Carlo Franciosi: i motivi di speranza per proseguire l’impegno

Carlo Franciosi: i motivi di speranza per proseguire l’impegno

Comunicati Stampa, News

Circa un mese fa l’amico Carlo Filippini, eclettico e coraggioso editore del quotidiano “L’Informazione”, entrato con buon numero di lettori nello scarso mondo della pubblicistica sammarinese, mi ha comunicato l’invito a una colazione di lavoro insieme al suo redattore capo, il valido giornalista Antonio Fabbri, e con altri cinque collaboratori saltuari del giornale; eravamo chiamati a fare il punto sulla necessità di continuare a produrre riferimenti e idee utili all’evoluzione civica dei sammarinesi.

Io stavo vivendo un periodo di ignavia; mi trovavo scombussolato dall’accavallarsi di vicende tutte negative; non sapevo più cosa dire per riprendere la mia abitudine di formulare concetti ragionevoli per tentare di orientare l’attenzione dei cittadini verso i possibili sbocchi delle varie intricate situazioni, i cui punti nodali sono: la realtà economica e occupazionale del Paese e del comparto commerciale e imprenditoriale; la crisi del turismo determinata dalla terribile pandemia che travolge ogni possibilità di programmare un futuro più stabile e sicuro al fine di realizzare una ripresa dell’occupazione, in particolare di quella giovanile; l’inconsistenza di una classe politica del tutto inaffidabile, viste le acrobazie e le incoerenze degli ultimi eventi; il contemporaneo travaglio del sistema legislativo e giudiziario sul quale si sono diligentemente applicati i nostalgici del vecchio regime che ha prodotto il disastro attuale, solo per confondere i fatti e le responsabilità e così rendere impossibile, o quanto meno ritardare (verso la prescrizione…?), l’applicazione delle giuste pene e degli eventuali risarcimenti da parte di chi risulta colpevole di tanti misfatti.

A questo punto è vano esercizio fare chiarezza. Ci mettiamo un sasso sopra?

Alcuni eventi ci inducono a un cauto ottimismo.

La vittoria di Biden nelle presidenziali Usa con la sconfitta della brutale minaccia alla vita democratica e al buon senso inscenata da un fanatico personaggio, che peraltro aveva plagiato quasi la metà del popolo americano e parecchi sovranisti europei ed anche extra-europei, ha ridato ossigeno ai difensori del sistema democratico e della civiltà che speriamo diventi bene comune di buona parte dell’umanità.

Altro elemento confortante, la presenza e l’opera di Papa Francesco, che non perde occasione per richiamare il mondo intero alla necessità della pace e della fratellanza universale, riproponendo a tutti il messaggio di amore di Cristo, al di là delle differenze di fede e di religione.

Già al momento della sua elezione, nel 2013, aveva sorpreso per l’assunzione di quel nome, che negli otto secoli dal passaggio terreno di Francesco d’Assisi, nessun Papa eletto aveva avuto l’ispirazione o il coraggio di scegliere.

Il suo iniziale saluto “buonasera” ai fratelli e sorelle, aveva rivelato un approccio umile ma deciso verso un apostolato mirato alla affermazione e diffusione dei più alti valori cristiani. Quei valori che hanno generato la profonda stima e amicizia con Eugenio Scalfari, mitico fondatore e direttore del quotidiano “La Repubblica” dal 1976. Scalfari, di cui bisognerebbe parlare a lungo, è senza dubbio l’opinionista che ha esercitato una forte influenza positiva in tutte le vicende politiche italiane ed estere nell’ultimo cinquantennio. Parla del Papa e col Papa frequentemente, da “ateo-devoto”, come ormai si definiscono questi personaggi importanti per la nostra civiltà.

Ma anche l’affettuosa satira che Crozza riserva a Papa Francesco, culminata nello sketch che lo ritrae tutto vestito di bianco, di notte per le strade dei quartieri intorno al Vaticano con un voluminoso frigorifero sulle spalle da consegnare a qualche famiglia presunta indigente della zona. Senza essere per nulla irriverente, ne mette in rilievo la grandezza umana e la santità, per altri versi contestata dai custodi rigorosi della Curia romana, più preoccupati di difendere il prestigio della Chiesa universale.

Riguardo alla situazione della politica italiana, la fase di crisi di governo di difficile e apparentemente irrisolvibile conclusione, ci limitiamo a formulare l’auspicio che siano la saggezza del Presidente Mattarella, l’impegno di responsabilità di Conte, le tradizioni democratiche e repubblicane di alcune forze politiche di lungo corso e il comportamento serio di tutti i componenti del Parlamento, a fare prevalere il buon senso per la salvezza dell’Italia.

Termino citando la conclusione dell’articolo di fondo del direttore de “L’Espresso” Marco Damilano, che ho appena letto: “Tocca a chi ha una responsabilità politica e istituzionale evitare questo scenario disastroso. Il trasformismo è l’altro volto del populismo, un male alimenta l’altro: è stato così negli anni Venti del secolo scorso, è così oggi. Se ne esce con la politica democratica: cultura di riferimento, partiti, rapporti con i territori e con la società”.

A noi, attempati personaggi da sempre impegnati nella vita del nostro Paese incombe, prima che il diritto, il dovere morale di fornire un contributo di esperienza, fino a che un minimo di lucidità e di disponibilità fisica ci assistono.

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