Quale futuro per il Paese? – Andrea Zafferani in Comma Comunicazione 23.06.20

Quale futuro per il Paese? – Andrea Zafferani in Comma Comunicazione 23.06.20

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È indiscutibile che il Covid abbia aperto un momento economico particolarmente complicato per tutto il mondo, ma per il nostro Paese questo momento rischia di diventare drammatico.

 

UNICO PAESE A NON AVERE DATO SOSTEGNI ANZI: HA FATTO TAGLI

Lo devo ribadire: siamo l’unico Paese in cui non sono stati fatti interventi a sostegno dell’economia, né a breve né a medio periodo, anzi abbiamo fatto tagli alle retribuzioni e alle pensioni (anche qua unico paese al mondo a farlo).

Tutti gli Stati hanno immesso miliardi di euro nelle rispettive economie, con piani senza precedenti finanziati a debito: ma hanno capito l’importanza della velocità (perché è inutile intervenire dopo mesi, quando l’economia ha chiuso i battenti), della dimensione (perché gli interventi devono essere impattanti e importanti per invertire il trend e far sopravvivere le imprese) e della visione di insieme (perché devono intervenire sia sulla domanda che sull’offerta, non solo su una delle due componenti).

 

 

Lo abbiamo detto a più riprese, in questo momento serve velocemente una iniezione di liquidità esterna in tutte le economie, perché la crisi che stiamo vivendo è di domanda e di offerta e senza una iniezione esterna non si supera.

Noi non abbiamo fatto nulla di tutto questo, perché il Governo ha prima chiuso tutte le strade bilaterali o multilaterali che in passato avevamo aperto, poi ha scelto di cercare i soldi da un unico canale, l’Italia, e infine dopo l’insuccesso di questa iniziativa ha scelto per il debito la strada più lenta e più costosa possibile, quella dei mercati finanziari (e ne parleremo nel comma apposito).

 

MANCANO ANCHE COMPLETAMENTE PIANI ECONOMICI, SCENARI, ANALISI

Non solo: non abbiamo fatto nemmeno un piano economico, uno scenario, una analisi.

Mentre fuori da qua fioccano i team di analisi e studio dei possibili scenari futuri (fin troppi a dire il vero) che lavorano per delineare il paese del futuro che non sarà certamente quello del passato, cercando di coinvolgere (con alterne fortune, a dire il vero) il mondo economico, sindacale e politico nonché il mondo delle professioni, anche per destinare correttamente le risorse, da noi fiocca il governo centrismo, che lavora a colpi di Decreti legge e non sente nessuno.

Devo dire che se si deve muovere la maggioranza e proporre i Certificati di Compensazione Fiscale, è quasi meglio che faccia tutto il Governo; ma a parte queste battute, la questione è problematica e seria.

QUALI INTERVENTI SI INTENDONO PROPORRE SUI VARI ARGOMENTI CENTRALI PER LO SVILUPPO?

Dove vuole intervenire il Governo, una volta che avrà reperito i finanziamenti necessari (e sarà purtroppo già tardi)? Come vuole spingere la produttività del lavoro, mantenendo un livello di occupazione generale importante ed un ambiente competitivo per le imprese? Come vuole investire e incentivare lo sviluppo tecnologico e la digitalizzazione del settore pubblico e privato, a parte creare gruppi di lavoro pieni di uomini di partito? Come vuole muoversi per sburocratizzare, per rendere più veloce ed efficiente il rapporto tra mondo dell’impresa e mondo economico? Come vuole rendere possibili gli investimenti che servono al nostro sistema, a livello di infrastrutture e servizi turistici, in un momento di crisi di liquidità? Potrei fare un lungo elenco di cose fondamentali per il rilancio economico, su cui non abbiamo la minima risposta.

Ne parleremo nel comma sul bilancio, su cui abbiamo fatto alcune proposte per cercare di dare il nostro contributo, ma è preoccupante il silenzio, la mancanza di linee di lavoro su questi argomenti.

 

Finora si sono solo distrutti progetti passati, riportato indietro il Paese su vari argomenti, ma di nuovo non si vede nulla.

 

Vi abbiamo visto distruggere tante cose su cui avevamo lavorato negli scorsi 3 anni, che potevano darci sviluppo e crescita:

  • dall’Agenzia per lo Sviluppo, così importante per l’attrazione degli investimenti, lasciata al suo destino senza neanche più ricevere risposte alle richieste;
  • fino a San Marino Innovation che oramai si limita ai comunicati stampa e non sembra più attiva nella creazione di un ambiente normativo favorevole allo sviluppo di nuovi settori;
  • avete mollato il progetto di sviluppo delle telecomunicazioni, che sono fondamentali per qualunque progetto che voglia crescere;
  • avete rallentato in maniera incredibile il percorso di associazione con l’Unione Europea, che dovrebbe essere una assoluta priorità e che invece vi vede ancora discutere se è meglio l’adesione o l’associazione;
  • dimenticato il Prg, con quel che conteneva soprattutto sul lato infrastrutture e aree produttive;
  • siete tornati indietro su libertà che erano state raggiunte, come quella per le imprese di assumere chi si vuole, cose scontate ovunque ma non da noi perché da noi bisogna andare in Segreteria per poter assumere chi serve;
  • si sono fermati i progetti di velocizzazione della costituzione delle società che erano partiti e mi fermo qui ma potrei andare avanti.
  • Vi abbiamo visto prevedere articoli che dicono che lo Stato può fare saltare per aria gli appalti assegnati semplicemente riducendo i finanziamenti stanziati, quindi per scelta politica;
  • vi abbiamo visto riportare in auge monopoli che erano stati superati e che peseranno sui consumatori, come quello che tutti chiamiamo “zona bianca”, per favorire persone politicamente vicine.

 

Per fortuna almeno ha resistito il progetto che abbiamo chiamato “dei sentieri”, per mettere a sistema tutti i sentieri della Repubblica e farli diventare attrazione turistica, a cui aveva lavorato l’ex Segretario Michelotti assieme ad un gruppo di motivatissimi ragazzi: almeno una cosa utile sarà rimasta.

Sia ben chiaro, un Governo ha tutto il diritto di mettere in discussione le cose che fa un altro Governo: non è molto utile per i progetti a lungo termine, ma è legittimo. Bisogna però avere le idee chiare su cosa fare al posto di quello che si mette da parte per rispondere alle esigenze del sistema, dell’economia. Idee chiare su cose serie e fattibili. Ed è quello che manca.

Abbiamo, obiettivamente, visto solo 2 cose significative sul fronte economico in questi mesi:

  • la liberalizzazione delle vendite promozionali e l’estensione dei saldi (nonostante il balletto prima si, poi no, poi di nuovo si, la consideriamo una buona misura che può dare libertà, flessibilità e sostegno al settore commerciale, ma naturalmente non può essere questa proposta a rimettere in sesto la nostra economia)
  • e la proposta dei Certificati di Compensazione Fiscale alla voce “progetti per lo sviluppo”, e questa era meglio che non fosse giunta.

Quando inizieremo a parlare di cose serie?

 

Queste cose non le diciamo solo noi. Le stanno dicendo, seppur con altri toni più concilianti, visto il loro ruolo, oramai tante associazioni di categoria, per lo meno quelle che cercano di avere una visione anche a medio-lungo termine. Abbiamo visto in queste settimane svariati comunicati, da chi denunciava il rischio di desertificazione economica in assenza di interventi concreti per sostenere domanda e offerta fino a chi sottolineava la mancanza di visione per rilanciare settori decisivi per il sistema come il turismo, per concludere con chi sottolinea l’esigenza di reperire liquidità per il sistema ed elaborare un piano strategico per il paese, avendo il coraggio delle riforme.

Io ho trovato incredibile sentire 2 Segretari di Stato andare a Striscia la Notizia a mendicare aiuti e risorse economiche. Come fa un Paese ad essere considerato un qualcosa di serio facendo così? Come fa ad attrarre investimenti?

A questo possiamo aggiungere la questione targhe, su cui tutto tace, continuando a mettere in difficoltà le imprese ed i loro lavoratori non residenti: ma non dovevate risolverla in pochissimi mesi, perché voi avevate i rapporti con l’Italia che il vecchio governo, a vostro dire, non aveva? Quante ne avete raccontate ai cittadini, a ripensarci…

E possiamo aggiungere anche il silenzio totale:

  • sui progetti di sviluppo per il sistema bancario e finanziario,
  • sul piano industriale di Carisp rispetto al quale il Governo non ci ha ancora detto che linea vuole seguire per fare tornare la banca in utile,
  • sul rimborso delle obbligazioni ai correntisti ex Asset,
  • su come evitare l’ennesimo salasso per chiudere il buco dell’ex Cis, dopo che si è scelto di metterla a carico dello Stato,
  • su come far si che le banche diventino più solide e più forti per far fronte all’eventuale apertura del mercato, che tutti ci auguriamo arrivi.

La vostra fortuna è che avete una opposizione più seria di quella che eravate voi in passato, una opposizione che sa bene che parlare tutti i giorni delle difficoltà del sistema finanziario è il modo migliore per crearle davvero quelle difficoltà.

Senza una visione di insieme, senza idee chiare sul da farsi, credo che il Paese difficilmente avrà un futuro.

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