Asse Rete – DC: un accordo già da mesi per governare. Con Libera e NPR che si scapicollano per fare da stampella.

Asse Rete – DC: un accordo già da mesi per governare. Con Libera e NPR che si scapicollano per fare da stampella.

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D: Segretario Renzi, l’8 dicembre si avvicina, come commenta il quadro politico che si sta delineando?
Ormai è tutto molto chiaro, quello che dicevamo mesi fa oggi è sotto gli occhi di tutti.
L’asse RETE-DC ha un accordo per tentare di governare insieme già da diversi mesi. Prima hanno corteggiato sapientemente qualcuno della ex-maggioranza e, a causa dell’ingenuità di alcuni leader politici, sono riusciti a far cadere il governo. Oggi l’asse RETE-DC è in cerca di una “stampella”, ovvero quel piccolo sostegno necessario a garantirsi una confusa e timida maggioranza, e Libera ed NPR si stanno scapicollando per raggiungere questo risultato.
D: Dunque secondo voi il rischio è di una vera e propria “restaurazione”?
Assolutamente sì, carta canta. RETE ha indicato tra i possibili alleati la DC, e viceversa. Non è un’opinione, è un fatto!
Noi vogliamo solamente che i cittadini ne siano consapevoli: votare RETE o DC significa sostenere un progetto politico confuso e innaturale, basato su compromessi che non possiamo neppure immaginare, un compromesso al ribasso per spartirsi le poltrone tra persone che, dopo essersi definiti reciprocamente come il male assoluto, ora cantano insieme “bandiera rossa”.
D: Ha definito il progetto politico RETE-DC come confuso e innaturale, cosa intende?
Alcuni esempi:
  • la DC ha, seppure con poca energia, sostenuto il percorso di associazione all’UE, RETE lo vuole frenare (se non addirittura interrompere).
  • La DC era favorevole al Polo della Moda, RETE ha promosso un referendum contrario.
  • La DC era favorevole alla libera professione per i medici, RETE è sempre stata contraria.
  • La DC era contraria al tetto degli stipendi, RETE era favorevole.

Potrei continuare per ore. Come faranno due visioni così inconciliabili a governare insieme?

D: Passiamo alle vostre proposte: come pensate di rilanciare la crescita economica?

Sburocratizzazione e semplificazione.

Alcune idee concrete. La creazione di un ufficio pubblico per effettuare l’adeguata verifica in maniera centralizzata, in modo da semplificare la vita a professionisti e istituti bancari. La possibilità per i giovani di aprire una società con solamente 1 Euro di capitale sociale. Il superamento dei minimi contributivi per i professionisti, cosa che ad oggi scoraggia i giovani a mettersi in proprio, specialmente nei primi anni di attività. La possibilità per i pensionati che lo vorranno di continuare a svolgere lavori occasionali, continuando a percepire la pensione e pagando le tasse dovute sui proventi. Queste solo alcune idee pronte all’uso contenute nel nostro programma che – mi consenta di dirlo – credo sia tra i più dettagliati e concreti.
D: E per quanto riguarda il sistema bancario, quali soluzioni proponete?

Ora che finalmente conosciamo il reale stato delle cose, il sistema bancario deve essere stabilizzato e poi rilanciato.

Per prima cosa è necessario portare a termine il Progetto NPL, ovvero la creazione di un veicolo di sistema che gestisca internamente tutti gli NPL del sistema bancario, magari in partnership con primari operatori specializzati. L’Accodo con l’UE dovrà invece garantire l’accesso delle nostre banche al mercato unico e agli aiuti dell’Eurosistema, ovvero a quella liquidità a basso costo che permetterebbe una drastica riduzione dei tassi di interesse e rilancerebbe gli investimenti sia privati che aziendali. Infine, per Cassa di Risparmio è necessario da un lato trovare insieme all’Italia una conclusione del caso Delta che preveda una ripresa di valore per CARISP, dall’altro ricercare un partner internazionale che affianchi lo Stato nel rilancio della banca sui mercati internazionali. Infine è necessario rivedere drasticamente la struttura di Banca Centrale.
D: Sul fronte della Politica Estera, RF sostiene con forza il percorso verso l’Ue, mentre altre forze politiche pensano che tale percorso vada fermato e vadano fatti accordi con l’Italia. Qual è la sua posizione?
Non credo sia necessario aggiungere molto dopo l’intervista di ieri del Professor Moavero Milanesi.
Chi pensa di fare accordi “strategici” con l’Italia invece di un Accordo con l’Ue sta sostenendo qualcosa di impossibile, oltre che non auspicabile. L’Italia è un paese membro dell’Ue e, dunque, deve rispettare i vincoli europei.
Questo significa che l’Italia non può fare accordi con paesi terzi, come San Marino, sulle tematiche di competenza dell’Ue senza un quadro di riferimento chiaro. L’Accordo di Associazione con l’Ue è quindi prodromico anche alla revisione degli accordi con l’Italia. Due obiettivi imprescindibili per il rilancio della Repubblica di San Marino. Mi lasci dire che, prima che io ed il Ministro Moavero lanciassimo l’idea della revisione della convenzione del 39, a San Marino semplicemente non se ne parlava, poi tutti hanno inserito -in maniera raffazzonata e imprecisa- questo tema nei programmi elettorali. Insomma: c’è chi parla, chi copia, e chi fa! Son certo che i cittadini sapranno riconoscerli…
D: Cambiando argomento: sanità. Gli ultimi anni sono andati piuttosto male. Cosa ne pensa e come risolvere questa problematica?
Questo Governo ha ereditato una situazione piuttosto complessa, ma si poteva e si doveva fare sicuramente molto di più e molto meglio.
Noi proponiamo il commissariamento dell’apparato amministrativo dell’ISS che oggi è completamente fuori controllo.
I costi lievitano ogni anno e i servizi sono sempre gli stessi, anzi forse minori. Per non parlare delle liste d’attesa. Il principio di assistenza sanitaria gratuita universale è fondamentale e intoccabile. Tuttavia è necessario che l’Ospedale diventi anche una fonte di ricavi, oltre che di costi, con prestazioni a pagamento solamente per i non residenti. Il fenomeno del turismo sanitario è ormai pratica corrente in tantissimi paesi. Perché a San Marino no?
D: Un’ultima domanda: cosa farebbe per rilanciare il turismo?
Nuove infrastrutture in partnership con il privato. Si parla spesso di far diventare il nostro paese una sede di eventi internazionali, anche grazie alle azioni di Politica Estera. Sicuramente una bella idea ma che necessita di infrastrutture ricettive e congressuali adatte.

Per questo proponiamo la ricerca di partnership con primari operatori internazionali – per altro alcuni si sono già affacciati – per la realizzazione di un ampio progetto per il centro storico che veda la costruzione di hotel di alta gamma e centri benessere.

Nel nostro programma l’abbiamo chiamato “Progetto Davos”, dal nome della città svizzera sede dei più importanti meeting internazionali.
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