendiamo risposte dai responsabili politici. Sperando che, oltre a slogan, frasi generiche, auspici e chiacchiere sappiano anche affrontare i problemi reali.
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