Elettricisti ed errori

  1. Home
  2. chevron_right
  3. News
  4. chevron_right
  5. Elettricisti ed errori

Elettricisti ed errori

News

Chi s’impegna in politica sa benissimo che si possano commettere errori.

A volte per incompetenza, a volte per eccesso di ambizioni personali, a volte per valutazioni errate, a volte per essersi fidati delle persone sbagliate (anche in via del Voltone), a volte per paura di assumersi le responsabilità, a volte per colpa delle circostanze, a volte per sfortuna.

LIBERA, in tutta evidenza, di scelte infelici ne ha messe in fila parecchie.

Non è questo, comunque, il peggio che può capitare a chi fa politica.

Il peggio è rifiutarsi, davanti ai fatti, di riconoscere i propri errori, magari appellandosi all’immancabile “battaglia del fango” pur di non confrontarsi con la realtà conseguente alla propria azione politica.

Ora, a chi si era beato di avere staccato la spina al governo, da buon apprendista della scuola serale Radio Elettra, non possiamo fare a meno di ricordare il disastro politico conseguente. La gestione della vicenda Banca CIS ha lasciato in eredità ai sammarinesi una montagna di debiti e molti dipendenti con un futuro incerto. Bene avere protetto i riaparmiatori e le azioni di responsabilità, ma si poteva fare diversamente, con gli stessi risultati e senza creare una voragine nei conti pubblici. Sulle responsabilità degli ex vertici di Banca Centrale, suggeriamo a LIBERA di chiedere, al proprio interno, spiegazioni a chi quei vertici li ha assunti e difesi fino all’inverosimile.

La Commissione d’Inchiesta per indagare sulle responsabilità politiche in tutti i dissesti bancari non ha combinato assolutamente nulla per un mese e mezzo, ha ignorato denunce di palesi incompatibilità di suoi membri per trascorsi rapporti con la proprietà di Banca CIS ed è stata provvidenzialmente (per qualcuno) interrotta dalla crisi di governo.

Il varo della nuova legge elettorale in modo approssimativo, in pieno agosto e con un’urgenza inspiegabile (ma poi neanche tanto), sostenuto anche da LIBERA, ha prodotto un pastrocchio che ha richiesto continui rimaneggiamenti e si è comunque dimostrato funzionale solo agli interessi della Democrazia Cristiana.

Il cosiddetto “tavolo istituzionale”, follemente varato nel mezzo di una campagna elettorale, si è tradotto in un colossale fallimento decretato in primo luogo dalle associazioni di categoria e dalle forze sociali chiamate a parteciparvi.

Il bilancio previsionale dello Stato per il 2020, definito una enorme forzatura istituzionale (non da RF), non ha raggiunto nessuno dei risultati che LIBERA aveva preannunciato ed ha creato una ulteriore voragine nei conti pubblici.

Il sabotaggio della presa d’atto del reclutamento di due nuovi magistrati d’appello nell’ultimo Consiglio Grande e Generale della legislatura, in palese contrasto con le leggi vigenti e che, di fatto, ha consentito alla politica di mettere becco nella scelta dei magistrati come accadeva un tempo, è stato reso possibile anche con la complicità di alcuni rappresentanti di LIBERA che hanno rinnegato le posizioni sostenute “a schiena dritta” fino a poco tempo prima.

Tutta la narrativa delle riforme “stracondivise”, che doveva essere il viatico di LIBERA per riciclarsi in un altro governo, è stata reiteratamente smentita e delegittimata dalla DC, da Rete e dai socialisti sparsi non appena gli apprendisti hanno ingenuamente “staccato la spina”. Come se per collaborare alle riforme utili al Paese occorresse avere una poltrona di governo a tutti i costi.

La condivisione è certamente un valore importante in politica ma non può essere disgiunta dal senso di responsabilità verso il Paese e il coraggio delle proprie scelte, né tantomeno diventare un semplice lasciapassare verso nuovi ruoli di governo, visto anche l’esito penoso a cui si è assistito in questi giorni con il tradimento (molto prevedibile) degli accordi presi da alcuni dirigenti di LIBERA con i futuri governanti.

Anche Repubblica Futura ha commesso errori nell’azione di governo come nella propria azione politica, fra cui certamente quello di essersi fidata di alcuni personaggi, per altro presi per i fondelli dalla nuova maggioranza pochi giorni fa.

Pensiamo però che il disastro finale di questa legislatura non ci appartenga, soprattutto per quanto attiene al pericolo molto concreto di restaurazione e ritorno ad un passato pericoloso per il nostro Paese. 

In questo senso ascoltare certe preoccupazioni di LIBERA in merito ci sembra tardivo e poco credibile se disgiunto da qualsiasi analisi delle proprie responsabilità.

 

San Marino, 20 dicembre 2019

 

Repubblica Futura

 

Menu