Governo e maggioranza vogliono fare da soli sul coronavirus

Governo e maggioranza vogliono fare da soli sul coronavirus

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Per prima cosa Repubblica Futura intende manifestare la più totale vicinanza ed il più completo supporto a tutte le persone che a vario titolo, amministrativo e sociale, sono impegnate nella complessa gestione dell’emergenza coronavirus, al fine di tutelare la salute e la sicurezza di tutti i cittadini e residenti.

Nei prossimi giorni è nostra intenzione chiedere lumi, con gli strumenti previsti dal nostro ordinamento, su alcuni aspetti che a nostro parere sono stati scarsamente evidenziati nelle comunicazioni pubbliche del Governo e che invece richiedono attenzione e
approfondimento, a tutela in particolare del personale sanitario e di conseguenza dei pazienti. Ciò anche perché ad oggi non è stato possibile ricevere informazioni compiute e confrontarsi adeguatamente sulla situazione in essere, non certo per mancanza di
disponibilità da parte nostra e degli operatori impegnati quotidianamente sul campo.

In questi giorni abbiamo assistito ad un approccio discutibile, caratterizzato da comportamenti non univoci, che sinceramente non riusciamo a comprendere.

Succede così che alcune conferenze stampa vengano svolte, nonostante le ordinanze in essere, e che altre invece vengano quantomeno scoraggiate.
Succede che alcune commissioni consiliari vengano annullate, peraltro senza alcuna preventiva consultazione dei loro membri, tra cui la Commissione per gli Affari di Giustizia che doveva analizzare la relazione sullo stato della giustizia per l’anno 2018; mentre altre commissioni restano convocate.
Succede che le riunioni di alcuni organi della Giustizia vengano disdette (ad esempio la riunione del Consiglio Giudiziario Ordinario, l’organismo composto dai soli giudici sammarinesi, che da tempo ha richiesto di potersi riunire), ed altre invece vengano calendarizzate (ad esempio la prossima riunione del Collegio Garante che dovrà decidere sull’ammissibilità del referendum da pochi giorni presentato).
Infine, giovedì pomeriggio e sera, il Consiglio Grande e Generale ha ripreso i propri lavori per affrontare le Istanze d’Arengo, nonostante la contrarietà delle forze di opposizione.
Avremmo infatti preferito, visto peraltro il ritardo nell’iniziare la seduta, sospendere la sessione e concentrarci in un confronto reale sulla vicenda di più cogente urgenza, potendo avere finalmente quei dati e quelle informazioni che purtroppo da oltre una settimana latitano.
Avremmo preferito dare un messaggio di priorità e di unità in un momento particolare, anche perché in quel momento la maggioranza aveva informato i capigruppo del primo caso di coronavirus in Repubblica.
Ma la maggioranza ha preferito tirare dritto, peraltro chiedendo di contingentare al massimo i tempi, svilendo tanto le istanze d’arengo quanto i lavori consiliari.
Dall’inizio dell’emergenza il Governo non ha inteso fare neppure un colpo di telefono alle forze politiche di minoranza – fino al giorno della riunione dell’Ufficio di Presidenza del 26 febbraio – per comunicare le decisioni prese e per cercare di fare squadra nel migliore dei modi in questa fase così delicata. Nel frattempo, però, il Congresso di Stato ha pensato bene di assegnare al Segretario Ciavatta i “pieni poteri”.
Come se non bastasse, abbiamo visto che all’importante riunione che ha visto convocati i Ministri della Salute di tutti i paesi confinanti con l’Italia, San Marino non era rappresentato dal proprio ministro ma dall’Ambasciatore a Roma. Ci chiediamo il perché di questa strana scelta, in un momento così importante dove il coordinamento è essenziale.
Come se non bastasse, questa emergenza capita proprio in un periodo estremamente delicato per l’ISS, privo del Direttore Generale e con le altre figure apicali in scadenza. Cosa aspetta il governo insediato ormai da due mesi ad effettuare questa nomina?
Rf conferma la piena volontà di collaborare e sostenere le scelte che vengano fatte di giorno in giorno da chi ha la responsabilità diretta dell’emergenza, ma per farlo è necessario che siano adottati comportamenti univoci, coerenti e comprensibili; diversamente piuttosto che ad atti utili a rassicurare e tutelare la cittadinanza, si rischia di trovarsi davanti a veri e propri pasticci.
Infine, un pensiero particolare crediamo vada rivolto al tessuto economico e produttivo del Paese. Purtroppo ad oggi non abbiamo visto interventi tesi a sostenere attività turistiche, produttive e commerciali che certamente sono state colpite in maniera non marginale dagli accadimenti di queste ultime settimane.
Rf spera sinceramente che una strategia complessiva per il sistema-paese possa essere adottata, una strategia che non lasci spazio alla prosopopea, agli isterismi ed alle esagerazioni, ma che promuova invece comportamenti responsabili e razionali, nell’interesse della salute di tutti ed anche del tessuto economico del Paese.
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