Conti da regolare e indagini scomode

Conti da regolare e indagini scomode

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Il comma comunicazioni della sessione consiliare di luglio 2020 sarà ricordato negli annali per il dibattito sulla giustizia, una vera e propria galleria degli orrori.

La lettera inviata dalla maggioranza dei magistrati alle principali istituzioni del Paese e al Consiglio d’Europa, resa pubblica solo lunedì mattina nonostante fosse giunta nella tarda mattinata di venerdì 17 luglio, ha scatenato un dibattito grottesco in cui maggioranza e governo hanno dato il peggio di sé.

Tanti falchi, in picchiata a testa bassa e con arroganza, ad attaccare la Magistratura, rea di avere lanciato un forte grido di preoccupazione rispetto ai ripetuti interventi del potere esecutivo per condizionare il potere giudiziario.

La maggioranza e i membri di governo, anziché essere impegnati a rilanciare il Paese e sostenere un sistema economico in gravissima difficoltà per l’assenza totale di interventi di sostegno e aiuto alla ripresa post Covid, si sono lanciati in veri e propri assalti contro la maggioranza della Magistratura e l’opposizione. 

Tutti scatenati nell’intento di fornire una narrazione strampalata in cui si è addirittura scomodata l’inchiesta titoli – aperta e mai chiusa – il rispetto alla Reggenza, permanentemente dileggiata da RETE nella scorsa legislatura, e farneticanti racconti sulla mancanza dello stato di diritto, narrazione fatta anche da chi ha la responsabilità del governo del Paese da almeno 40 anni.

Pensiamo che i cittadini si meritino di meglio, soprattutto in una congiuntura economica potenzialmente esplosiva. 

Mentre il Segretario per le Finanze tuonava sulla giustizia, ancora non ci ha fatto sapere se i 300, 400 o 500 milioni arriveranno, se fra pochi giorni le obbligazioni CARISP saranno rimborsate, se i correntisti ex Banca CIS avranno i propri soldi o saranno liquidati con un pugno di titani magari invocando lo stato di diritto.

Attacchi contro parlamentari e stampa nazionale italiana e anche contro quotidiani di San Marino, senza capire che in questa fase della storia del Paese il governo e la maggioranza sono una grande orchestra stonata tenuta insieme solo dalla voglia di poltrone e senza alcuna progettualità politica. Un’orchestra che come sul Titanic suona allegramente senza rendersi contro che così si cola a picco.

La Magistratura ha compiuto un atto logico rispetto all’azione sistematicamente condotta per delegittimare alcuni giudici e il dirigente del Tribunale: verso tale azione RF esprime attenzione e rispetto perché è qualcosa di assolutamente lecito nella nostra democrazia. 

Ciò che governo e maggioranza non hanno detto è che hanno conti da regolare con i magistrati che hanno avuto l’ardire di aprire indagini scomode ed ora in tanti nei corridoi del palazzo aspettano le prossime defenestrazioni in Tribunale per brindare allo scampato pericolo.

Dalla narrazione ufficiale si sono omessi alcuni dettagli sconvenienti, come la sete di vendetta di poteri forti ai quali erano state spuntate le unghie, le attese di chi è stato coinvolto in una stagione politico-giudiziaria pesante e ha scommesso su questo governo e sulla vera e unica mission della maggioranza, fare un totale reset in Tribunale.

Si è dimenticato anche di sottolineare le parole di un ex politico, ex Segretario agli Esteri per 16 anni, zio di un attuale membro di governo, che aveva preannunciato la “terra da ceci” in Tribunale.

Si è passati sopra anche al fatto che l’ex Magistrato Dirigente Valeria Pierfelici, spin doctor di tutte le scelte in materia di giustizia di questa maggioranza e rimossa dall’incarico dagli organi a ciò deputati dopo gravissime affermazioni fatte in Commissione Affari di Giustizia contro suoi colleghi, è casualmente difesa nelle sue cause dall’altro gran visir delle scelte sulla giustizia di questa maggioranza, Gian Nicola Berti. 

RF ha espresso, con i mezzi consentiti dal regolamento consiliare, sconcerto e preoccupazione auspicando – come affermato da qualche isolato consigliere di maggioranza – di trovare occasioni e modi per sanare la frattura sempre più ampia fra i poteri dello Stato.

Con la speranza che prevalgano le colombe anche all’interno della maggioranza, e, per fortuna, ne abbiamo sentite.  

Per un giorno tanti provetti legulei si sono avventurati in dissertazioni sullo stato di diritto, sulla giustizia, sulla divisione dei poteri. Dissertazioni che speriamo restino confinate fra le mura del Kursaal perché temiamo che il dream team della comunicazione, J.P. Morgan e Edmond de Rothschild non saranno sufficienti a spiegare ai mercati esteri i motivi per finanziare un paese in cui la giustizia è nelle mani del potere politico ed in cui si fanno leggi retroattive solo ed esclusivamente perché utili ai padroni del vapore

Rinnoviamo l’esortazione alla Reggenza, massima istituzione della Repubblica e garante dei tre poteri dello Stato, di adoperarsi affinché si blocchi la pericolosa corsa verso il precipizio.

 

San Marino, 22 luglio 2020 

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