Se neanche le leggi vengono più rispettate, dov’è la credibilità della Giustizia?

Se neanche le leggi vengono più rispettate, dov’è la credibilità della Giustizia?

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Sembra che il disastro compiuto in tribunale, la “terra da ceci” profetizzata da Gabriele Gatti nell’estate del 2019 e puntualmente realizzata dall’attuale maggioranza, si vada continuamente arricchendo di nuovi episodi.

Tutti ricorderanno come la maggioranza abbia spazzato via vari magistrati, secondo le motivazioni più assurde e gli escamotage più astrusi; magistrati che certamente, da quanto dimostrano i suoi interventi in Consiglio Grande e Generale, erano antipatici al consigliere-avvocato Berti, il vero dominus della maggioranza in tema di giustizia, difensore, tra gli altri, di celebri personalità come lo stesso Gabriele Gatti, Stefano Ercolani e Valeria Pierfelici.
Poco importa, in tutto ciò, che proprio l’allontanamento dei due Giudici di Appello reclutati con bando di concorso e già in servizio in Tribunale possa spianare la strada alla nomina a quel ruolo proprio di Valeria Pierfelici, ormai celebre per aver smazzato i vari fascicoli del Tribunale in una notte d’estate nel tempo record di 20 minuti, magari riassegnando anche ad altro giudice fascicoli che la riguardavano direttamente.
Peccato però, che proprio ad un passo dalla meta, il segretario Massimo Ugolini ed i suoi amici non si siano accorti di avere sbagliato i conti.
Infatti, quest’ondata di ripulisti, a colpi di leggi retroattive e di votazioni da parte dei fedeli consiglieri-soldatini della maggioranza nelle varie istituzioni ormai ridotte a megafoni del Governo, ha portato alla paralisi dello stesso Consiglio Giudiziario Plenario che dovrebbe essere l’organismo di governo della giustizia.
La legge, approvata da questa stessa maggioranza, prevede che quest’organismo debba essere rigorosamente paritetico: undici membri togati e undici membri laici. Cosa che anche ieri, quando il Consiglio Giudiziario Plenario si è riunito, non si è verificata, perché la girandola di epurazioni ha ridotto i giudici a soli dieci, senza possibilità di convocazione del Consiglio Giudiziario Plenario se non in aperta violazione di legge.
Ieri, purtroppo, nel grande imbarazzo della maggioranza, la riunione del Consiglio Giudiziario Plenario si è tenuta ugualmente.
A consentire ciò sarebbe stata la proposta del Segretario di Stato Ugolini di “rinunciare al proprio diritto di voto” come se esso fosse disponibile per legge, come se per la corretta costituzione dell’assemblea non facesse testo la convocazione ma rilevassero invece le successive determinazioni dei membri a partecipare o a non partecipare.
Così certamente non è e non può essere. Ma pare non importare a nessuno.
Invece di mettere un punto zero dal quale cercare di ripartire, si sta continuando con patenti violazioni di legge con il solo risultato di inasprire il confronto e portare lo scontro a livelli sempre maggiori, cosa alla quale, purtroppo, chi vuole difendere la Giustizia ed il Diritto, è costretto da questo modo di fare le cose.

Se neppure le leggi vengono più rispettate, quale credibilità può esserci per la Giustizia, per il Tribunale? Cosa dovrebbero pensare i Cittadini?

Inoltre, anche un nuovo fatto, del quale abbiamo appreso qualche giorno fa dall’editoriale del Direttore di RTV Carlo Romeo, merita di essere osservato con attenzione.
Per ora Repubblica Futura sta assumendo tutta la documentazione necessaria a farlo, poi informerà tempestivamente la cittadinanza circa quanto sta accadendo. Certamente le cose sono due: o il Direttore Romeo ha scritto delle inesattezze, oppure la questione merita di essere decisamente approfondita.
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