Alcune proposte per la ripresa economica

Alcune proposte per la ripresa economica

Comunicati Stampa, News

Già da un paio di settimane eravamo intervenuti sulla stampa per sottolineare la necessità di interventi da parte del Governo per far fronte in tempi rapidissimi agli effetti del caro energia e del caro benzina su imprese e famiglie.

Pena il blocco della ripresa economica post pandemia e la perdita di tantissimo potere d’acquisto per le famiglie.

Nel nostro ultimo comunicato avevamo suggerito tre interventi, che oggi vogliamo dettagliare ulteriormente.

1) La creazione di un Fondo da circa 10 milioni di euro, da finanziare destinando correttamente le risorse provenienti dal debito pubblico (che purtroppo, invece, il Governo sta spendendo solo per coprire i buchi di bilancio che non ha il coraggio di affrontare con le riforme) per interventi diretti (con sgravi, sussidi o sconti) a famiglie e imprese con determinate caratteristiche per calmierare gli aumenti.

2) La possibilità per le imprese di utilizzare lo strumento della “detassazione degli utili reinvestiti” per destinarli alla produzione di energia da fonti rinnovabili (superando l’impossibilità oggi esistente, dal momento che gli impianti fotovoltaici godono già di agevolazioni sulla monofase): una politica con effetti nel medio periodo, per ridurre la dipendenza dagli approvvigionamenti esterni ma che richiede forti azioni immediate, anche con incentivi;

3) L’incremento dello “sconto Smac” destinato a chi fa rifornimento di carburante in Repubblica, dagli attuali 15 centesimi al litro ad almeno 30 centesimi. O meglio ancora, come è stato suggerito da un nostro aderente su Facebook, si potrebbe, con un semplice calcolo, tenere fisso il livello di accise/imposte che lo Stato ricavava prima degli aumenti e rimborsare agli utenti sulla Smac tutti gli incrementi dell’ultimo periodo. Una politica, quest’ultima, certamente non in contrasto con gli accordi vigenti con la Repubblica italiana, dato che il prezzo alla pompa rimarrebbe allineato, così come le accise applicate, prevedendo invece una forma di rimborso da rispendere sul territorio sammarinese.

Nel medio termine, è assolutamente fondamentale perseguire politiche di autonomia energetica, sia incentivando ulteriormente la produzione interna da fonti rinnovabili (a partire dagli edifici pubblici, che devono dare “l’esempio”, ma spingendo anche sulla possibilità per le persone di acquistare spazi in aree diverse da quelle di casa propria ed utilizzando lo “scambio a distanza”), sia diventando soci o partner di iniziative al di fuori dalla Repubblica di San Marino che mirino all’obiettivo di produrre energia senza sfruttare combustibili fossili.

Notiamo che diversi gruppi e associazioni sono intervenuti e stanno intervenendo per stimolare il Governo ad agire, a fare qualcosa, a non limitarsi ai classici “stiamo valutando”: perché il problema è oggi, subito, non c’è tempo da perdere.

La domanda è sempre la stessa: cosa sta facendo il Governo? Oltre a partecipare a viaggi in ogni parte del mondo, facendo selfie, foto e trionfanti comunicati di circostanza, c’è qualcosa di concreto in atto per far fronte a queste enormi problematiche?

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