Città dimenticata

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Città dimenticata

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Tanti sono i problemi del Castello di Città, dalla vivibilità del Centro Storico alla sicurezza, dalla ripartenza del turismo alla chiusura della scuola elementare. E’ per questo che Repubblica Futura ha organizzato, giovedì scorso, un incontro pubblico per discutere sulle diverse realtà del Castello anche alla luce delle scelte che il governo ha fatto e che hanno creato malumori e polemiche.

E’ stato affrontato il tema di una Città privata di servizi, spopolata, sempre più orientata a diventare, almeno in questo periodo, una discoteca a cielo aperto; di una Capitale che ha perduto nel tempo molte delle funzioni che l’avevano caratterizzata come tale; del disturbo per gli schiamazzi che durano l’intera notte e che sono legati ad eventi estemporanei che scopiazzano la riviera adriatica; delle montagne di rifiuti che si accumulano e quindi dell’incuria in cui vengono abbandonate alcune zone fino alla decisione di chiudere la scuola elementare “La Sorgente”.

Tutto ciò attraverso analisi e proposte che gli ospiti, alcuni dei quali rappresentanti di associazioni di cittadini, hanno messo a disposizione dei presenti.
Il Castello di Città, con la sua storia millenaria in cui sono concentrati tutti i beni artistici e storici della Repubblica, sede delle Istituzioni e della nostra identità di popolo, non può essere governato da interventi spot mentre si accentua un impoverimento del tessuto sociale in cui sono, e sono stati determinanti nel tempo, scelte molto discutibili che in questo momento sono rappresentate soprattutto dall’abbandono della scuola elementare. La complessità delle problematiche descritte esige, oltre che una particolare attenzione per il più importante Castello dello Stato, un progetto che affronti il presente per iniziare un percorso di riqualificazione in cui devono essere comprese nuove visioni legate al recupero della residenza, alla scuola, al turismo, alla riscoperta della bellezza paesaggistica, al rafforzamento di una identità fortemente scossa e vittima di un degrado che, al momento, non lascia intravedere soluzioni di continuità.
All’incontro hanno partecipato il prof. Renato Di Nubila, Simona Capicchioni, Augusto Casali, Simona Casali, Miriam Farinelli, Pier Marino Marinelli, Fabrizio Perotto, Francesca Piergiovanni.

La serata si è conclusa con l’impegno di formulare un documento con la sintesi delle proposte avanzate e di presentarlo in sede istituzionale.

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