Finanziaria: un emendamento che puzza di favoritismo

Finanziaria: un emendamento che puzza di favoritismo

“Il Congresso di Stato è autorizzato, secondo quanto previsto da apposito Regolamento, a sottoscrivere prestiti obbligazionari, di durata massima non superiore a 10 anni con un tasso minimo di interesse non inferiore allo 0,5%, emessi da Società di progetto costituite nella Repubblica di San Marino allo scopo di promuovere piani strategici di riqualificazione, promozione, finanziamento e/o investimento, anche già in essere, nel settore turistico alberghiero.”

Questo era l’inizio dell’emendamento 19-bis, inserito all’ultima ora dal Governo e poi ritirato per le proteste (giuste) della stessa maggioranza. Ma cosa significa, nella sostanza? Che lo Stato, coi soldi di tutti noi, avrebbe prestato soldi con tutta probabilità allo 0,5% o poco più a non meglio precisate “Società di progetto” per finanziare non meglio precisati “piani strategici”, tra cui anche investimenti, nel settore turistico alberghiero.

Traduciamo ancora meglio: lo Stato, che non ha soldi a disposizione e si è indebitato al 3,25% con la recente emissione sui mercati, li avrebbe prestati a poco più dello 0,5% a “Società di Progetto” per investimenti nel settore turistico alberghiero.

Scendiamo ancora più nella pratica e spieghiamo lo scenario in cui è nato questo emendamento. Se qualche imprenditore, magari uno o più politici con interessi nel settore, deve fare un investimento, magari per comprare un hotel, ma non trova soldi in prestito in banca (o non li trova a tassi da lui ritenuti sufficientemente bassi), quale migliore idea che farsi scrivere un emendamento ad hoc per cui basta costituire una “Società di Progetto”, che poi ti finanzia lo Stato a tassi ridicoli? Tutto il mondo imprenditoriale, se deve fare una cosa di questo tipo, deve andare in banca a farsi prestare soldi, mostrare un piano imprenditoriale, dare garanzie, ecc…qui no, ti finanzia lo Stato a tassi ridicoli, basta costituire una “Società di Progetto” e si è a posto!

E a poco vale la previsione contenuta nel comma 2, per cui la “Società di Progetto” deve fornire “le adeguate garanzie reali nonché specifico piano industriale”: cosa vuol dire “adeguate”? Chi ne valuta l’adeguatezza? Come può lo Stato essere in grado di analizzare un piano industriale? Chi decide se la cosa sta in piedi o no?

Non basta: il Governo aveva previsto che l’emissione obbligazionaria della “Società di Progetto” non dovesse passare al vaglio di Bcsm, come invece devono fare tutte le altre società che emettono obbligazioni. Chissà perché? Forse perché Bcsm valuterebbe la congruità fra l’emissione obbligazionaria e la solidità patrimoniale dell’emittente?

Non finisce qua: il Governo aveva anche previsto che tutti gli atti compiuti in attuazione di quell’articolo erano “esenti dalle imposte di registrazione, bollo, trascrizione, voltura e ipotecarie”. Quindi non solo lo Stato prendeva una miseria a livello di tasso di interesse, non prendeva nulla neanche a livello di imposte, mentre tutto il resto del mondo quelle tasse le deve pagare eccome!

Comunque la si guardi, l’articolo era totalmente impresentabile e puzzava di favoritismo da ogni poro. Sfruttare una posizione di potere per confezionarsi emendamenti di questo tipo, lo riteniamo intollerabile.

Condividiamo pienamente la richiesta di aiuto del settore turistico alberghiero: riteniamo che i ristori concessi siano stati insufficienti e che in questi mesi abbiamo vissuto di tanti annunci, foto, viaggi e soldi spesi senza che vi sia stata una visione strategica per il futuro. Abbiamo bisogno di ragionare seriamente su come far diventare San Marino una destinazione appetibile indipendentemente dalla riviera, dando ai turisti motivi per rimanere a dormire e consumare qua: riflessione che deve coinvolgere tutte le parti, a partire dalle associazioni di categoria, deve prevedere specifici piani di intervento e fondi per la riqualificazione e gli investimenti degli operatori capaci di raggiungere gli obiettivi fissati. Non certo interventi per favorire qualcuno, come questo 19-bis che speriamo non venga mai più riproposto.

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