Come gestire gli effetti economici del coronavirus? Le nostre proposte

Come gestire gli effetti economici del coronavirus? Le nostre proposte

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ALCUNE IDEE PER LA GESTIONE DELLA CRISI ECONOMICA (E SOCIALE) GENERATA DAL CORONAVIRUS

 

Serve un piano chiaro, con risorse economiche importanti, di emergenza e con elementi di prospettiva (questi ultimi legato al marketing territoriale, soprattutto, che va attivato appena finita l’emergenza).

Necessario usare tutti i fondi a disposizione nel nostro Stato, prima di reperire liquidità all’esterno, per sostenere la nostra economia.

Ci deve essere consapevolezza che le imprese di moltissimi settori sono colpite da un problema di liquidità a causa dei mancati incassi (dovuti a chiusure o drammatico calo del giro d’affari) e quindi non sono in grado di far fronte ai pagamenti (di tasse, contributi, utenze o dipendenti che siano, comprese le ferie o la Cig). Gli interventi proposti devono tenere conto di questo.

 

Alcune idee per un piano shock:

 

1. Azzeramento per 2 anni di tutte le imposte e contributi dovuti sui nuovi investimenti e sulle nuove assunzioni di sammarinesi: agevoliamo e aiutiamo le imprese che investono in questa fase difficile

2. Creazione di un Fondo ad hoc oppure contribuzione straordinaria dello Stato al Fondo Ammortizzatori Sociali, capiente per almeno 12-15 milioni di euro, così composto:

    1. circa 5 milioni di euro dallo Stato (attraverso recuperi di risorse da riduzioni delle uscite oppure, se non fattibili nel breve termine, reperendo liquidità all’esterno, anche attraverso canali bilaterali o multilaterali a cui possiamo accedere, come la Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo oppure la Banca Europea per gli Investimenti),
    2. sospensione temporanea fino a fine anno degli incentivi per le nuove assunzioni (al fine di recuperare risorse per, ad oggi, alcune centinaia di migliaia di euro),
    3. intervento del Fondo Servizi Sociali per un contributo straordinario di cifra pari a quella dello Stato (magari recuperando risorse per un po’ attraverso una sospensione dell’erogazione del contributo per le mense),
    4. utilizzo di eventuali altri Fondi attivi (es: Cassa di compensazione),

Questo Fondo, deve servire a finanziare la parte “costosa” degli interventi sotto elencati (da destinare alle imprese che dimostrino un calo di fatturato di almeno il 20% rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente che sia giustificabile con gli effetti dell’emergenza coronavirus):

      • per 6 mesi, sospensione delle utenze di energia, gas, acqua e rifiuti (qualora ciò non fosse possibile per ragioni di costi, prevedere tariffe abbattute di almeno il 50%);
      • fino a fine anno, possibilità di sospensione dei pagamenti fiscali e contributivi (la ripresa del pagamento dei contributi arretrati potrà avvenire con un piano di rateizzazione senza interessi anche di lunga durata);
      • fino a fine anno, estensione dell’articolo 13 della norma sul Credito Agevolato, velocizzandone le procedure, anche per interventi al di sotto del valore di 1 milione di euro, per aiutare le piccole imprese a porre in essere interventi per il proprio sviluppo; in alternativa o in parallelo, indirizzare gli stanziamenti previsti per il 2020 e relativi agli investimenti previsti dall’articolo 13 verso un credito agevolato diffuso, da destinare anche alle piccole imprese ampliando le casistiche finanziabili;
      • per 6 mesi, moratoria dei mutui per le imprese (eventualmente prevedere una quota di contribuzione in conto interessi da parte del Fondo Ammortizzatori Sociali o del Fondo ad hoc, a sostegno delle banche), intervento che pare sia stato attuato in autonomia da Abs;
      • per 6 mesi / fino a fine anno, possibilità per tutte le aziende che si trovino in questa situazione di calo di fatturato di ricorrere alla Cig per causa 1 (causa di forza maggiore), con le regole previste per l’utilizzo della Cig per tale causa (con la possibilità, quindi, di usarla per tutti i dipendenti, all’interno dei quali vanno compresi il coniuge, i parenti ed affini entro il primo grado di titolari di attività che non siano assunti da 5 anni, purchè fossero già assunti al 15 febbraio 2020). In questa fase eccezionale, la Cig va erogata direttamente alle imprese per pagare i propri dipendenti (magari per un importo ridotto rispetto all’attuale 82%, valutando la sostenibilità dell’operazione con le cifre in mano), visto che, in assenza di un minimo giro d’affari, non sarebbero in grado di seguire le regole classiche (anticipare gli stipendi ai dipendenti per poi “rivalersi” sul fondo; pagare il contributo del 7% al Fondo Ammortizzatori Sociali, ecc…): eventualmente lo Stato potrà recuperare successivamente questo mancato contributo del 7%, con piani di rateizzazione prolungati;
      • prevedere un sussidio speciale per il ricollocamento, di durata fino a fine anno e proporzionato all’utile medio dichiarato negli ultimi 5 anni (ma prevedendo comunque un massimo che può essere pari a quello previsto per l’indennità di disoccupazione), per quei lavoratori autonomi / titolari di imprese individuali / liberi professionisti che cessino l’attività per effetto del calo di fatturato, per accompagnare verso un ricollocamento;
      • prevedere un contributo per la ripartenza, un sussidio dello stesso tipo e parametrato nella stessa maniera, ma non necessariamente dello stesso importo, che va previsto per quei lavoratori autonomi che, pur dimostrando il calo di fatturato ma non avendo ovviamente accesso alla Cig, decidano di proseguire la propria attività;
      • fino a fine anno, rendere possibile la trasformazione della licenza individuale in licenza part time per un massimo di tre anni in caso di completamento dell’orario con lavoro subordinato part time;
      • dopo la fine delle misure straordinarie ed il ritorno alla normalità, credito d’imposta integrale per le spese di immagine, poste in essere nei successivi 6 mesi dalle aziende a livello di marketing, comunicazione, ecc…fermo restando che anche lo Stato deve fare la sua parte con analoghe azioni a livello centrale;
      • agevolare lo smart working nelle aziende attraverso:
        • la normazione della materia in via d’urgenza (ad esempio per estendere la definizione di “luogo di lavoro”, prevedendo gli aspetti assicurativi, ecc…) ;
        • fino a fine anno, la previsione che una piccola quota della retribuzione (tra il 5% e il 10%) dei lavoratori che fanno lo smart working sia a carico del Fondo Ammortizzatori Sociali o del Fondo ad hoc, con la finalità di incentivarlo;

3. Dotare velocemente lo Stato di software (anche già pronti) per la gestione di pratiche, pagamenti e contatti da remoto, senza recarsi allo Sportello, attraverso una revisione della norma sugli appalti.

La cosa ha funzioni di snellimento burocratico ed è utile a evitare contatti inutili in questa fase. I fornitori possono anche essere pagati non dallo Stato, ma da una percentuale di ogni pratica fatta su quel software (a carico delle imprese oppure attraverso un “trasferimento” al fornitore del software di una quota della marca da bollo).

4. per tutto il 2020, elevare la quota di deducibilità Smac a 20.000€ ed aumentare lo sconto a carico dello Stato su tutti o alcuni beni, per stimolare i consumi a San Marino (eventualmente rimodulando le aliquote fiscali in via eccezionale);

5. per tutto il 2021, alla ripresa quindi del pagamento delle imposte, riduzione temporanea e mirata della monofase e/o dell’imposta sui servizi per sostenere i settori che più hanno subito la crisi (turismo e commercio in primis);

6. fino a fine anno, estensione della possibilità di utilizzare lavoro occasionale anche oltre i canonici giorni previsti dalle norme, per poter far fronte in maniera più semplice ad una ripartenza del lavoro che sarà lenta e incerta.

7. per 6 mesi, possibilità di utilizzare lavoro saltuario e occasionale per la sostituzione di malattie e quarantene, per tutti i settori e senza limiti di numero.

 

Aiuti per le famiglie/persone:

  1. Possibilità di congedi parentali (a carico del Fondo Ammortizzatori Sociali o del Fondo ad hoc) fino a 4-5 ore giornaliere per 1 genitore, per stare coi propri figli in età scolare (fino alle scuole medie escluse e purché entrambi i genitori stiano ancora lavorando) fino alla riapertura delle scuole; in alternativa, contributo di pari ammontare per pagamento baby sitteraggio;
  2. un piccolo sussidio speciale per le figure “atipiche” della PA che sono colpite dai blocchi delle attività scolastiche e di altre attività pubbliche (es: fattorini accompagnatori, bidelli, ecc…) e che non godono della continuità del reddito.

 

 

 

Idee per rendere più efficienti alcune processi, garantire servizi essenziali e ridurre i contatti:

  1. Smart Working nella PA attraverso il reperimento rapido di software per l’utilizzo di soluzioni “cloud” (questo a carico dello Stato) per agevolare l’accesso condiviso a dati, informazioni e documenti da remoto, anche rendendo possibile per i dipendenti l’utilizzo di dispositivi propri (intervento da finanziare, oltre che tramite il Fondo creato, anche prevedendo che i lavoratori che accedono a questo strumento possano lavorare part time e rinunciare quindi ad una parte di stipendio, la domanda dovrebbe esserci);
  2. Attivare un servizio di consegna a domicilio di farmaci non soggetti a ricetta medica (con un piccolo ticket a carico del paziente e prenotazione anche telefonica); per i farmaci soggetti a ricetta, reperire rapidamente un software per la trasmissione automatica delle ricette dal medico al farmacista e prevedere la consegna a domicilio come sopra. A tale servizio potrebbe essere adibito anche personale disoccupato;
  3. Attivare i canali diplomatici necessari per poter ottenere, anche al di fuori dei percorsi con l’Italia che sta vivendo al pari nostro un momento di difficoltà forte, i necessari presidi medici e ospedalieri per far fronte all’emergenza.

 

 

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