Libera: si guardi avanti invece che nello specchietto retrovisore

Libera: si guardi avanti invece che nello specchietto retrovisore

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Ammettiamo sinceramente di non aver compreso il senso e le motivazioni del comunicato stampa con cui ieri Libera ha voluto tirarci in ballo.

Un comunicato alquanto scomposto, allusivo, che evidenzia molti nervi scoperti e probabilmente il fatto che Libera non sia ancora riuscita a metabolizzare il fallimento della spericolata manovra di palazzo che, sul finire della passata legislatura, avrebbe dovuto portarla al governo con nuovi alleati.

Accogliamo con piacere l’invito formulato da Libera di occuparci di altro rispetto ad essa. E così infatti abbiamo fatto in tutta questa legislatura.

Ugualmente concordiamo sul fatto che “le risposte di questo Governo siano deludenti e del tutto insufficienti”, concordiamo a tal punto che invitiamo a nostra volta Libera ad evitare basse baruffe chiozzotte e concentrarsi invece sul ruolo che la cittadinanza le ha affidato: quella di opposizione, come Rf sta facendo, formulando critiche costruttive e proposte.

Nel merito delle allusioni di Libera.

  • Come si fa a nascondere ai cittadini che, non solo nella passata legislatura, la Segreteria per le Finanze è stata retta da membri afferenti all’area politica di Libera?
  • Come si fa a non ricordare che mentre Rf era intenta all’allontanamento di Savorelli e Grais, alcuni autorevoli membri della passata maggioranza, afferenti all’area di Libera, minacciavano la crisi di Governo se l’ex Presidente di BCSM se ne fosse andato?
  • Come si fa a non ammettere che il tanto decantato “tavolo istituzionale” è stato solo uno strumento (inconsapevole?) per celare la mancanza di determinazione nel fare ciò per cui i Cittadini avevano dato il mandato, cioè fare scelte anche impopolari nell’interesse del Paese, per aprire invece la strada ad una farsesca crisi di Governo?
  • Come si fa a non capire che Rf ha sempre combattuto per la sostenibilità del sistema e per gravare il meno possibile sulle casse dello Stato?

Rf infatti, ed i suoi membri in Congresso di Stato e nel Ccr, davanti alle crisi bancarie si sono comportati sempre nello stesso modo. Prima di giungere ad una liquidazione degli istituti, Asset prima e Cis poi, hanno richiesto alle autorità preposte di convocare le assemblee dei soci, di sondare possibili strade di ricapitalizzazione o di vendita; in un caso come nell’altro, purtroppo inascoltati. Ed in un caso come nell’altro ciò ha provocato, non certo per causa di Rf, gravi ripercussioni reputazionali e finanziarie per il nostro Paese.

Qualcuno forse ancora vuol far credere che eventuali vendite o ricapitalizzazioni avrebbero favorito i potenti di turno. Cosa assolutamente falsa,

perché tali soluzioni non avrebbero né bloccato eventuali azioni penali da parte della Magistratura, né impedito azioni di responsabilità, per le quali, ove fosse stato necessario, Rf aveva dato piena disponibilità anche a sostenere una legge ad hoc, con un unico obiettivo: che i dissesti bancari siano pagati da chi li ha creati, siano essi banchieri o autorità negligenti, che è anche il motivo principale per cui abbiamo convintamente sostenuto la legge sulle risoluzioni bancarie che l’ha previsto.

Comunque su questi temi stanno indagando tanto il Tribunale che una commissione di inchiesta. In quelle sedi, e se sarà ritenuto utile anche pubblicamente, Rf non teme certo di rendere conto e spiegare la propria condotta, alle autorità ed ancor più ai Cittadini. Così come non vediamo l’ora di spiegare con forza che voler evitare di mettere altri 100 milioni di euro a carico di tutti i cittadini e di avere quasi tutti i dipendenti licenziati, cosa che sarebbe stato possibile attraverso la vendita della banca che è stata impedita, era una posizione a tutela della Repubblica di San Marino; e ribadiremo il nostro dispiacere per il fatto che i nostri alleati di allora non lo abbiano compreso, con le conseguenze che oggi vediamo.

Anche perché Rf nella sua storia non ha mai goduto di finanziamenti, appoggi o prebende da parte di nessuno, cosa che probabilmente altre forze politiche non possono dire, anche nel passato più recente.

Insomma, agli amici di Libera, verso molti dei quali resta la stima, e con i quali abbiamo collaborato lealmente per una buona parte della legislatura passata, chiediamo di concentrarsi seriamente sulle enormi difficoltà che il Paese si trova ad affrontare.

Difficoltà che, come tutti hanno ormai capito – e speriamo che Libera concordi con noi su questo – non sono certo il frutto degli ultimi tre anni, ma delle sciagurate politiche di un passato che, non solo quei problemi li ha creati, ma, attanagliato da interessi personalistici, non è neppure riuscito a risolverli.

Se anche divergenze ci sono state sulla gestione di alcuni dossier, se Libera ha deciso di mettere fine ad un progetto politico nel quale noi abbiamo fortemente creduto, Rf se ne è fatta una ragione e guarda avanti, al futuro.

Ciò che non accetteremo mai sono vignette caricaturali o basse allusioni che mettano in discussione dignità ed onorabilità delle nostre donne e dei nostri uomini: questo crediamo proprio di non meritarlo.

 

Dunque concentriamoci piuttosto sulla spirale di debito nella quale senza idee l’attuale maggioranza sta sprofondando il Paese nel silenzio generale; sulla guerra aperta che, da parte di alcuni autorevoli esponenti del Consiglio Grande e Generale, è stata dichiarata al Tribunale; sullo sviluppo economico che appare ormai una chimera; sulla nostra collocazione internazionale che è un “segreto di Stato” e più in generale sulle risposte improcrastinabili di cui la Repubblica ha estrema necessità.

Il resto crediamo non interessi a nessuno.

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