Festino del 1° aprile: basta omertà, è ora di fare i nomi!

Festino del 1° aprile: basta omertà, è ora di fare i nomi!

Alla luce delle ultime vicende di cronaca relativamente ad un festino che si è tenuto il 1° aprile scorso presso un locale di via Gino Giacomini per celebrare il mandato reggenziale di S.E. Giancarlo Venturini, al quale sono intervenuti esponenti politici dell’attuale maggioranza (alcuni già palesatisi, altri che ancora preferiscono tacere) ed anche alcuni vertici della struttura sanitaria, il gruppo consiliare di Repubblica Futura ritiene che sia doveroso fare la più totale chiarezza su chi vi abbia partecipato.
In un momento come questo, in cui il Governo e la maggioranza hanno imposto significative restrizioni alle libertà dei cittadini (molte delle quali costituzionalmente tutelate), ad attività essenziali come la scuola e a quelle di molte imprese con l’obiettivo di fronteggiare (con risultati piuttosto scadenti nella pratica) la pandemia da Covid-19, risulta totalmente inaccettabile e particolarmente grave che quegli stessi esponenti violino palesemente gli stessi Decreti che il resto della cittadinanza è tenuta a rispettare, partecipando a feste senza il rispetto del distanziamento, senza mascherine, bevendo e mangiando in maniera promiscua, in alcuni casi finendo anche per mostrare pubblicamente evidenti situazioni di ubriachezza.
A tale scopo, ed alla luce della necessità di chiarire se le informazioni che stanno girando nel Paese siano vere, Repubblica Futura presenterà, martedì prossimo, la seguente
INTERPELLANZA
I sottoscritti Consiglieri,
premesso:
– che da oltre un anno sono in atto misure limitative della mobilità dei cittadini, dell’iniziativa imprenditoriale e della libertà di bambini e ragazzi in età scolare, al fine di contrastare la pandemia da Covid-19;
 – che i decreti legge 57/2021 e 62/2021, dispongono la chiusura obbligatoria alle ore 18 (o alle ore 15:30 nei giorni 3-4-5 aprile), oltre al divieto di assembramenti, per gli esercizi di bar e ristorazione aperti al pubblico;
 – che in particolare l’art. 2 del decreto 57/2021 prevede che “per tutta la durata del presente decreto-legge, sono vietati pranzi, cene e comunque ogni altra situazione similare che comporti il togliersi la mascherina all’interno dei domicili privati, tra persone non appartenenti allo stesso nucleo di conviventi, salvo esigenze di sostegno familiare o di ricongiungimento col coniuge/partner. Le forze dell’ordine sono autorizzate a verificare, anche su segnalazione, il rispetto di tale misura di contenimento”.
– che in data 1 aprile 2021, successivamente alla cerimonia per l’insediamento degli Ecc.mi Capitani Reggenti, secondo diverse testimonianze raccolte, è stata segnalata una festa in un locale in Via Gino Giacomini in onore di S.E. Giancarlo Venturini, alla quale avrebbero partecipato numerose persone, infrangendo palesemente i divieti previsti dai decreti sopra riportati;
– che da quanto emerge dalle numerose segnalazioni raccolte, fra i diversi partecipanti alla festa vi sarebbero rappresentanti istituzionali e alti dirigenti pubblici;
– che, da notizie di stampa, è stato riferito che sarebbe intervenuta la Gendarmeria a seguito di segnalazioni dei residenti in zona, evidentemente disturbati dagli schiamazzi dei presenti;
– che il giorno successivo anche il sito web di San Marino RTV ha riportato la notizia sopra citata;
– che dalla fotografie e dai video presenti sul web, appare visibile come diversi partecipanti alla festa fossero oltretutto in evidente stato di alterazione psicofisica, probabilmente dovuta all’abuso di sostanze alcoliche;
considerato
– che dopo oltre un anno di sacrifici, i cittadini e residenti in Repubblica hanno dimostrato di aderire agli appelli ed alle norme seppur con estremo sacrificio;
– che proprio poche ore prima della festa tenuta in Via Gino Giacomini il 1 aprile 2021, veniva emanato il decreto legge 62/2021, con il quale si attuavano misure ancora più limitative della libertà delle persone che hanno ulteriormente ingenerato un senso di frustrazione nella popolazione;
– che il ruolo di Consigliere e di Segretario di Stato, o di vertice della struttura sanitaria pubblica, non prevede deroghe o esclusioni di responsabilità rispetto alle norme sopra richiamate, ma – al contrario – impone che chi riveste cariche pubbliche dia l’esempio soprattutto quando vengono richiesti sacrifici enormi alla cittadinanza;
interpella il Governo al fine di sapere se:
1. in data 1 aprile 2021 si sia svolta una festa presso un locale in Via Gino Giacomini;
2. quanto fosse grande in termini di superficie il locale in cui si è tenuta la festa;
3. se la festa di cui al precedente punto fosse stata autorizzata dalla Gendarmeria;
4. quanti fossero i partecipanti complessivi che hanno presenziato alla festa, o quantomeno quanti fossero i partecipanti al momento dell’arrivo delle forze dell’ordine;
5. se al momento dell’arrivo delle forze dell’ordine, i partecipanti alla festa indossassero correttamente le mascherine, così come previsto delle norme vigenti;
6. se le forze dell’ordine intervenute abbiano elevato delle contravvenzioni per violazione delle norme anti-Covid, e, in caso affermativo, nei confronti di quali persone;
7. se corrisponda al vero che alla festa in Via Gino Giacomini tenuta il 1 aprile 2021, fossero presenti, oltre ai consiglieri Spagni Reffi e Arcangeloni che lo hanno già ammesso pubblicamente, anche il Segretario di Stato alla Sanità Roberto Ciavatta, il Consigliere Daniela Giannoni ed il consigliere Gian Nicola Berti;
8. se corrisponda al vero che alla festa in Via Gino Giacomini tenuta il 1 aprile 2021, fosse presente anche il Direttore Sanitario dell’Istituto per la Sicurezza Sociale, Sergio Rabini;
9. se corrisponda al vero che alla festa in Via Gino Giacomini tenuta il 1 aprile 2021, fossero presenti anche atleti di interesse nazionale del Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese;
10. quanto siano state complessivamente le persone sottoposte ad accertamenti e per quali condotte;
11. quali siano gli intendimenti del Congresso di Stato circa le azioni da intraprendere contro i soggetti detentori di incarichi istituzionali e amministrativi che si siano resi colpevoli della violazione palese delle norme in materia di contrasto al Covid-19.
Si richiede risposta scritta.
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