Esiste un progetto per il Paese?

Esiste un progetto per il Paese?

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Venerdì scorso, nel tardo pomeriggio, dopo 1 mese dall’inizio delle misure restrittive, c’è stata una prima timida occasione di incontro fra Governo e forze politiche, di maggioranza e di opposizione. Più volte nelle settimane trascorse avevamo messo a disposizione del Paese le nostre idee e le nostre relazioni, per far sì che San Marino potesse uscire il prima possibile e al meglio da questa situazione.

Il Governo, da tempo, avrebbe dovuto desistere dal proprio atteggiamento autoreferenziale, informando adeguatamente sullo stato delle cose, ammettendo alcuni errori, dialogando con tutti (parti politiche, sindacali e datoriali).

Crediamo, infatti, che in un momento in cui l’emergenza sanitaria sovrasta ogni cosa, compresa la convocazione degli organi più rilevanti della democrazia rappresentativa (tanto che ad oggi non sappiamo ancora quando sarà convocato il Consiglio Grande e Generale), il governo-centrismo “quarantenale” non stia dando nessuna risposta al Paese ed all’economia.

Sono palesi i mancati interventi per sostenere l’economia e la liquidità delle aziende, per reperire i finanziamenti, quanto mai necessari ad un serio piano di ripresa, e per evitare una dannosa politica dei tagli (a stipendi, indennità di malattia e, si dice, pensioni) che invece questa coalizione di governo sta portando avanti.

Così facendo, la crisi economica generata dal coronavirus non potrà che diventare una profonda depressione.

Tutto andrebbe inserito in un “progetto-paese”, una idea chiara dell’economia post-crisi e degli strumenti per farla lavorare e crescere al meglio, progetto che non sappiamo se esista e come sia configurato.

A giudicare dagli atti che il Governo ha compiuto, attraverso l’esclusivo strumento della decretazione d’urgenza, e da quanto è dato cogliere, pare proprio che questo progetto complessivo non esista, con l’ulteriore aggravante del declassamento di Fitch che renderà molto più difficile la ricerca dei necessari finanziamenti per sostenere la ripresa.

Per giunta, dalla lettura del report è facile arguire che tale decisione da parte di Fitch sia stata generata, al netto dell’emergenza sanitaria e delle sue conseguenze, anche da un approccio quantomeno approssimativo da parte del Governo.

Nel report si legge infatti che il Governo avrebbe presentato a Fitch un piano da 150-200 milioni di debiti per sostenere l’economia (informazione peraltro nota al solo Governo, ed alla maggioranza?) senza altri dettagli su dove reperire questi soldi e come ripagarli. Insomma, l’esplicita ammissione di voler contrarre un “debito non sostenibile”: la ricetta migliore per un declassamento. Peraltro, dopo queste dichiarazioni, queste stesse risorse economiche non sono state trovate, e chissà se si troveranno. Inoltre è stata anche dichiarata, da parte del Governo, la mancanza di volontà di realizzare in tempi brevi le riforme chieste da tempo dal Fmi.

Poche o zero risposte anche rispetto alla gestione sanitaria: i casi sono ancora in aumento e questo potrebbe mettere a rischio la salute dei cittadini e la riapertura delle attività.

La confusione è anche qui tanta: Arlotti e Rinaldi che dicono cose diverse sui tamponi, il preoccupante caso del focolaio in Medicina, la scarsità dei dispositivi medici di protezione, l’approssimativa gestione delle quarantene e le voci di fughe di operatori sanitari italiani (che sarebbero molto irritati per il taglio dell’indennità di malattia a chi è entrato in contatto col coronavirus) sono solo alcuni esempi.

Certamente non siamo affatto soddisfatti delle azioni compiute dal Governo fino ad ora ma restiamo fiduciosi che le cose possano migliorare, apprezzando le prese di posizione anche pubbliche, in tal senso, di alcuni partiti della maggioranza.

Nel ribadire le nostre proposte iniziali per aiutare le imprese a reggere alla prima fase della crisi (reperibili qui) e la necessità di iniettare liquidità nel sistema rifuggendo politiche di tagli, crediamo che i cittadini vogliano risposte precise e immediate ad alcune domande:

  1. Quei 150-200 milioni che il Governo ha detto a Fitch di voler reperire, presso quali canali li sta cercando? A che condizioni?
  2. Qual è il progetto paese che il Governo ha in mente una volta che si ripartirà?
  3. Chi si sta occupando di preparare e gestire forme e modalità della ripartenza?
  4. Perché è stato impedito alle attività, che non avessero già la licenza e-commerce, di poter vendere on line, impedendo quindi loro di avere un canale di reddito anche in questo momento?
  5. È vero che saranno tagliati o dilazionati i Tfr?
  6. È vero che ci sarà presto un taglio alle pensioni superiori ai 1500 euro?
  7. È vero che saranno soppressi i centri estivi?
  8. Quali strumenti alternativi si prevederanno per i figli dei genitori che dovranno tornare a lavorare?
  9. È vero che ci sono problemi di possibile fuga di medici/infermieri e cosa stiamo facendo per evitarlo?
  10. Quali concreti strumenti saranno previsti per il sostegno alle categorie economiche oggi chiuse o alle prese con drammatici cali della domanda (coe, autonomi, liberi professionisti, commercianti)?
  11. Sono in corso investimenti per una campagna di comunicazione “San Marino sicura” per permettere di salvare la stagione turistica?
  12. È vero che persone che si stanno sacrificando per noi (forze di polizia, Protezione Civile, medici, infermieri, operatori di servizi essenziali) se si ammalano di Covid perdono fino al 70% della retribuzione? Come si pensa di risolvere il problema?
  13. Dai dati che si forniscono giornalmente si evidenzia che continua ad aumentare il numero dei contagi. Dal messaggio di non allarmismo iniziale ad una situazione di pandemia reale, ora quali misure si adotteranno per essere più tempestivi nel contenimento del fenomeno?

Ci auguriamo che le risposte possano arrivare presto.

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