Caso Titoli: “Nessun politico di Adesso.sm è stato nominato”

Caso Titoli: “Nessun politico di Adesso.sm è stato nominato”

Comunicati Stampa, News

Ricordate quando l’attuale Segretario della Democrazia Cristiana, Gian Carlo Venturini, si alzò in Consiglio Grande e Generale per annunciare che i membri del CCR del passato Governo erano indagati nell’ambito dell’indagine cosidetta “Caso Titoli”? Ricordate quando i membri dell’allora opposizione, come Roberto Ciavatta che si vantava di avere rapporti diretti con il Tribunale, brandivano ordinanze del Tribunale, segrete ma rigorosamente uscite sulla stampa (allora, per questa gente, non era un dramma se uscivano cose riservate), per denunciare il malaffare della maggioranza e la sua collusione con la “cricca”? Con Grandoni? Ricordate tutte le pressioni sul Tribunale perchè facesse presto, portasse avanti sbrigativamente le indagini ed arrivasse a colpire i membri di quel Governo, ritenuti in partenza colpevoli e protagonisti di quelle vicende? Ricordate che qualcuno ci cascò, credette a quelle sciocchezze e fece cadere il Governo basandosi su quelle ipotesi? L’inchiesta sul caso titoli, quella che qualcuno strumentalmente aveva voluto chiamare “il nuovo Conto Mazzini”, oggi volge al termine. Apprendiamo dalla stampa che dei 14 capi di imputazione, ben 10 sono stati archiviati. Molti imputati eccellenti, anch’essi colpevoli in partenza per democristiani e retini, non sono neppure stati rinviati a giudizio. Ma, quello che è più rilevante, esponenti politici del Governo di Adesso.sm non sono neppure nominati, dice sempre la stampa, nel decreto di rinvio a giudizio. Neppure nominati!!! Ripensare alle ordinanze che qualcuno faceva uscire ad arte dal Tribunale per gettare sospetti e per dare letture distorte della realtà, fa accapponare la pelle. L’attuale maggioranza ha costruito su un mare di fandonie la caduta di quella precedente ed il suo avvento al Governo. Ed anche in questa legislatura una maggioranza “barbara” ha voluto sovvertire le risultanze della Commissione di Inchiesta con un ordine del giorno farlocco, che censura persone per le proprie condotte politiche che oggi – possiamo finalmente dirlo – sappiamo dal Tribunale che non sono mai state poste in essere, tanto che, lo ripetiamo ancora, nessun politico di quella maggioranza è stato neppure nominato in quel decreto di rinvio a giudizio. Ripensare alle accuse che qualche avvocatuccio d’accatto ha più volte mosso circa la volontà di Repubblica Futura di ostacolare le indagini del caso titoli, proprio mentre il passato Governo ha invece fatto tutto ciò che era lecitamente in suo potere per impedire che la politica si immischiasse in quelle indagini ed ancor più che esse potessero essere celeri ed accurate, appare oggi finalmente risibile. Insomma – purtroppo a distanza di tanto, troppo tempo – una cosa emerge con assoluta chiarezza: gli uomini e le donne di Repubblica Futura, tutti, possono andare a testa alta, perché non solo non hanno alcuna implicazione con l’eventuale commissione di reati, ma addirittura hanno contribuito in maniera fattiva ad allontanare quelle persone che avrebbero potuto compierli, in primis Savorelli, allontanato dal suo ruolo proprio dal precedente Congresso di Stato. Quello stesso Congresso di Stato che ha impedito con le sue decisioni che certi disegni criminosi si concretizzassero, mentre alcuni politici – oggi in maggioranza e al Governo – “scambiavano” terreni o richieste di assunzioni e finanziamenti, salvo poi scagliarsi contro Repubblica Futura con l’appellativo di “grandoniani” Resta, purtroppo, il putridume politico delle illazioni, delle calunnie, alimentate ad arte per fare naufragare una esperienza politica, quella di Adesso.sm, sulla base del nulla, anzi, sulla base del discredito personale e delle menzogne che oggi, finalmente, dopo i risultati della Commissione di Inchiesta e dopo la conclusione delle indagini, svaniscono per sempre. Ci auguriamo, nell’interesse di tutti i sammarinesi, che chi ha contribuito a sperperare denaro pubblico, chi, nella Banca Centrale, non ha saputo svolgere il proprio compito di controllo ed indirizzo, chi scientemente ha inquinato il dibattito politico con menzogne ed artifici, sia chiamato a rispondere per le proprie enormi responsabilità.

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