I dati, quelli inconfutabili

  1. Home
  2. chevron_right
  3. News
  4. chevron_right
  5. I dati, quelli inconfutabili

I dati, quelli inconfutabili

News

Abbiamo letto con attenzione e interesse la replica del Segretario Gatti al nostro comunicato. Speravamo di trovarci qualcosa di interessante, qualche elemento utile come ad esempio:

  1. quanto ci costano le consulenze a Rotschild e Jp Morgan (si parla di oltre 7 milioni di euro, è vero?)
  2. quanto ci costerà il debito che Gatti ha deciso di fare
  3. come verrà utilizzato il debito (speriamo non solo per ripagare debiti pregressi, sarebbe la fine…)
  4. e soprattutto, come pensa di ripagarlo, visto che tra necessario azzeramento del deficit e pagamento degli interessi dovremo fare una correzione dei conti pubblici di almeno 70 milioni all’anno!

Ci saremmo aspettati questo, da un uomo di governo serio. Soluzioni, proposte e idee chiare. Invece niente da fare.

Gatti è il solito disco rotto di accuse a Repubblica Futura e con lo specchietto retrovisore sempre ben acceso, pronto a guardare indietro senza capire che lui è alla Segreteria alle Finanze da ormai 10 mesi e forse è ora di iniziare a fare qualcosa per il Paese oltre alle chiacchiere.

Nel 2016 abbiamo ricevuto una eredità pesantissima a livello di finanze pubbliche, una economia in crisi profonda ed una liquidità dello Stato scarsissima. 

Ci siamo rimboccati le maniche senza tante storie, abbiamo iniziato a lavorare e abbiamo portato, in 2 anni e mezzo di lavoro effettivo, a:

  • un raddoppio degli investimenti,
  • una crescita del 10% dell’occupazione,
  • una riduzione del 15% della disoccupazione,
  • una crescita del Pil dell’1,7% (mentre il nostro principale partner commerciale cresceva zero).

Questi sono dati inconfutabili!

Siamo anche riusciti, pur nelle difficoltà del settore finanziario dovuto anche al terrorismo delle opposizioni di allora, a mantenere il Paese al livello investment grade come rating.

Aspettiamo che il Governo faccia lo stesso, anche se ha già inanellato:

  • una sonora bocciatura da Fitch (che non ha mancato di far notare, quando ha abbassato il rating del Paese, la fumosità delle linee politiche del nuovo Governo)
  • e davanti ad un Paese con dati economici drammatici, non ha messo in campo mezza misura di sostegno (a parte le fotografie e gli annunci, quelli sono sempre abbondanti…).

Consigliamo al Segretario di dare un’occhiata ai dati, li trova su www.statistica.sm e magari si accorgerà che le imprese sono calate di quasi 80 unità rispetto ad agosto 2019, ed è un dato record! 

Così come sono drammaticamente calati:

  • l’occupazione totale,

  • il tasso di partecipazione interna al lavoro e

  • l’occupazione interna.

Forse sarebbe bene rendersene conto e affrontare il problema, anziché magnificarsi rispetto a misure che non hanno minimamente aiutato il nostro sistema economico a riprendersi.

Ma del resto, se il Segretario è convinto che i 12,5 milioni di ulteriori debiti con le banche, che ha citato nel comunicato, siano sufficienti per fare ripartire le aziende dopo una crisi del genere, ci rendiamo conto che c’è proprio un problema a monte, a livello di comprensione delle dinamiche economiche.

Ricordiamo al Segretario che Rf non è mai stata per la “chiusura prolungata delle attività produttive”, anzi, abbiamo sempre detto pubblicamente che tenere aperte le aziende durante il lockdown è l’unica cosa buona che ha fatto il Governo in questi mesi. È anche un po’ distratto…

Continuiamo a renderci conto, sempre di più, che il Governo sa solo aspettare che arrivino i soldi del debito come un neonato aspetta il latte materno, senza mezza idea di riforma o intervento, per tirare a campare ancora un po’ e lasciare le macerie a chi verrà dopo.

E questo ci preoccupa molto.

Articolo precedente
Due pesi e due misure
Articolo successivo
Una maggioranza ferma al palo

Menu